Pubblicato in: Lun, Feb 2nd, 2015

Biblioteca Innocenziana… Manoscritti: la preziosa Scienza di un tempo

Il Legalis Repertoris Ccivilis del Capocio…

Le Biblioteche, si sa, sono ricche di tesori nascosti pronti solo ad essere ri­trovati. È il caso, questo, della Biblioteca Inno­cenziana, in cui sono conservati inediti e importanti manoscritti dei secoli scorsi. Il catalogo-inventario, di pros­sima pubblicazione sui Qua­derni dell’Istituito Superiore di Scienze Religiose di Lecce, a cura di Lorella Ingrosso, svela uno scenario del tutto nuovo riguardo alla storia dell’antico Seminario e dei suoi preceden­ti “inquilini”, sia docenti che alunni. I manoscritti, infatti, per un totale di 121, sono tutti autografi e coprono un arco cronologico che va dal 1605 al XX secolo. Scritti su carta sempre diversa (carta comune, fogli a righi o a quadretti, biglietti di diverse dimensioni), essi provengono da molti luoghi diversi; alcuni infatti sono stati redatti a Lecce, altri a Napoli, a Genova o a Faenza. Il contenuto è piuttosto eteroge­neo e copre diversi argomenti, come ad esempio, trattati di Teologia morale, di Teologia Dogmatica, o discorsi tenuti nella Cattedrale di Lecce e nelle Parrocchie di Monteroni, Lequi­le, Campi, Pisignano, Galatina e Carmiano.

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Non mancano gli appunti delle lezioni di Diritto Civile o quelle di Diritto Canonico fatte a Napoli da mons. Gennaro Trama nell’Anno Accademico 1896-189, poi traslato a Lecce il 14 febbraio del 1902 e dove, nel 1908, fonda il settimanale “L’Ordine”, archetipo de L’Ora del Salento. Uno dei manoscritti più antichi, è sicuramente il Legalis Reper­toris Civilis redatto a Napoli nel 1675 dal giureconsulto Vincen­zo Antonio Capocio, ovvero una sorta di dizionario relativo ai termini legali. Di chiaro uso scolastico per gli allievi, la presenta dei manoscritti relativi alla Psysica di Aristotele e ai tre libri del De anima datati 1711, redatti in latino e provenienti da Faenza, oltre ai quattro album delle Figure di geometria piana con figure coniche acquerellate. Quanto mai curiosa, probabilmente, la presenza di un trattato di me­dicina, in cui si parla di malattie relative agli occhi, alle ossa, alle infiammazioni e loro esiti e tanto altro. Sicuramente degno di men­zione la presenza del manoscritto di Cesare della riviera, intitolato Il magico mondo degli heroi, con privilegio, in Milano, per Pietro Martire Locarni, 1605, di cui si posseggono pochissimi esemplari a stampa (una prima edizione, infatti, risale al 1603). Pagine da studiare, quindi, frammenti di storia locale e nazionale che possono rifulgere di vita propria, dalle mani di studiosi e ricercatori.

Eugenia Quarta

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