Pubblicato in: Sab, Dic 15th, 2012

“Consegno tapiri e provo, grazie a Striscia, a dar voce a chi non ce l’ha”

Staffelli, lei è un giornalista tele­visivo molto famoso; ci può spiega­re brevemente in che cosa consiste la sua professione e come si è evoluta alla luce dei cambiamenti sociali degli ultimi anni?

…Cioè? Io consegno tapiri e faccio inchie­ste, do voce a chi non ce l’ha grazie al fortunato programma di Antonio Ricci che da 25 anni ri­esce ad essere la voce del popolo. Se un telegior­nale come il nostro ha tutta la credibilità che in questi anni gli italiani gli hanno dato fa capire molto il mondo dell’informazione. Io, Don Chi­sciotte, e il mio fidato compagno tapiro, Sancho Panza, facciamo le nostre scorribande in lungo e in largo nel nostro stivale italico.

Cura la rubrica denominata “Ditelo a Staffelli”, ci può dire quali sono le ri­chieste più frequenti dei suoi inter­locutori e magari quale è stata per lei la più singolare?

La mia redazione riceve molte se­gnalazioni ogni giorno, persone in cerca di aiuto vista la latitanza della legge e del sistema che non soddisfa assolutamente. Grazie al coraggio di un Editore e di un Direttore (di Oggi), Brindani, riusciamo a ren­derci utili anche sulla pagina del settimanale più letto in Italia. Le più singolari? È come se fosse una grande macedonia in cui ci sono kiwi, mele, mandarini, ne vediamo di tutti i colori. Le più originali sono state: “La mia vicina si taglia le unghie e le butta nel mio balcone, mi serve una mano” o una scopa?! Oppu­re “Cerco un film, lo fai mettere in onda su Italia 1?”.

Ci dica la verità: spesso la situazione in cui Lei si viene a trovare a causa del suo lavoro è imbarazzante, quando si è trovato, se si è trovato, in “difficoltà”?

È tutt’altro che imbarazzante la situa­zione nella quale mi sono trovato. Per me è divertente! Fin da giovane provocavo io si­tuazioni imbarazzanti per divertire gli amici. Certo ogni tanto incontri qualcuno che reagi­sce fisicamente, ma bisogna fare sempre fare “buon viso” – e, sornione – “cattivo gioco”.

Durante la sua carriera lei ha consegnato migliaia di tapiri d’oro a personaggi della politica, cultura, spettacolo etc.: quale tra tutte rappresenta per lei il ricordo più divertente?

I tapiri con Fiorello sono stati i più simpati­ci. Quelli con Celentano, essendo io un grande estimatore fin da piccolo, sono stati i più emo­zionanti e quelli ai politici i più gustosi.

Qual è il ricordo più caro che conserva­nel cuore?

Non me lo ricordo! È talmente emozionante la mia vita che dovrei avere un cuore enorme! La mia vita è divertente, il mio lavoro emozio­nante. Se avete bisogno chiamate. Valerio Staf­felli, Milano.

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