Caritas/Storie di fratelli… Scappano da guerra e miseria
Le attenzioni della Chiesa di Lecce verso i migranti in cerca di futuro.
NON SOLO CASA DELLA CARITÀ/IL MIRAGGIO DELLA PACE UNIVERSALE
“C’era una volta… un barcone …”. Già. A breve anche i moduli della narrativa italiana dovranno adeguarsi alla nuova realtà, per rispecchiare una verità di cui anche la cultura di un territorio nazionale é chiamata ad appropriarsi. E così l’Italia, in particolare le coste del nostro Salento, “adottano” le storie di fratelli extracomunitari, che giungono sui nostri lidi trasportati da questi mezzi di fortuna… sicché la favola a volte si chiude con un epilogo drammatico, che lascia costernati… La Diocesi di Lecce rivolge al tema dei migranti un’attenzione singolare, degna di nota, perché é un esempio per altre comunità italiane. Il rispetto e la cura per il bisogno dell’uomo in generale è affidata alla Caritas diocesana, di cui don Attilio Mesagne è il Direttore, ed esprime in un’intervista la sintesi tra la dimensione umana e la preparazione spirituale che ciascun operatore vive a contatto con le situazioni di soccorso, che di volta in volta si presentano. L’articolazione della Caritas si avvale di circa trenta responsabili di settore.
Il progetto piú prezioso in questi ultimi anni si é rivelato “La Casa della Carità”, dove gli immigrati, ma chiunque ne avesse bisogno, possono trovare un alloggio fornito di tutti i servizi base, con la fruizione anche di indumenti, che vengono consegnati puntualmente nuovi. L’accoglienza è gestita da circa ottanta volontari, tra esterni ed ospiti della Casa. Il racconto delle storie di Ferman, Neto e Yazan ci dimostra come le opere di carità tradotte in servizio possano realmente cambiare il volto dei popoli, con l’auspicio concreto di una pace universale…


















