Pubblicato in: Ven, Lug 6th, 2012

Alla sequela di Cristo, al servizio delle comunità

Istituiti i nuovi Lettori, Accoliti e Ministri Straordinari dell’Eucaristia.

Venerdì 29 giugno, la festa dei SS. Pietro e Paolo è stata occasione per la diocesi leccese di rinnovare il mandato dei suoi ministri e di istituirne dei nuovi. Alcuni di essi hanno rila­sciato la propria testimonianza.

“Sono lettore dal 1984 per chia­mata di don Giorgio Patrizi – dice Luciano Coppola della parroc­chia S. Sabino di Lecce – militavo nell’estrema sinistra e frequentavo senza troppo entusiasmo la chiesa. S. Paolo ha determinato la svolta nella mia vita. Persuaso da don Pierino Liquori ho appreso i rudimenti di ermeneutica biblica da un vincenziano, specie del libro di Isaia.

Dopo aver collaborato con don Giovanni Quarta nella catechesi giovanile e per la consuetudine con don Gaetano Tornese, soprattutto grazie a don Enzo Ria sono stato guidato a tale servizio”.

“Per me – afferma Lilia Bramato, della stessa parrocchia – incon­trare Gesù sofferente nei malati è un’esperienza arricchente, sempre nuova, che consumo dal 2007 su invito di don Giovanni Buttaz­zo. Per questo vivo il ministero eucaristico nella convinzione che dove due o più sono uniti nel nome di Cristo, Egli è in mezzo a loro. Sa­pienza e magistero del dolore sono i malati con il loro coraggio, forza e speranza”.

Conclude Gianfranco Licastro della comunità leccese S. Sabino: “Servo Cristo ela Chiesa come accolito dal 2005 grazie a don Gaetano Tornese, dopo un cammino nel gruppo di preghiera Miriam. Per formazione teologica e fruendo della mia esperienza di infermiere incline a pensare prima agli altri che a me, considero il malato persona bisognosa di amore, cura e rispetto, attraverso la quale si realizza il vin­colo di comunione tra fratelli e con Cristo sofferente e risorto”.

A queste si uniscono le voci dei nuovi ministri. Pino Tornese della parrocchia Santa Rosa di Lecce asserisce: “Nel 2007, da pensionato non ancora assiduo praticante, don Antonio Montinaro mi indirizzò al corso triennale di lettore. Volontario per la mensa dei poveri, mi conside­ro soldato di Cristo al servizio della comunità, non come “arrivato”, ma in continua crescita spirituale, pur conscio della mia fragilità. Vivo la carità verso tanti fratelli indigenti sperando di riuscire ad ottenere il minimo”.

Ed ancora Giuseppe Vetrano della Chiesa Madre di Arnesano: “La recente collaborazione presso gli uffici diocesani mi ha consentito di approfondire il mio cammino alla sequela di Cristo. Il valore della sofferenza e di incontrare Gesù nei malati e nei poveri mi spinge al Ministero Eucaristico. L’adorazione del SS. Sacramento e la preghiera costante della comunità mi sosten­gono nel mio impegno quotidiano”.

Unanime è poi la convinzione espressa dai nuovi accoliti diocesa­ni, per i qualila Chiesaè mistero di unità nella diversità e il ministero è dono con cui lo Spirito l’adorna. Infatti, l’accolitato non è esercizio di potere, ma orientamento alla vita eucaristica e, in conseguenza del Battesimo, vocazione ad essere fermento all’interno del Corpo mistico di Cristo, che ha detto: “Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi” e “Amatevi come io vi ho amato”.

Sonia Marulli

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