Bambini obesi. A mangiare si impara a scuola.
Cosa pensa in merito all’abitudine diffusa di far seguire ai bambini le diete vegetariane o vegane?
Sono contro il “fai da te”. Spesso dimentichiamo che la dieta è un atto medico molto delicato perché influisce sull’equilibrio psico-fisico del paziente. È una prescrizione, una ricetta: se il medico ritiene che il paziente abbia dei bene fici dal seguire un’alimentazione vegetariana (o vegana) lo seguirà clinicamente per evitare qualsiasi problematica derivante dalla non assunzione delle proteine animali. Non dimentichiamo che se medici di fama internazionale, come il Prof. Veronesi o il Prof. Berrino, consigliano le diete vegetariane sulla base della loro conoscenza ed esperienza, avranno dei motivi validissimi Personalmente consiglio il regime vegetariano a pazienti con patologie auto-immunitarie (es.: l’artrite rumatoide o la psoriasi) perché ritengo che, associato alla terapia medica, possa aiutare ulteriormente il paziente a migliorare il proprio stato di salute.
Nel suo centro da anni pratica la Calorimetria Indiretta. Perché è utile nella cura del sovrappeso infantile?
La calorimetria misura il dispendio energetico a riposo Ree (Resting Energy Expenditure) ovvero la quantità di calorie necessarie per lo svolgimento delle funzioni vitali. Per sottoporsi a tale esame il bambino deve respirare per qualche minuto in un casco simile a quello di un astronauta: per lui è un gioco, per me è fondamentale in quanto mi permette di impostare un piano dietetico mirato alle sue esigenze nutrizionali individuali.
Cosa si potrebbe fare concretamente per educare i bambini alla corretta alimentazione?
Ritengo che la prevenzione dei problemi legati all’aumento di peso parta dalle scuole elementari, con un’informazione facile, divertente e didatticamente accattivante per invogliare i bambini a conoscere nuovi sapori, provare nuovi alimenti, coinvolgerli nella preparazione dei cibi: al Nord lo fanno già da circa 10 anni e i risultati si vedono.
Esistono, per i bambini, tabelle del peso ideale alle quali ci si possa attenere?
Si anche se, a mio parere, non sono fondamentali. Io cerco di educare il paziente a vivere in armonia e, soprattutto, a non colpevolizzarsi se commette un errore. Il peso ideale non è l’obiettivo da conseguire. Piuttosto mi piace parlare di peso ragionevole, ovvero quel peso che può essere ragionevolmente raggiunto e mantenuto e che permette di sentirsi bene fisicamente, psicologicamente e con gli altri. Pensiamo al dolore che avverte un bambino quando viene deriso per la sua corporatura da un compagno o da un genitore molto esigente; pensiamo al senso di inadeguatezza che avverte quando talvolta commette un errore. Credo che il medico debba preoccuparsi non solo del lato fisico, ma soprattutto dell’aspetto mentale di questi piccoli pazienti: solo così si possono conseguire ottimi risultati.
















