Viaggio nella Crisi/Al capezzale dell’Economia Salentina
In occasione dell’11a giornata dell’economia presentato dalla Camera di Commercio il rapporto 2013.
“L’economia salentina non è ancora guarita”: così Alfredo Prete ha aperto il suo ricco e dettagliato intervento in occasione della Giornata dell’Economia 2013. Il 19 giugno scorso sono stati infatti resi noti, e ampiamente commentati dal Presidente della Camera di Commercio di Lecce, i dati statistici raccolti ed elaborati dal Servizio Statistica e Studi della stessa.
È una Provincia che si barcamena tra una “contenuta apertura ai mercati esteri”, un credito in stato di sofferenza a causa dei tassi di interesse a breve termine – più elevati rispetto alla media nazionale – infrastrutture in ritardo e carenti soprattutto per quanto concerne le reti di collegamento, e le risacche delle punte di diamante dello sviluppo salentino, concentrate soprattutto nel settore agroalimentare, nei servizi, e in parte nell’ambito dell’istruzione e delle strutture sanitarie.
Un diffuso pessimismo si è dunque insinuato nelle pieghe dell’imprenditoria e di tutta la cittadinanza verso le prospettive del 2013, secondo un’indagine condotta su un campione di 200 imprese locali. Nuove e vecchie “strategie” convivono anche nel mercato del lavoro: all’aumento dei casi di cassa integrazione – cartina al tornasole della persistente crisi in cui versano le imprese di Lecce e provincia – si affiancano infatti sempre meno contratti per i giovani inoccupati e disoccupati, spesso costretti a ricorrere ad una nuova formula per l’ingresso nel mondo dei lavoratori: l’apertura di partita Iva, non più limitata alle tradizionali “libere professioni”.
Sono questi i toni delle pennellate con cui le ultime statistiche hanno dipinto un tacco d’Italia ingolfato in una recessione di cui si vede, purtroppo ancora in lontananza, il chiarore della fine. Tuttavia si potrà scrivere una nuova pagina dell’economia del Salento soltanto quando tutti insieme avremo la forza e il coraggio di rimboccarci le maniche e osare, ampliando le prospettive dello sviluppo locale nelle giuste direzioni, per rimettere in moto la macchina dell’economia.















