Pubblicato in: Sab, Mag 11th, 2013

Giudici di Pace. Obiettivo Conciliazione

A colloquio con l’Avv. Anna Maria Avantaggiato, coordinatrice dell’ufficio leccese: abbiamo un rilevante carico di lavoro. 

Abbiamo sia competenza in materia civile che penale: in materia civile per le cause ordinarie civili. in materia penale ad esempio per l’immigrazione.

Una figura impor­tante, per cui è ne­cessario essere in possesso di alcuni requisiti fondamen­tali come non avere condanne per delitti non colposi e non essere stati sottoposti a misu­re di sicurezza o preventive e, inoltre, bisogna godere dei di­ritti politici e civili, è il Giudi­ce di Pace. L’Avvocato Anna Maria Avantaggiato, coordi­natrice dei Giudici di Pace di Lecce, ha risposto alle doman­de, pertinenti al suo ufficio e chiarificatrici in materia.

Avvocato, chi è il Giudice di Pace?

È una figura che ha sosti­tuito quella che rappresentava il pretore. Ha, in taluni casi, competenza specifica per ma­teria a prescindere dal valore della causa; altre cause gli vengono assegnate in base al valore, che non deve superare un certo importo; in genere, si considerano quelle che non hanno grande difficoltà o par­ticolarità da trattare. Il Giudi­ce di Pace dovrebbe, quindi, essere in qualche maniera più vicino al cittadino.

Ha un limite di età?

Sì, fino al raggiungimento del settantacinquesimo anno. Dopo va in pensione. Infat­ti, la legge del ’91, con cui è nata la figura, prevedeva che il giudice di pace dovesse aver raggiunto i 50 anni di età.

Quanto dura in carica?

Da quando è stato istituito, esercita per 4 anni ed ha man­dato rinnovabile per altri 4. I primi giudici di pace, istituiti con la legge del ’91 e entra­ti in servizio dal ’95, se non hanno superato i limiti detti, sono ancora in carica, perché poi rinnovati di anno in anno. Infatti, completati i primi due mandati quadriennali definiti per legge, i successivi sono rinnovabili annualmente.

Come si diventa giudice di pace?

Per titoli innanzitutto e anche per esame. I titoli sono previsti dal bando di concor­so: bisogna avere la laurea in Giurisprudenza e aver eser­citato in precedenza attività giudiziaria a titolo onora­rio, come una volta faceva il Giudice Conciliatore, il Vice – Pretore, il GOT, cioè il Giu­dice di Tribunale, Vice – Pro­curatore onorario, che sostitu­ivano con delega il Pubblico Ministero in udienza. Sono ti­toli di valutazione le lauree in giurisprudenza (chi ha svolto quest’attività è favorito), così come l’insegnamento di mate­rie giuridiche o l’avvocatura. Oltre alla laurea queste attivi­tà migliorano la posizione in graduatoria.

Quali sono le cause di sua competenza esclusi­va?

Come in tutti gli uffici, dato il numero dei giudici as­ segnati, in questo, uno dei più grossi della Provincia, abbia­mo sia competenza in materia civile che penale: in materia civile per le cause ordinarie ci­vili che prevedono opposizio­ne a sanzioni amministrative e l’ammissione di decreti in­giuntivi; in materia penale, ad esempio, per l’immigrazione. Una competenza molto varia, che riguarda anche il risarci­mento danni da sinistri strada­li, le controversie condominia­li, che non sono tantissime, ma da cui possono nascere que­stioni penali. Sorgono, infatti, da liti che sfociano in denunce reciproche e da lì segue il pro­cesso penale.

Giudice pace

Quando il Giudice di Pace ha funzione conciliativa?

