Pubblicato in: Sab, Giu 8th, 2013

Accogliere e Integrarsi a Lecce

Queste le capacità che lo Stato deve esprimere per attuare il prin cipio dell’integrazione, quale è in­vece l’approccio al sistema da parte dei cittadini e dei migranti, in parti­colare?

L’integrazione è un binario a dop­pio senso: chi viene da un paese stra­niero deve capire che esistono i diritti ma soprattutto i doveri verso lo Stato che ci accoglie, senza mai dimenticare che si è ospiti.

Quasi secondo l’intendimento cristiano dell’essere ospiti ovunque…

Esattamente così, intendere la pro­pria presenza come quella di un ospite che non deve mai imporsi ma entrare nell’ambito di una nuova famiglia con il rispetto e l’attenzione dovuta, del resto se consideriamo cristianamente che siamo tutti ospiti di questa terra, non dovremmo vedere nessuno come straniero ma saremmo tutti coabitanti della stessa terra. Per me integrazione è potersi riconoscere nella reciprocità del dialogo e nell’ottica dei diritti e dei do­veri comuni a tutti, a prescindere dalla differenza del colore della pelle o dalla religione”.

La rassicurante Europa del Nord sembra scossa e impreparata di­nanzi ai tragici fatti di cronaca che hanno visto, a Londra, l’efferata uccisione in nome dell’Islam di un soldato da parte di due citta­dini britannici di origine nigeriana inoltre, la violenta protesta nelle periferie delle città scandinave che si allarga al continente scopre insospettabili disagi covati sotto quella che era ritenuta la conforte­vole e sicura coperta del wellfare Nordeuropeo. Siamo di fronte ad aberrazioni che la stessa ricerca dell’integrazione ha generato proprio in quei modelli sociali di riferimento e quali potrebbero essere le conseguenze per quei Paesi, come l’Italia, che da essi cercano di mutuare pratiche di in­ in­tegrazione e inclusione?

Quella del Nord Europa era e lo è ancora una condizione ritenuta ideale da tutti noi dell’Europa del Sud e del Mediterraneo per la realizzazione di dinamiche di integrazione sociale e accoglienza. I recenti fatti di cronaca evidenziano una forma di impreparazione culturale in quelle nazioni che non hanno vissuto in modo significativo le necessità che la migrazione verso altri Paesi comporta; per l’Italia la situazione è diversa: decenni e decenni di migrazione verso il nord Europa e il Continente Americano hanno indotto anche in Patria una migliore capacità di comprensione delle possibili dinamiche sociali che si possono sviluppare in relazione a fenomeni migratori diversamente caratterizzati; anche se poi, smessi i panni di migranti gli Italiani hanno modificato, direi in negativo l’atteggiamento verso il fenomeno della migrazione e della integrazione stessa.

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