Carlo Antonio De Lucia: “Con tanti sacrifici la tradizione continua”
Al Politeama Greco la Stagione Lirica…
Finalmente per tutti i melomani e appassionati di musica e teatro si conferma l’opportunità di assistere alla Stagione Lirica di Lecce, la 46^ da quando ad organizzarla è direttamente la Provincia, proprio nell’anno in cui ricorrono 50 anni dalla nascita del grande Tito Schipa. Il nuovo cartellone, messo a punto sotto la direzione artistica di Carlo Antonio De Lucia, si è aperta venerdì 27 febbraio con Il Barbiere di Siviglia, in replica domenica 1 marzo alle 18, e proseguirà fino al 26 aprile con altri due titoli: Nabucco e Madama Butterfly.
Ogni opera sarà replicata al Teatro “Verdi” di Brindisi. L’incognita sulla reale fattibilità della stagione, era data dalla enorme difficoltà in cui versa l’istituzione a causa della Riforma Del Rio, che l’ha trasformata in ente di secondo livello svuotandola di cassa e competenze, in questo caso quella della Cultura. Con un budget di circa un terzo rispetto agli anni precedenti, e grazie al fondamentale contributo della famiglia Greco, proprietaria del teatro, la Provincia ha potuto comunque approntare il cartellone affidato per la prima volta a De Lucia, in questi ultimi anni direttore di produzione e regista di Carmen, Un ballo in maschera e Orfeo ed Euridice. Tra i suoi ultimi successi le regie di Bohème al “Pompei Festival” e di Don Carlo ad Osaka.
Maestro De Lucia, ci il cast del “Barbiere di Siviglia”?
I due punti di forza sono la direzione di Alberto Veronesi e la ragia di Bruno Praticò che fa anche Bartolo. Per il resto un cast mediamente molto giovane ma sempre di valore. Come Figaro è tornato Maurizio Leoni, l’anno scorso Scarpia in “Tosca”, ma certamente più a suo agio nei panni del baritono rossiniano. Nel ruolo di Almaviva abbiamo due tenori: Blagoj Nacoski, uno specialista di questa parte, e Filippo Pina Castiglioni. Rosina è interpretata dalla bravissima Anna Corvino, che debutta nel ruolo. Don Basilio è un’altra giovane voce molto promettente, Fulvio Valenti.
Un cartellone messo in piedi con grande professionalità in pochissimo tempo e con le note difficoltà: come è riuscito a trovare la quadratura?
Quest’anno inevitabilmente dobbiamo fare i conti con un budget che si è ridotto moltissimo. La Stagione ha avuto un supporto fondamentale intanto da tutte le componenti fisse che hanno accettato un grande sacrificio economico pur di salvare la stagione: dall’orchestra al coro alle maestranze. Detto ciò abbiamo comunque puntato a dei cast di rilievo con tanti nomi importanti come Praticò e molti giovani di valore. Meno soldi ma stessa qualità. Quest’anno ho potuto chiedere tanti sacrifici, perché è stata una lotta contro il tempo, ma spero che per le prossime stagioni si possano trovare altre risorse con più tempo a disposizione. Un grande ringraziamento va anche alla famiglia Greco, proprietaria del Teatro.
D’altronde il rischio di non farla è stato molto alto sino all’ultimo…
Sicuramente, e la perdita della stagione non sarebbe stata solo relativa alla città di Lecce, ma sarebbe stato come privare il mondo di una tradizione che affonda le sue radici nei secoli scorsi. E non sarebbe stato giusto anche per i sacrifici di tutti i direttori artistici che mi hanno preceduto, di cui voglio ricordare il grosso impegno per mantenere alto il profilo della rassegna in tutti questi anni.
Del “Nabucco”, in scena dal 20 al 22 marzo, lei curerà anche la regia. Ha già curato altri allestimenti dell’opera verdiana?
Si l’ho fatto in diverse occasioni, l’anno scorso a Trapani. La mia lettura è nota, sempre piuttosto fedele alla tradizione. E così sarà anche la regia di quest’anno, con qualche richiamo simbolico maggiore. Anche perché ricorre l’Anniversario dell’entrata italiana nella Grande Guerra, e quest’opera richiama valori profondi per la nostra terra. Verdi rimane un “Padre della Patria”, e non possiamo trascurare questo aspetto. Tra gli interpreti ci sarà l’ottimo basso venezuelano Ernesto Morillo nella parte di Zaccaria, mentre nel ruolo del titolo si alterneranno Baastian Everink e Carmine Monaco.
Ultimo titolo “Madama Butterfly” di Puccini, in scena il 25 ed il 26 aprile. Quale sarà il cast?
Per Butterfly stiamo lavorando. Sarà comunque una produzione giapponese, con la regia di Hiroki Ihara e la direzione di Daniele Agiman.
Maria Agostinacchio

















