Pubblicato in: Gio, Ott 23rd, 2014

Chicca bibliotecaria/Il Malleus Maleficarum alla “Caracciolo”

Opera Letteraria/Una sorta di bibbia degli inquisitori…

Tra le curiosità interessanti da “scovare” nelle biblioteche cittadine, c’è un piccolo “prontuario”, uno strumento molto particolare, che interessò gli operatori della fede nel XIII secolo. Nella Biblioteca “Roberto Caracciolo” infatti, si conserva un’opera datata 1584, considerata di grande importanza per la storia medievale della chiesa: il Malleus Maleficarum. Il Martello delle streghe, questo il suo nome tradotto, fu uno dei primi manuali di cui si avvalsero gli inquisitori nella loro strenua lotta all’eresia, sia ideale che pratica (stregoneria, bestemmia, paganesimo, eresia concettuale). Gli autori, due domenicani tedeschi, di nome Jacob Sprenger e Heinrich Kramer, erano famosi per la loro cultura che riversarono interamente nel manuale, usando, come basi delle loro affermazioni, i versi della Bibbia, dei Decreti di Graziano, gli scritti di San Tommaso, di Clemente V e di Sant’Agostino. Il Malleus fu una grande opera letteraria, che ebbe successo sia presso la gerarchia cattolica che presso quella protestante, tanto da divenire un’autorità in materia di stregoneria, una sorta di bibbia degli inquisitori.

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Elaborato nella regione tedesca del Reno, rispecchiava tutte le principali preoccupazioni contemporanee cercando di dare consigli utili alla loro risoluzione. Ebbe un immediato successo a motivo della recente invenzione della stampa che, nel 1486 a Strasburgo, lo portò nelle stamperie di Germania, Parigi e Lione. Si stamparono, sino al 1669, ben trentaquattro edizioni, per un totale di trentacinquemila copie, senza contare il successo del “formato tascabile” (circa 12 centimetri) piuttosto raro a quel tempo, e per questo molto ricercato. Attraverso la trattazione sulle streghe, l’opera ripercorre tutta la tradizione popolare, pregna di sortilegi, incantesimi e di leggendari racconti sul patto col demonio, la fascinazione, il viaggio notturno, il sabba e l’omaggio ivi compreso al principe delle tenebre.

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GLI ERETICI, I COLPEVOLI

I colpevoli per eccellenza sono, in primo luogo, gli eretici, cioè coloro che, pur essendo battezzati, errano nelle ragioni di fede e le seguono con costanza; in un secondo momento, maghi e stregoni, cioè coloro che operano per mezzo del diavolo. I processi, quindi si svolgevano sia nel foro ecclesiastico che in quello civile perché la strega, secondo il crimine di lesa maestà, è in difetto sia verso il potere secolare sia verso il potere temporale.

L’OPERA DIVISA IN TRE PARTI

Gli autori intesero dare un ordine sistematico all’impresa, dividendo il Malleus in tre grandi sezioni: nella prima parte si dimostra la reale esistenza delle streghe e della loro connivenza con Satana; nella seconda, più aneddotica e discorsiva, si esaminano nel dettaglio i loro poteri e i possibili rimedi; e, nella terza parte, si raccolgono preziose indicazioni per agevolare lo svolgimento delle pratiche processuali contro le malefiche donne, cui unico rimedio pare sia lo sterminio dei rei confessi.

Eugenia Quarta

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