Pubblicato in: Ven, Ott 23rd, 2015

2006 – 2015/FILIPPO SMALDONE… SANTO DA 10 ANNI

Salesiane dei Sacri Cuori. Nascita e sviluppo di una Congregazione 

EVANGELIZZARE GLI ULTIMI CON L’EDUCAZIONE E L’ISTRUZIONE

DSC_98

“Bisogna perdere tempo per educare: oggi, invece, ci è chiesto di fare in fretta, perché il vero nemico che regge l’immagine del negativo della società è legato ad un eccesso di economicismo che mercifica ogni cosa”. 

79

Alla presenza delle autorità civili e religiose, la sera del 15 ottobre scorso, si è svolta presso l’Istitu­to “Filippo Smaldone” una tavola rotonda per la presentazione del volume “Suore Salesiane dei Sa­cri Cuori. Nascita e sviluppo di una Congregazione” di Hervè Cavallera, ordi­nario di Storia della Pedagogia dell’Università del Salento, e di Suor Ines De Giorgi, Madre Generale della Congregazione. All’evento sono intervenuti anche il prof. Gaetano Mollo, or­dinario di Pedagogia all’Università di Perugia, e l’Arcivescovo di Lecce, mons. D’Ambrosio. Il moderatore, dott. Marcello Favale, ha rivol­to agli ospiti alcune domande sulla necessità di “non dimenticare il passato e le proprie radici storiche per valorizzare il presente e progetta­re il futuro”. In particolare riferendosi al prof. Cavallera ha chiesto: “Il suo libro non è una semplice descrizione della storia, ma ne è stato letteralmente catturato. È vero?”. Sì, e io devo, come accade ad un autore di un libro, dare testimonianza della gioia e affet­to con cui tutte le sorelle mi hanno accolto. Da quando sono stato “risucchiato” nell’interes­sarmi di don Smaldone ho scoperto un mondo di suore che hanno dato se stesse all’opera e saputo comunicarlo a me: ne sono loro grato. Di solito mi innamoro di quello che scrivo e questa vicenda è pari a una bella favola che mi ha esaltato come essere umano, come salentino e come leccese.

DSC_14

Quali impressioni le ha suscitato la storia?

Tutto parte da un povero prete di non gran­de importanza che viene a fine ‘800 in una Lecce laica e positivista e cerca di alleviare le soffe­renze dei poveri. L’handicap peggiore non è la cecità, ma l’essere sordomuti dalla nascita. Ci impedisce di entrare in contatto e ciò è trauma­tico, tanto che nella cultura dell’800 era men­talità diffusa il dover venire incontro a questi indigenti, altrimenti, non avrebbero conosciuto gli elementi di salvezza. Smaldone capisce che da solo non può farcela e ha l’intuizione del­la Congregazione di cui scrive le regole e le fa approvare da un coevo,potente vescovo. Inizia una storia bella nonostante le disavventure che da un lato feriscono, ma dall’altro rafforzano.

DSC_5

Come si inserirono le suore nel cammino per la canonizzazione?

Si posero umili, sempre gentili e aperte come le donne pugliesi, con il loro tipico sor­riso, sentendo subito il problema dell’identità: “Di chi siamo figlie?”. Comprendendo che il punto nodale era battersi per riconoscere vera­mente il Fondatore, si spostarono a Roma, vi edificarono una casa, mentre iniziava il proces­so lento della canonizzazione. E, intanto, cre­sceva l’associazionismo laico. Gradualmente le suore si sono allargate al mondo esterno, dove sono il bisogno, la povertà, la sofferenza: in America Latina, nell’Africa, nell’Asia. Sapendo scegliere le persone giuste al momento giusto, si espandono nel mondo e al tempo stesso ri­conducono il mondo verso la Chiesa e mostrano che il senso della comunità umana è veramente divino quando è mosso dalla virtù.

DSC_1

L’opera della Congregazione è recuperare gli ultimi. I sordi, se non riescono a comu­nicare con il resto della società rimangono emarginati, nonostante tutte le sue apertu­re. Non è vero, professore?

Il merito della Congregazione è aver coniu­gato due elementi di fondo: l’evangelizzazione degli ultimi e l’educazione e l’istruzione. Biso­gna perdere tempo per educare: oggi, invece, ci è chiesto di fare in fretta, perché il vero nemico che regge l’immagine del negativo della socie­tà è legato ad un eccesso di economicismo che mercifica ogni cosa. Conta solo la produzione attraverso il risparmio economico. La Chiesa, le Salesiane non hanno mai risparmiato. Han­no sempre saputo costruire: e per questo sono rimaste unite e, se continueranno a dare recu­perando il vero, il bello, il buono, potremo pen­sare che ancora la luce del Cielo si degna di restare in questo mondo. 

Pages: 1 2 3

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti