Pubblicato in: Sab, Mag 31st, 2014

C’era una volta la Radio Locale/“Si resiste per il piacere di stare insieme”

“Mondoradio Tuttifrutti” : Intervista all’attuale Direttore Del Casale. 

“Il problema della pubblicità è il principale per noi, perché, purtroppo, a Lecce l’unica concessionaria, la GPL, lavora per tutta la provincia e con quelle 2 – 3 radio che sono riferimento da sempre”. 

“Obiettivo prioritario della realtà radiofonica locale nell’attuale contingenza economica è di sopravvivere”. Risponde alle nostre domande Lucio Del Casale, direttore dell’emittente “Mondoradio Tuttifrutti” di Tricase. “La crisi in atto da troppo tempo sta mettendo a durissima prova, soprattutto, le società che vivono di pubblicità. Un’azienda ha mille problemi e pagare gli stipendi, i contributi, la bolletta, l’affitto purtroppo penalizza le spese per la pubblicità.

Lucio-Del-Casale

Ne deriva un calo notevolissimo: radio, tv, giornali al nord si stanno lentamente riprendendo, ma al sud sono indietro di due anni. La nostra emittente è tra le più ascoltate, con ripetitori a Lecce, Parabita, Otranto, Leuca, fattore che comporta notevoli costi. Io non ho mai amato fare radio restando entro 4 mura: da anni, infatti, siamo la radio ufficiale della Fiera di Miggiano, di Ortelle, della Notte Bianca di Specchia, delle più importanti manifestazioni nel sud Salento”.

Direttore, qual è la storia di Mondoradio Tuttifrutti? Perché questo nome?

Ho acquistato la radio nel ’94, quando già esisteva. Ho dato ad essa un secondo nome: Tuttifrutti. Vuol dire lavorare per un pubblico eterogeneo. Soprattutto all’epoca, un periodo in cui tutti tentavano di fare musica italiana, noi in controtendenza proponevamo una radio aperta a tutti, anche a persone che amassero ascoltare il Jazz, il Blues. Da 20 anni se ne occupa una fascia oraria che va dalle 10 alle 24.

Quali sono i contenuti dell’emittente? Più di intrattenimento o di informazione?

Un certo equilibrio fra i due. Purtroppo, oggi, le emittenti radiofoniche nel 90% sono computerizzate e il giornale radio è spesso realizzato da un’agenzia esterna. Noi, oltre a trasmettere 14 giornali nazionali, abbiamo 4 edizioni locali dei nostri giornalisti con notizie di cronaca regionale e altri appuntamenti di approfondimento culturale. Di recente la storia delle discariche abusive nel Capo di Leuca è stato affrontato da noi ben prima che ne parlassero i giornali, al punto che nei prossimi giorni saremo visitati dal Tg2 per fare un servizio. Sicuramente, è radio d’intrattenimento essendo commerciale, ma non solo.

Cosa significa registrare programmi, gestire una diretta, il palinsesto dell’emittente, archivi di canzoni?

È tutto: alcuni programmi come i notiziari, le interviste a sindaci, personaggi della cultura, chiaramente sono registrate, accorciate per brevità: fatta l’intervista, poi, la si rende digeribile per l’ascoltatore. L’archivio discografico è importante. Abbiamo oltre 5000 album e più di 6000 cd, quindi una discoteca abbastanza fornita, assolutamente catalogata, rivolta ad un pubblico più esigente.

C’è spirito di gruppo nell’emittente?

Guai se non ci fosse. Oggi, quelle poche radio rimaste resistono per la musica e per il piacere di stare insieme. Tra l’altro, la nostra emittente organizza da vent’anni manifestazioni all’esterno, concerti, teatro, fiere.

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È, dunque, importante un’efficiente concessionaria pubblicitaria, un efficace ufficio marketing?

Il problema della pubblicità è il principale per noi, perché, purtroppo, a Lecce l’unica concessionaria, la GPL, lavora per tutta la provincia e con quelle 2 – 3 radio che sono riferimento da sempre. Non riusciamo a trovare personale: le uniche 2 persone che vanno alla ricerca di contratti pubblicitari sono assunte a tempo indeterminato: non come collaboratori occasionali, dunque, ma dipendenti a tutti gli effetti, dotati dell’auto della società. Abbiamo anche l’esclusiva dei cinema di Tricase, per la pubblicità video. è importante, un problema molto serio.

Qual è il punto forte nel palinsesto?

È andare in diretta. Dietro il microfono ci sono persone, lo sottolineo, non computer, che lavorano dalle 7 alle 22.00 ogni giorno.

Qualche episodio o evento di lavoro significativo da raccontare?

Abbiamo organizzato eventi importanti: il Capo Leuca rock festival, da 4 anni, con artisti come De Gregori, Irene Grandi, De Andrè, i Modena City Ramblers, il Sud Sound System, impegnati nei primi tre anni nello stadio di Alessano, nell’ultimo in quello di Tricase; 5 anni fa, uno spettacolo in piazza ad Alessano per ricordare don Tonino Bello, con l’intervento di Giobbe Covatta, alla presenza di oltre 10.000 persone; nel 2007, un mese di mostra nelle sale del Comune di Tricase dedicate a 30 anni di radio privata, mostra patrocinata dal Presidente della Repubblica e del Consiglio dei ministri, dall’Università di Bari e Lecce, dalla regione Puglia; da 3 anni, nelle piazze, concerti dei ragazzi del Salento, che il primo maggio suonano in piazza S. Giovanni a Roma. Siamo stati, oserei dire, gli inventori del “La Notte della taranta” perché il suo ideatore, Sergio Blasi, trasmetteva in questa radio. Un’idea geniale, nata per scherzo.

Un consiglio da dare ai giovani che sognano di fare radio.

Se noi guardiamo la realtà locale, è migliore rispetto a quella nazionale poiché a Milano, Bologna, Firenze, le radio locali non esistono più. Ormai ci sono i network, che mandano in onda il prodotto musicale, perché pagati dalla casa discografica per farlo. In provincia di Lecce ci sono 2-3 radio locali computerizzate dalla mattina alla sera. Oggi, con i nuovi mezzi di comunicazione, i giovani possono ascoltare quando, come, quanto e chi vogliono. è chiaro che un ambiente radiofonico fatto di giovani e adulti aiuta a confrontarsi, ma se in provincia di Lecce nel ’90, con la legge Mammì, c’erano più di 100 radio, ora sono una ventina e quando entrerà il digitale radiofonico tante, se non tutte, chiuderanno. Ad un giovane che vuole cimentarsi nel settore consiglio di avvicinarsi alla musica prima, ma le radio da tempo non funzionano più con una playlist, fatta il DJ. Essa è opera del direttore artistico in base alla tipologia dell’ascoltatore. 

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