Tale aspetto è molto impor­tante nel nostro processo, sia civile che penale. Nel primo caso, poiché l’avvocato, a cui ha abdicato la parte, svolge la fase preliminare dell’azione, vengono convocate dal giudi­ce le parti alla prima udienza di comparizione. Il giudice, quando è possibile, se c’è par­tecipazione delle parti, tenta la conciliazione e il giudizio ter­ mina con essa, con un verbale redatto in udienza. Può anche accadere che le parti abbando­nino il giudizio, e si applica la norma del Codice di Procedura Civile. Allora il giudice rinvia ai sensi dell’articolo 309 e la causa viene automaticamente cancellata. Nel penale, una fase molto più importante è quella conciliativa, perché è prelimi­nare. Nell’udienza, dunque, il giudice tenta sempre la conci­liazione oppure ha il dovere di favorirla per quanto possibile. C’è un’udienza, una conclusio­ne del processo senza sentenza e si giunge alla remissione di querela. Il giudizio si estingue.

Perché rivolgersi al Giudi­ce di Pace e quando?

Non bisogna rivolgersi al giudice quando la materia non è di sua competenza. A pre­scindere dal fatto che a volte il semplice cittadino può ri­volgersi da solo senza ausilio di un avvocato, il giudice ha il dovere di ascoltarlo. Ci può essere citazione verbale, per cui il cittadino, espone i suoi problemi. L’autorità, raccolta la citazione verbale, invita la controparte a comparire per l’udienza “fissa”, stabilita su richiesta del cittadino.

Comunque al di là del fatto che ci possano essere cause di contenuto meno rilevante ri­spetto al tribunale, quasi sem­pre tutte le questioni, anche se di contenuto o economicamen­te non ponderose, comporta­no tuttavia una conoscenza di determinate regole processuali di cui il semplice cittadino non può disporre.

Quali sono i reati di mate­ria penale di sua compe­tenza?

Vi sono una serie di proces­si per reati previsti, per esem­pio, dall’art. 612 minaccia semplice, 594 (ingiuria), 590 (materia di lesioni corpose), il 581. E una serie di reati per clandestinità…

A proposito dell’immi­grazione clandestina che cosa prevede il Codice?

Sono norme particolari che mutano e si integrano con­tinuamente. Il reato di clan­destinità è stato introdotto di recente. L’articolo 10 bis con­templa il fatto che un cittadino straniero venga ritrovato nel territorio nazionale privo del permesso di soggiorno e titoli che giustifichino la sua perma­nenza in Italia. Viene, quindi, fermato da parte dei vari orga­ni di polizia, identificato, quasi sempre portato presso centri di prima accoglienza e lì identi­ficato; vengono poi elaborate le schede dattiloscopiche e ciò che è necessario con l’ausilio di un interprete. Dopo, l’indi­viduo interessato viene accom­pagnato presso i vari centri di Brindisi, Foggia, Bari, lì dov’è la possibilità di accogliere queste persone. Il Pubblico Ministero chiede la fissazione di un’udienza per celebrare il processo nei confronti dell’im­migrato.

Cosa significa agire giuri­dicamente per citazione?

È un atto processuale per tutte le cause, l’atto introdut­tivo del giudizio, che può es­sere l’atto di citazione oppure il ricorso secondo natura. Per esempio, il decreto ingiunti­vo avviene mediante ricorso a provvedimento ingiuntivo o domande di risarcimento dan­ni da incidenti stradali, intro­dotte con atto di citazione.

In conclusione, Avvocato, sono gratificanti la sua esperienza e il suo impe­gno?

L’attività di questo ufficio è un po’ più onerosa rispetto ad altri nel circondario, perché vi sono più giudici, ma tutti gli uffici hanno un rilevante cari­co di lavoro, anzi anche quelli più piccoli, come Gallipoli, Casarano, Maglie, hanno note­vole mole di lavoro. Si lavora tanto, in armonia, e si applica correttamente la legge. Questo è ciò che facciamo tutti con entusiasmo, gioia. Io non dico di essere perfetta. Ciò che ho è l’amore di fare le cose e più faccio meno mi stanco. 

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