Pubblicato in: Mar, Ott 18th, 2011

Attraversare la porta

 “Il cristiano non può mai pensare che credere sia un fatto privato”, perché “la fede implica una testimonianza e un impegno pubblici”. È quanto scrive il Papa, nel motu proprio “Porta Fidei” – reso noto il 17 ottobre – con cui indice l’“Anno della fede”, che si celebrerà dall’11 ottobre 2012 (50° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II) al 24 novembre 2013. “La fede, proprio perché è atto della libertà – prosegue Benedetto XVI – esige anche la responsabilità sociale di ciò che si crede. La Chiesa nel giorno della Pentecoste mostra con tutta evidenza questa dimensione pubblica del credere e dell’annunciare senza timore la propria fede ad ogni persona”. Anche ai non credenti, sottolinea il Papa: “Non possiamo dimenticare che nel nostro contesto culturale tante persone, pur non riconoscendo in sé il dono della fede, sono comunque in una sincera ricerca del senso ultimo e della verità definitiva sulla loro esistenza e sul mondo”. “Ricerca”, questa, che “è un autentico preambolo della fede, perché muove le persone sulla strada che conduce al mistero di Dio”, sulla base della “stessa ragione”. La scelta dell’ottobre 2012 – spiega il Papa, ricordando che Paolo VI aveva già celebrato un “Anno della fede” nel 1967 – coincide, inoltre, con i 20 anni dalla pubblicazione del Catechismo della Chiesa cattolica e con la convocazione del Sinodo dei vescovi su “La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana”. Benedetto XVI ha invitato la Congregazione per la dottrina della fede, in accordo con i competenti dicasteri della Santa Sede, a redigere una Nota “con cui offrire alla Chiesa e ai credenti alcune indicazioni per vivere quest’Anno della fede nei modi più efficaci e appropriati, al servizio del credere e dell’evangelizzare”.

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