Carmine Palmieri da Lecce…
Il Maestro dei Ritratti. L’apprezzamento della Santa Sede.
Palmieri C, Copia Polittico di Niccol Alunn, 1932, Foligno-Pinac.
Carmine Palmieri nacque a Lecce il 6 maggio 1871 dal nobile Pietro e da Giulia Grassi. Dopo aver appreso i rudimenti dell’arte dal pittore Raffaele Maccagnani (1841- 1925), fu avviato all’Istituto di Belle Arti e poi nel Museo Artistico Industriale di Roma, sotto la guida di Giuseppe Cellini (1855-1940), Cesare Bazzani (1873-1939) e Raffaello Ojetti (1845-1924). Presso il Museo Artistico Industriale, Carmine Palmieri ebbe come maestro nella disciplina: plastica della figura decorativa lo scultore Eugenio Maccagnani (1852-1930), celebre autore della statua di San Tommaso per la chiesa romana di San Paolo fuori le Mura, delle decorazioni scultoree per la chiesa di San Carlo al Corso e della tomba di Umberto I al Pantheon.
Palmieri C, Copia Polittico di Niccol Alunn, 1932, Foligno-Pinac.
Palmieri dedicò un Ritratto a Maccagnani; l’opera fu esposta alla Mostra di Smalti, Miniature e Avori tenutasi in Roma (1914) insieme a numerosi ritratti raffiguranti: il sen. Monteverde, la contessina Attilia Polverosi, i tre figli del conte Cappellani, Maria Antonietta e di Anna Maria d’Austria. Palmieri fu un abile ritrattista e proprio per questa sua versatilità nel riportare un’immagine su tela, in un periodo in cui la fotografia non era ancora radicata, gli valse l’interessamento della classe dirigente politica dell’epoca. Non a caso Amilcare Foscarini, nel suo Arte ed Artisti di Terra d’Otranto tra medioevo ed età moderna, pubblicato poi nel 2000 a cura di Paolo Agostino Vetrugno, redisse un elenco di ritratti di Benito Mussolini che il Palmieri eseguì dal 1928 conservati presso la Casa del Duce a Predappio, nella Sede del Gruppo Fascista “Tito Menichetti” di Roma, nel Palazzo della Camera di Commercio di Lecce e nel Palazzo di Città di Galatina. Nello stesso ambiente culturale sono ascrivibili il Ritratto di Arnaldo Mussolini e quelli del segretario del Partito Nazionale Fascista Achille Starace; le opere sono ancora conservate nella collezione degli eredi di Starace ad Alezio.
Palmieri C., Ritratto di mons. Alberto Costa, Lecce-Episcopio
I pregevoli ritratti eseguiti da Carmine Palmieri furono apprezzati anche dalla curia episcopale di Lecce già dal 1903. Foscarini ci informò dell’esistenza nell’Episcopio del Ritratto di mons. Evangelista Di Milia e di quello di mons. Alberto Costa, oltre che al dipinto raffigurante La Santa Fede che il Palmieri realizzò nel 1902. La maestria nel ritratto di Palmieri fu particolarmente apprezzata anche dagli ambienti legati alla Santa Sede; notevoli, infatti, furono le pregevoli miniature ed i ritratti raffiguranti S.S. Pio X e Benedetto XV realizzati per il Salone della Sacra Congregazione dei Seminari in S. Maria in Trastevere in Roma e per l’Episcopio di Lecce. L’artista salentino realizzò numerosi ritratti di Papa Pio XI eseguiti per il Palazzo di Giustizia in Vaticano, per l’appartamento di Mons. Gaetano Malchiodi, per la Chiesa di S. Gioacchino a Roma, altri ritratti del pontefice furono inviati a Boston, negli Stati Uniti e al Palazzo Vescovile di La Valletta a Malta. Nel 1930, in seguito all’elezione di Pio XI al soglio pontificio, Carmine Palmieri realizzò alcuni Ritratti del conte Fermo Ratti, fratello del Papa, donati ai figli e alla figlia (donna Maria Ratti). Sempre negli stessi anni l’artista salentino realizzò i Ritratti del cardinale Bisleti, eseguiti per il Seminario di Molfetta (1926) e per il Salone della Sacra Congregazione dei Seminari in S. Maria in Trastevere in Roma.
Palmieri C., Ritratto vescovo Evangelista di Milia, Lecce-Episcopio
Fu lo stesso Pio XI a commissionargli nel 1932 una copia del Polittico di Camerino che Niccolò Alunno eseguì nel 1480 per la chiesa di San Venanzio a Camerino. La copia realizzata da Palmieri fu donata dal pontefice alla città di Foligno e oggi è custodita nella Pinacoteca civica della città umbra. Carmine Palmieri si distinse anche nelle attività decorative. A tal proposito il Foscarini cita l’affresco raffigurante La Santa Fede, realizzato nel 1902 per l’Episcopio di Lecce; le decorazioni realizzate a Marsiglia nel 1907; il ciclo di affreschi eseguiti nel Presbiterio della Chiesa di Sant’Antonio della Piazza o di San Giuseppe in Lecce; gli affreschi raffiguranti l’Ecce Agnus Dei, San Pio V e San Giuseppe eseguiti nella calotta e sui pilastri dell’Abside Cappella del Seminario Regionale di Molfetta (dove eseguì anche alcuni dipinti) e gli affreschi della Parrocchiale di Siggieni (Malta). Allo stesso artista spetta la decorazione del soffitto del Politeama Greco di Lecce realizzata nel 1913 in occasione di alcune modifiche strutturali del teatro.
Giuseppe Mancarella




















