Ai bordi della Cronaca/Grest? Non se ne sono accorti
Inutile cercare tra le pagine dei giornali nazionali, inutile cambiare canale televisivo, inutile navigare in internet. Di loro non c’è traccia. Eppure sono decine e decine di migliaia le persone di giovanissima età che dalla fine dell’anno scolastico attraversano piazze, strade e giardini pubblici con le loro magliette colorate. Con questo piccolo popolo vociante, allegro e con gli occhi aperti camminano altri, più grandi, che hanno scelto di donare il loro tempo ad altri. E sempre c’è un prete, spesso in calzoncini corti, che accoglie, accompagna e condivide. Ma anche aiuta a a vivere un’esperienza di vita ed a crescere anche interiormente. Questo è il popolo del Grest, un evento estivo che le comunità cristiane, le parrocchie, vivono ogni anno. Un servizio semplice ed efficace per tante famiglie che dopo la scuola cercano un luogo, e soprattutto delle persone, a cui affidare i figli più piccoli altrimenti lasciati soli davanti al computer oppure sulla strada. Un servizio che entra a pieno titolo in quello stare con amore dentro la vita di una città senza perdere quell’originalità che, nel caso specifico, caratterizza il Grest. Nel Grest una comunità cristiana concretizza la sua proposta perché il tempo dello svago, del gioco e della serenità non sia privato da momenti di pensiero, di riflessione, di interiorità. Occorre allora una riflessione più matura da parte dell’opinione pubblica, cattolica e non cattolica, per evitare che sbrigativamente si licenzi il Grest come qualcosa di semplicemente ludico e che può fare gratuitamente solo qualcuno. Da questa esperienza viene un insegnamento e un aiuto a riscoprire la cultura del dono, della gratuità, del dialogo tra generazioni sui temi della vita e della fede vissuti nella concretezza del quotidiano. Certamente i media non si occupano di questo popolo di piccoli che attraversano strade, piazze, giardini perché grandi problemi e grandi fatti premono alle porte dell’informazione. Tutto questo è perfettamente comprensibile e richiama ancora una volta la bellezza di una comunicazione che viaggiando fuori dai grandi canali dei giornali, delle tv e del web, lascia un segno di fiducia nella vita di migliaia di persone, piccole e grandi.
Paolo Bustaffa















