Discepole del Sacro Cuore… Serve dell’Educazione
A Tu x Tu con la Madre Generale Suor Giulia Cavallo…
“LA NOSTRA VITA FONDATA SULL’AMORE”
“Siamo anche in Madagascar dove la fame è tanta e 25 anni di missione ci danno ancora ragione dell’opportunità della nostra presenza in quelle terre”.
Come si connettono i consigli evangelici con la comunità fraterna?
Viviamo in un’era non molto amena, però con la grazia di Dio e l’inculturazione non abbiamo molti problemi, perché anche le suore straniere, prima di rivestire un compito di prima responsabilità, sono formate, laureate e, con la guida del nostro padre spirituale, cerchiamo di far collimare la vita evangelica con la nostra presenza nelle varie opere nel silenzio e nell’umiltà, che fa parte del nostro carisma.
Cos’è per voi la vita consacrata?
Un donarsi a Cristo, conoscerlo prima per poter dire agli altri: “Vieni e seguimi”. La nostra famiglia è basata proprio sull’amore fraterno. Non ci sono sperequazioni tra superiori e subalterni, siamo tutte uguali, bianche o di colore o straniere. Non esiste razzismo. A volte ci può essere incomprensione per le culture differenti che, comunque, riescono a convivere bene cercando un solo ideale: la conoscenza di Dio e il servizio verso gli altri.
Cosa significa per voi Vangelo, profezia, speranza?
Se le prime parole della Regola sono le già enunciate, nessuna di noi penso che sia stata voluta da qualche persona umana, ma Cristo l’ha scelta. Ovviamente, ognuna è diversa dall’altra, ma ugualmente chiamata per conoscere la propria missione, il suo tramandare. Ecco, credo che per la nuova evangelizzazione, se devo parlare della mia fondatrice e della prima Madre Generale suor Pia De Leo, siano donne esemplari che hanno saputo guardare nel futuro, essendo al servizio dei poveri. Grazie a loro siamo arrivate nella terra del Madagascar, dove la fame è tanta e 25 anni di missione ci danno ancora ragione dell’opportunità del nostro apporto. Per cui il Signore dirige questa navicella verso la misericordia, amore, carità. Sono parole di Cristo: “I poveri li avrete sempre con voi” e noi li abbiamo costantemente.
Come si pone la vostra vita di fronte alle sfide della nuova evangelizzazione?
Se guardiamo all’ultimo periodo che la storia di questo mondo sta vivendo, al rispetto per la terra, l’acqua, l’ambiente, ma soprattutto per l’uomo, in questa Casa Generalizia noi ci occupiamo delle donne svantaggiate, maltrattate, che hanno bisogno di cura, tutela, tanto amore, ma soprattutto di essere reinserite nella società. La comunità è supportata da vari servizi e con l’immensa crisi ha dato e dà anche lavoro, perché nelle diverse opere abbiamo vari dipendenti. Ha effettuato diverse assunzioni: la sfida dell’amore e non il denaro la porta ad affrontare i problemi sociali, pur tenendo presente che non sempre i comuni, dove tali donne vengono assunte, pagano. Però, la comunità che sa vivere la povertà non le abbandona né tralascia le persone che vengono a bussare per chiedere la carità di un pasto caldo, di un aiuto anche più concreto.
E l’umiltà, la fraternità, la fede e l’amore?
Credo che sia necessaria prima la fede, senza la quale non potremmo condividere né la carità né l’amore. S. Agostino diceva: “Ama e fai ciò che vuoi” e poiché abbiamo la sua regola, nel nostro piccolo tali parole rispecchiano la nostra vita. Le nostre Costituzioni sono state riviste e approvate da cinque anni e facciamo uso dei social network per le comunicazioni tra le Case, come con quelle in Madagascar.
Pagine a cura di Sonia Marulli
















