Pubblicato in: Ven, Ott 25th, 2013

Batte Leccese il Cuore dell’Africa

Come si può instaurare una relazione pacifica tra musulmani e cristiani?

La Nigeria, come sappiamo, è uno stato laico e musulmani e cristiani do­vrebbero cominciare a convivere nel rispetto reciproco nello stesso paese, ma nonostante ciò persistono episo­di di violenza che, il più delle volte, hanno come obiettivo finale proprio i cristiani. Nel tentativo di una relazio­ne pacifica dovrebbero essere aperti i canali di dialogo tra i seguaci di en­trambe le religioni per arrivare a un compromesso comune.

Parliamo dei poveri: in che modo la Diocesi affronta il problema del­la fame e della malattia?

Nel suo programma pastorale la diocesi ha sempre dato la priorità alle questioni che riguardano i po­veri, gli affamati e i deboli. Abbiamo programmi agricoli per i poveri, com­prese aziende agroforestali e di giar­dinaggio. Con noi collabora anche la Fondazione Maria Stella dell’evange­lizazzione sotto il cui controllo ci sono aziende dislocate in varie parti della diocesi, che offrono non solo lavoro agli abitanti, ma producono anche cibi per tutti.

Le aziende agricole sono ge­stite per lo più dai nostri giovani che sono spesso disoccupati e vengono coordinati da tre sacerdoti della diocesi, guidati dal p. Sebastian Anokwulu. Nelle quattro regioni della diocesi ab­biamo, inoltre, istituito alcuni ospedali tra cui quello di Umuchu e case di ma­ternità in grado di prendersi cura dei bisogni di salute della popolazione.

Qual è il problema più urgente da affrontare nei confronti dei poveri?

I poveri esistono in tutto il mondo, tuttavia, ci sono diversi livelli di po­vertà e ciò dipende altresì da quanto la Comunità/Stato si preoccupa del bene comune di un popolo. Qui, dove le strutture di base per la vita sono inesistenti, la ricchezza della nazione è nelle mani di pochissimi che si sono appropriati delle risorse nigeriane, tralasciando completamente la que­stione dei poveri che necessitano di cibo, medicine e istruzione.

Quali tipologie di aiuti concreti sono giunti dall’Italia e da ForLife e come ne siete stati informati?

ForLife Onlus è stata molto uti­le alla nostra diocesi e soprattutto di grande supporto nell’alleviare le soffe­renze diffuse. Ha costruito e attrezzato la Nursery Onneh del Santa Maria. Ad Akpu, regione molto lontana dal centro della diocesi, vi è un edificio scolasti­co che è il migliore della zona, dotato anche di un pozzo che fornisce acqua non solo alla scuola, ma anche alla casa canonica e alle abitazioni attigue.

ForLife ci ha aiutato anche per l’ospe­dale di Umuchu dove ha costruito un pozzo dotato di vasche di raccolta e distribuzione dell’acqua, un bisogno mancante da oltre cinquant’anni. L’ac­qua raccolta viene usata sia per l’ospe­dale che per il convento delle suore ad esso adiacente ed è disponibile, tramite rubinetti esterni, per l’uso pubblico. Attraverso l’interessamento di mons. Fernando Filograna, attuale Vescovo di Nordò-Gallipoli, siamo venuti a co­noscenza di questa associazione che, in seguito alla mia elezione a vescovo nel 2007, si è ancor di più impegnata per questo territorio accertandone i reali bisogni. Siamo entrati in contatto con Titti Martina e altri volontari di For­Life di Lecce al fine di avviare un pro­getto che alleviasse il più brevemente possibile le sofferenze di molti.

Attualmente per quale particolare pro­getto sta chiedendo aiuto a ForLife?

Abbiamo pensato di chiedere una fornitura più costante di energia elet­trica per l’Ospedale di Umuchu. A parte l’acqua che, attraverso la cor­tesia di ForLife abbiamo ora disponi­bile, l’intero progetto costerebbe circa 3.885.000 in naira, la moneta nige­riana, l’equivalente in euro di 18.500. Nella speranza che il progetto vada in porto auspichiamo una intensa colla­borazione futura.

A cura di Eugenia Quarta e Christian Tarantino

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