Anni ‘70/Radio Emme, quell’antenna sul campanile
Lo scetticismo di Don Carmelo Martino e la sua “conversione” all’utilità dell’emittente locale.
Nel lontano 1970 installai un piccolo trasmettitore in Fm sul campanile della Parrocchia Ausiliatrice a Monteroni con l’autorizzazione del parroco don Carmelo Martino che accettò la mia proposta con molto scetticismo, per ricredersi dopo poco tempo avendo intuito le potenzialità di questo mezzo di comunicazione. Il suo entusiasmo era salito così in alto che pensò di chiedere informazioni in merito ad un suo conoscente dirigente del Ministero PTT, ma la risposta fu univoca: “Non scherzate con la legge!”. Passano cinque anni ed ecco che il Parlamento con la legge 103 dà la possibilità a tutti di trasmettere sulla banda 87,5-108Mhz, a patto di non interferire con la concessionaria Rai. È il momento di ricominciare, utilizzando il trasmettitore che avevo realizzato con tutti i crismi della qualità tecnica e una antenna “turnstyle” a due piani come quella del ripetitore Rai di Lecce. Nacque Radio Monteroni. Fare radio in quel tempo era come percorrere una via completamente al buio. Ma l’impegno e la professionalità di tanti amici che parteciparono dette presto buoni frutti. La Fonit Cetra, ad esempio, ci considerava un punto i riferimento per il lancio di alcune proposte musicali e spesso venivamo contattati da grossi dirigenti della discografia nazionale.
Nel 1978 Radio Monteroni si trasformò in Radio Emme srl, si abbandonò il campanile e ci si trasferì in un modernissimo locale progettato per le esigenze radiofoniche. L’impianto trasmittente venne potenziato e ubicato sulla provinciale Lecce-P. Cesareo, collegato al Centro di Produzione in ponte radio. Venne ampliata anche la redazione giornalistica e creata una squadra specializzata nei collegamenti in diretta dall’esterno. Con la collaborazione di docenti dell’Università di Lecce si realizzarono trasmissioni culturali di un certo spessore. I programmi di intrattenimento della fascia mattutina, ripetuti in audio da Telelecce Barbano, raggiunsero la Basilicata e la Calabria. In poco tempo, le richieste di lavorare con Radio Emme non si contarono, come pure le richieste di ripetere i nostri programmi da parte di altre emittenti. Purtroppo, come tante cose belle, Radio Emme chiuse la propria attività dopo pochi anni. Ma non morì. Ne riparleremo in un prossimo articolo.
COME UN VELIERO…
Per potenziare l’impianto trasmittente di Radio Monteroni si dovette sostituire la vecchia antenna con un sistema radiante il cui palo di supporto era lungo 17 metri e doveva essere fissato sulla croce del campanile. Ma la base di esso era troppo stretta per eseguire la controventatura dell’antenna. Si ricorse allora ad uno stratagemma.
Ad ognuno dei quattro spigoli del campanile furono fissati dei robusti pali metallici che sporgevano fuori oltre tre metri e portavano grosse carrucole all’estremità, attraverso le quali erano fissati i tiranti. Ad opera compiuta l’alto campanile dell’Ausiliatrice sembrava un veliero.
OSPITI ILLUSTRI/PIPPO BAUDO NEL ‘78
Nella primavera del 1978, Pippo Baudo è nel Salento per motivi professionali. Un nostro collaboratore Pippo Renzi, suo ex compagno di scuola, lo invita a Monteroni di Lecce per visitare gli studi di Radio Emme. Pippo Baudo accetta l’invito e trascorre con noi un intero pomeriggio concedendoci una lunga intervista ed esprime parole di apprezzamento per la qualità della nostra emittente.
Per motivi di sicurezza la notizia della visita del noto presentatore non viene preventivamente data agli ascoltatori, ma sfugge ugualmente quando il ragazzo del bar con il vassoio ricolmo di tazzine di caffè si trova di fronte Pippo nazionale. Ritornato al bar racconta al proprietario l’incontro con Baudo, ma non viene creduto e si becca pure un ceffone.
Salvatore Albanese


















