A colloquio con Gabriella Legno: “La Pace tra colori tenui e tanta creatività”
Quando un istante si trasforma in colore, un’emozione in un tocco di pennello, l’arte diventa sinonimo di vita, un canale privilegiato per giungere al cuore degli altri e al fulcro della propria spiritualità. Così nascono le opere della leccese Gabriella Legno, l’artista dai colori tenui che in questi ultimi mesi ha ottenuto due importanti riconoscimenti internazionali, motivo di orgoglio per la terra salentina che ha cullato il suo amore per la creatività.
L’Ambasciatore della Pace nel Mondo consegna il Premio a Gabriella Legno
Cos’è, per lei, l’arte?
Vita, purezza, espressione d’amore, di libertà, bellezza, suono, forma e colore. È ossigeno. Non posso concepire la possibilità di una vita che ne sia priva. Sin da piccolissima ne ho riconosciuto l’importanza e, fedele al mio sogno, ho scelto il mio percorso di studi e di vita. Credo che il mondo, privato della ricchezza che l’arte è in grado di offrire, diverrebbe scialbo e insensato.
Nel mese di maggio è stata ambasciatrice della cultura italiana presso la mostra Wine Art di San Francisco. Quali ricordi porta con sé?
Conservo ancora in me l’intensità dell’evento americano, il calore delle persone, il loro desiderio di staccarsi dal frenetico susseguirsi di appuntamenti giornalieri. Ho percepito la curiosità di approfondire la conoscenza della cultura italiana così ricca di storia. Il desiderio che riecheggia in me è quello di poter “incantare” ancora – così come ha scritto il giornalista Roberto Natalini sulla rivista “L’Italo – Americano” di San Francisco – il cuore e la mente degli statunitensi e del mondo intero, attraverso il magico universo spirituale espresso dalle forme e dai colori delle mie opere.
Il 29 giugno scorso, inoltre, ha ricevuto a Monreale il “Premio internazionale della pace nell’arte”…
È stato emozionante ricevere questo riconoscimento alla presenza dell’Ambasciatore della Pace nel Mondo S.A., N.H. Sandro Pulin, e del Direttore Nazionale del Dipartimento per i Diritti Umani Unesco Paolo Calabrese, per il significato nobile ed elevato che esso riveste: un premio per la promozione della cultura della pace nel mondo attraverso l’arte. Sono stata felice di incontrare persone che come me credono nella possibilità della rinascita di un mondo vivo nella pace e nell’amore. L’arte è un perfetto “canale” per giungere a parlare al cuore di ognuno e risvegliare la speranza e il credo che non tutto sia perso.
“In preghiera” , acquerello e vernici su pannello cartaceo cm 72×72
Come è nato il quadro “In preghiera”, che caratteristiche ha e quali sono i messaggi che esprime?
“In preghiera” è un acquerello nato dal mio desiderio di raccontare la pace, dal tentativo di suscitare l’interesse per ciò che di intenso e sorprendente può accadere nel momento in cui si riesce a stabilire un contatto con il Cielo presente dentro di sé. Evidente è nell’opera il movimento centripeto dell’energia terrestre che conduce alla rappresentazione simbolica dell’umanità (occhi). La preghiera, graficamente descritta dal Mantra Tibetano della Compassione, scaturisce dal cuore dell’umanità e avvolge la Terra con la forza della sua energia. L’umanità diviene essa stessa preghiera, e sperimenta l’attimo in cui accade il miracolo della conversione. L’opera sottolinea che solo attraverso la comprensione, il perdono, la compassione, l’umanità può infine giungere a provare il puro amore incondizionato.
In che modo l’arte e la fede possono essere coniugate tra loro, oggi?
L’arte è coniugata sempre a ciò in cui l’artista crede per il semplice fatto che essa è sempre espressione dell’interiorità soggettiva. Spesso l’espressione pittorica è utilizzata in maniera catartica, ma personalmente non lo ritengo una scelta corretta. L’azione liberatoria o purificatoria deve restare intima e personale. Il dono di sé agli altri è un atto d’amore, semplice e pulito, privo di contaminazioni. Per quanto mi riguarda l’arte sta alla fede nello stesso rapporto in cui la pace sta all’amore. In me non esiste Arte se non nel collegamento intimo con Dio e la Sua Luce.
UN’INTENSA ATTIVITÀ ESPOSITIVA
Nata a Lecce nel 1967, si è sempre dedicata con grande passione all’arte, conseguendo Diploma di Maestro d’Arte in decorazione pittorica, Diploma di Maturità d’Arte applicata in Arte della grafica pubblicitaria e della fotografia, Diploma di Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Lecce, nonché Diploma di Graphic Design. Dal 1991 ha esposto le sue opere in mostre pittoriche in Italia e all’estero, ottenendo anche premi in occasione di vari concorsi.
Grazia Pia Licheri

















