Adolescenti in cerca d’autore
MAI BANALIZZARE IL VISSUTO DEI RAGAZZI…
ALTRIMENTI SCAPPO DA CASA
Secondo la Direzione Centrale Polizia Criminale i minori italiani scomparsi nel 2013 sono 155, di questi 94 hanno tra 15 e 18 anni, 34 tra gli 11 e 14 anni e 27 tra 0 e 10 anni. Fuggire dalla propria casa è tipico di adolescenti e preadolescenti che cercano di allontanarsi da situazioni vissute come intollerabili, situazioni che spesso si ricollegano ai rapporti con le figure familiari. I dati forniti da Telefono Azzurro sono esplicativi in tal senso: nel 2012 il 30% dei ragazzi ha vissuto tale esperienza e il 27,6% lo ha fatto perché non riesce ad andare d’accordo con i propri genitori o perché si sente limitato nella propria libertà (9,1%) o comunque incompreso (4,5%). Sempre secondo Telefono Azzurro dal 2006 al 2013 la percentuale di scomparsi in Italia è pari all’1,8% e il presunto responsabile dell’azione di emergenza tra cui la fuga è la madre nel 50,5% dei casi ed il padre nel 37,1%. Tra le motivazioni che spingono i ragazzi a fuggire da casa vi è anche il desiderio di stare con il/la ragazzo/a (5,8%) e problemi legati alla scuola, come il bullismo (1,2%).
Il problema relazionale rimane, quindi, il più frequente e grave. Sicuramente il ragazzo che fugge da un ambiente che dovrebbe sentire come protettivo, lo fa perché sente oggettivamente o soggettivamente carente tale protezione sia per difficoltà relazionali con i genitori sia per le difficoltà tra i coniugi. In entrambi i casi il ragazzo si sente privo di risorse e soluzioni e allontanarsi fisicamente e psicologicamente è l’unica alternativa valida. Inoltre, in questa fase del loro sviluppo i ragazzi sperimentano, provocando l’adulto, una sorta di autonomia personale svincolandosi dalle regole e dai ruoli imposti loro da famiglia e società. Scappare da casa diventa anche un modo per dimostrare a se stessi di essere adeguati alle situazioni e di riuscire a “cavarsela” da soli. Spesso questi ragazzi non sono circondati da adeguate agenzie di supporto come gruppi dei pari con cui stabiliscono valide relazioni di fiducia e vivono per questo un profondo senso di solitudine e abbandono, convinti di non essere compresi nella loro sofferenza. Per tale motivo è fondamentale improntarsi all’ascolto senza banalizzare il vissuto emotivo dei ragazzi.
LICEO ARTISTICO/LA RETE E LE SUE INSIDIE…
FACEBOOK E I SUOI FRATELLI
Che cosa può succedere se un ragazzo non fa un buon uso di internet? Quali sono i maggiori pericoli che si nascondono nella rete? Quali sono i comportamenti che possono sfociare in reati penali anche se si è minorenni? Che cos’è il cyber-bullismo? E ancora, cosa porta un ragazzo all’autolesionismo o addirittura al tentativo di suicidio dopo aver subito gli attacchi dalla gogna mediatica di 3a generazione? A questi e ad altri interrogativi posti dagli alunni di seconda classe del Liceo Artistico “Ciardo-Pellegrino” ha risposto la dott. Luigina Quarta, ingegnere informatico, consulente scientifico della Procura della Repubblica di Lecce, sempre a stretto contatto e in continua collaborazione con la Polizia postale e le altre Forze dell’ordine, durante le due giorni presso le due sedi dell’Istituto dedicata a “Facebook e i suoi fratelli… Come difendersi dalle trappole della rete”. La conversazione ha avuto un carattere molto familiare e soprattutto si è basata su alcuni dei casi oggetto d’indagine dell’ing. Quarta. La consulente informatica, senza fare alcun riferimento all’identità delle persone, ha spiegato come spesso la cronaca riporta fatti che sono la naturale conseguenza di alcune imprudenze che si ripetono nell’uso sconsiderato e incontrollato della rete. “La possibilità – ha spiegato la Quarta – di poter aver il web a disposizione h24 grazie ai cellulari più avanzati, ha accresciuto il rischio in modo esponenziale.
Ogni giorno la cronaca ci riporta episodi di bullismo informatico che ogni tanto, purtroppo, sfociano in drammi senza ritorno. A volte, postare una foto o un filmato di pochi secondi può innescare un meccanismo perverso che conduce alla diffamazione, o al furto d’identità, o alle truffe on-line”. Particolare attenzione, durante l’incontro, è stata data ai reati di pedopornografia on-line perpetrata ai danni di inconsapevoli minori che si lasciano adescare da faLsi profili incrociati nei social network. “Per evitare spiacevoli sorprese – ha concluso l’ingegnere – occorre autoregolamentarsi, rispettare le più elementari norme di galateo informatico che in sostanza inducono ogni utente alla massima attenzione e soprattutto alla razionalizzazione dei tempi di utilizzo. Meno ore si trascorrono smanettando inutilmente e di meno sono i pericoli che si possono correre”. “Prestiamo la massima attenzione a scuola – ha dichiarato la dirigente scolastica del Liceo Artistico, Tiziana Paola Rucco – perché i ragazzi siano lontani dalle insidie della rete. E siamo in prima linea per rilevare eventuali disagi adolescenziali e bisogni educativi speciali, per affrontarli con strategie che li soddisfino e li risolvano. Questa è la più grande collaborazione – ha concluso la ds Rucco – che noi del Liceo Artistico possiamo offrire alle famiglie anche aldilà della formazione scolastica che resta la nostra prima missione”.
Pagine a cura di Manuela Settimo

















