Alluvioni nel Salento, a rischio il Nord-Ovest
Claudio Sergi, Vice Prefetto e neo Dirigente della Protezione Civile di Lecce…In ogni Comune, il Sindaco secondo piani prestabiliti deve sempre assicurare i primi soccorsi.
“Se si fosse verificato un evento al pari di Genova, il Prefetto avrebbe convocato immediatamente il Centro di Coordinamento Soccorsi e concordato la dichiarazione dello stato di emergenza”.
Dott. Sergi, è solo da pochi giorni il nuovo Responsabile della Protezione Civile, il suo lavoro, rispetto alla linea operativa della Dott.ssa Mariano, sarà nel segno della continuità o perseguirà obiettivi di cambiamento?
Il mio operato sarà nel segno della continuità perché è stato svolto un lavoro eccellente sia dal Prefetto che dalla collega, che con il loro lavoro hanno superato tutte le criticità che si sono presentate nel periodo precedente al mio incarico.
Quali sono le principali attività che la Protezione Civile svolge sul territorio?
La previsione dei fenomeni per proteggere la vita dei cittadini e il patrimonio della comunità; la prevenzione al fine di individuare gli interventi utili a ridurre entro soglie accettabili la probabilità che si verifichino eventi disastrosi, o almeno limitarne il danno; il soccorso che prevede una serie di azioni in modo da ridurre al minimo il tempo che intercorre tra una calamità e i primi interventi e infine le attività di post emergenza, ossia il coordinamento per favorire il ritorno alle normali condizioni di vita.
Nello specifico, per quanto riguarda i luoghi in cui viviamo quali sono i maggiori rischi?
I rischi presenti sul territorio provinciale sono principalmente tre: quello idrogeologico e idraulico (alluvioni, allagamenti, frane); gli incendi boschivi e il rischio industriale, per la presenza di alcune industrie a rischio di incidente rilevante.
Come opera concretamente la Protezione Civile?
Bisogna premettere che in caso di eventi che colpiscono un territorio il primo responsabile della Protezione Civile in ogni comune è il Sindaco, che organizza le risorse comunali secondo piani prestabiliti; ha il compito di assicurare i primi soccorsi alla popolazione, coordinando le strutture operative locali e i gruppi comunali di volontariato della protezione civile. (Eventi di tipo’a’). Se per l’estensione e la portata dell’evento il Comune non riesce a fronteggiare l’emergenza, su richiesta del Primo Cittadino, intervengono il Prefetto, quale organo ordinario di Protezione Civile, la Provincia e la Regione che attivano le risorse di cui dispongono. (Eventi di tipo’b’). Il Prefetto, in particolare, per gli eventi gravi assume, coordinandosi con il Presidente della Giunta Regionale, la direzione unitaria dei servizi di emergenza da attivare a livello provinciale, coordinandoli con i Sindaci dei Comuni interessati, e, adottando tutti i provvedimenti necessari ad assicurare i primi soccorsi. Per le situazioni più gravi (Eventi di tipo ‘c’), invece, su richiesta della Regione, subentra il livello nazionale, con la dichiarazione dello stato di emergenza. In questo caso il coordinamento dell’intervento viene assunto direttamente dal Dipartimento della Protezione Civile.
In un’ottica di attività sinergiche, esiste un raccordo operativo tra la Protezione Civile e gli altri corpi dello Stato e in quali occasioni si concretizza?
Quando la situazione è più complessa e richiede interventi coordinati delle diverse componenti del sistema di protezione civile, a livello provinciale viene attivato, presso la Prefettura un “Centro di Coordinamento dei Soccorsi” (CCS), quale struttura provvisoria per il tempo dell’emergenza, con funzioni di raccordo ed armonizzazione delle misure che fanno capo ad amministrazioni ed enti diversi. Nello specifico, il CCS è lo strumento che in emergenza supporta il Prefetto per la direzione dei soccorsi e il coordinamento delle attività svolte da tutti gli enti e le amministrazioni coinvolte, è presieduto dal Prefetto o da un suo delegato e costituisce il vertice della linea strategico-operativa dell’organizzazione del sistema della Protezione Civile. In relazione alle esigenze concrete, sempre con finalità gestionali, il Prefetto può anche attivare uno o più “Centri Operativi Misti” (COM), di livello comunale o intercomunale. Per la gestione dell’evento, in Prefettura si attiva anche una sala operativa dove affluiscono tutti i dati e le informazioni relative all’evento calamitoso.
Una situazione come quella di Genova, ma causata qui da altri dissesti idrogeologici, come sarebbe stata gestita?
Se si fosse verificato un evento al pari di Genova il Prefetto avrebbe convocato immediatamente il Centro di Coordinamento Soccorsi, sentito il Presidente della Regione e concordato la dichiarazione dello stato di emergenza e l’intervento anche del Dipartimento di Protezione Civile nazionale.
Tre tipi di eventi e di interventi
Per identificare più facilmente quale componente della protezione civile deve mobilitarsi per prima, la legge 225 del 1992 all’articolo 2 ha classificato gli eventi, secondo estensione e gravità, in tre tipi: eventi a: eventi naturali, connessi con l’attività dell’uomo, su cui possono intervenire singoli enti e amministrazioni in via ordinaria; eventi b: eventi naturali, connessi con l’attività dell’uomo, che comportano l’intervento coordinato di più enti e amministrazioni in via ordinaria; eventi c: calamità naturali o connesse con l’attività dell’uomo che in ragione della loro intensità ed estensione devono, con immediatezza d’intervento, essere fronteggiate con mezzi e poteri straordinari da impiegare durante limitati e predefiniti periodi di tempo.
Pagine a cura di Maria Rosaria Contaldo
















