Contro il senso della fame niente più farmaci nocivi ma pasti lenti e un po’ di sport
LA SUBOTRAMINA
Finora usato come farmaco antifame di classe C viene prescritto in ambito specialistico agli obesi anche se, molto spesso a motivo di interventi di tipo dietetico o nutrizionali non validi e con poco risultato, si prescrive come aiutino, anoressizzante, che comporta un costo anche elevato. Molti soggetti si mettono a rischio, specie gli obesi magari portatori di cardiopatie già stabilizzate che tendono, assimilando questo farmaco, a sviluppare effetti collaterali gravi. è farmaco molto pericoloso, anche se produce dei benefici come perdita di 4-5 chili in un mese, abbassamento di glicemia, trigliceridi, colesterolo. I dietologi sconsigliano l’uso prolungato di farmaci antifame limitandolo al massimo alla durata di un mese.
LE ANFETAMINE
Le anfetamine agiscono sull’attività dei neurotrasmettitori che sono le sostanze chimiche prodotte dal nostro corpo per favorire la comunicazione degli impulsi tra le cellule nervose, importanti per il nostro comportamento e il nostro umore e sono l’adrenalina, la noradrenalina, la dopamina, l’acetilcolina e la serotonina. Le anfetamine spostano la soglia della fatica, cancellano le sensazioni della stanchezza, della fame e del sonno, aumentano la capacità di concentrarsi, esaltano l’umore e portano una ventata di allegria. Sono nate nel 1887 come sostanze di sintesi e furono utilizzate per la loro azione contro la fatica solo nel 1940 dai soldati al fronte che potevano marciare a lungo ignorando la fatica e il dolore, affrontando le battaglie con sicurezza.
Diventarono poi di uso frequente tra gli studenti per preparare gli esami e tra gli sportivi per migliorare le loro prestazioni fino ad arrivare, da ultimo, nel campo dietetico come farmaci anoressizzanti. Le anfetamine sono vietate perchè danno assuefazione e dipendenza. Il loro effetto ha una durata breve, in base ai dosaggi dalle 2 alle 4 ore, e provoca a lungo termine logoramento degli organi come il cuore che sono sottoposti a eccessiva sollecitazione. Questi prodotti, infatti, spostano la soglia della fatica che è il segnale con cui il corpo ci avvisa che necessita di riposo e di recupero delle energie, per cui lo si priva delle sue naturali difese contro lo stress e la stanchezza fisica, oltrepassando il limite. Nel tempo questa sollecitazione può portare a danni irreparabili e persino alla morte.
L’ORLISTAT
L’orlistat è un farmaco che agisce inibendo alcuni enzimi preposti alla digestione dei lipidi, le lipasi pancreatiche, impedendo la trasformazione dei grassi in particelle più piccole che vengono assimilate dall’intestino. I grassi non digeriti (circa il 30 %) vengono eliminati con le feci. Occorre sempre associare una dieta equilibrata sotto controllo medico, altrimenti l’eccessiva espulsione di grassi produce effetti sgradevoli come l’incapacità di riconoscere lo stimolo a defecare, flatulenza e diarrea. Il successo di questa cura, quindi, dipende dalla ristrutturazione dello stile di vita integrando dieta e attività fisica, che resta indispensabile.
Pagine a cura di Sonia Marulli
















