Pubblicato in: Ven, Giu 13th, 2014

Convegno Regionale/Una spiritualità per gli uomini di oggi

Verso il Rinnovamento dell’Apostolato della Preghiera…

adp

Si è tenuto, il 7 giugno, presso il Santuario dei Santi Cosma e Damiano in Ostuni, il 2° convegno regionale dell’A­postolato della Preghiera: per tutte le diocesi di Puglia un momento privilegiato d’incontro, di riflessione, di preghiera vissuto in un clima di gioia e accoglienza. Al sa­luto del Rettore del Santuario e del Promotore Regionale è seguita la magistrale rela­zione di padre Tommaso Gua­dagno s.j., direttore nazionale del movimento. “Viviamo una stagione di rinnovamen­to dell’Adp in un periodo favorevole per la popolarità del Papa; siamo una rete mondiale di preghiera che prega le intenzioni universali ed evangelizzatrici del Santo Padre; viviamo un processo di ricreazione del nostro mo­vimento e ne attendiamo l’ap­provazione da parte del papa; è un processo di ricreazione, lanciato a livello nazionale e internazionale, che tende non a sconvolgere il modo di pregare ma a coinvolgere gli uomini in un servizio, se­condo le esigenze dei tempi, alla parrocchia, alla diocesi, alla Chiesa.

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Anche i ragazzi e i giovani possono trovare nel Movimento Eucaristico Giovanile proposte e inten­zioni di preghiera adeguate alle diverse fasce d’età. Nell’ambito del processo di ricreazione l’Adp si interpella e si propone di trasmettere alle nuove e future genera­zioni la propria spiritualità attraverso l’uso degli media­tici che diventano strumenti apostolici e strumenti di dialogo; con il rinvigorire dei legami con l’Adp giovanile, il Meg; attraverso la “via del cuore”, un itinerario di fede, di speranza, di vita che parte da ciascuno di noi e si esprime nel servizio a Dio e al prossimo. Può sembrare un progetto ambizioso, conside­rando la povertà delle nostre persone e dei mezzi a nostra disposizione ma è anche una chiamata alla fede, alla persona, alla conversione. Soprattutto è un atto d’amore per noi stessi e può essere un atto d’amore per le persone disorientate e scoraggiate, in particolare per i più giovani che hanno il compito difficile ma entusiasmante di cercare e scegliere la via giusta per la loro vita.

LA VIA DEL CUORE AL SERVIZIO DEL MONDO

La “via del cuore” non ha nulla delle pratiche tradizio­nali dell’Adp ma le affianca nella fedeltà all’ispirazione originaria: avere gli stessi sentimenti di Cristo Gesù. Parlare di “cuore” e di “via del cuore” può suscitare una certa negatività, può essere considerato un tentativo di rinchiudere tutto in una religione intimistica, disin­carnata. Eppure il cuore è l’unità biologica e psichica della persona; nel cuore viene seminata la Parola; nel cuore Dio agisce; nel cuore siamo noi stessi; nel cuore c’è l’a­pertura verso la vita e il mon­do. Il cuore, però, nell’au­tosufficienza, può chiudersi agli altri e a Dio; di fronte alle incertezze della vita si affanna e cerca sicurezza nel possesso e nell’accumulo di beni materiali che, pure, ne­cessità primarie, ingombrano e appesantiscono l’esistenza, e allora si allontana da Dio e dimentica di cercarlo. Dio ha un suo stile, un suo modo di comportarsi nei con­fronti dell’uomo e del mon­do, la sua via, che si esprime nell’amore e nella fedeltà. Anche l’uomo ha le sue vie, che si contrappongono tra di loro, e che è libero di sceglie­re secondo responsabilità. Dove ci porta la via del cuore? Ci fa tornare in noi stessi per farci, poi, uscire da noi stessi; l’uomo si trova con sé quando vive la propria autenticità.

Rosa Fiorentino

Ogni essere umano elabora un processo di nascondimento per fuggire le proprie responsabilità: avverte, però, una voce che, appena percettibile da lui, lo cerca restare in se stessi, fare silenzio dentro di sé consente di ascoltare questa voce. Spetta a ciascuno, allora, scoprire la propria vita e percorrerla; e partendo e avanzando sulla via del cuore si trova la pace e si diventa operatori di pace, si superano le tensioni e i conflitti che, già, stanno dentro di noi e ci pongono contro gli altri. La via del cuore è una via da percorrere “insieme”: è un cammino di solidarietà e di condivisione in amicizia con il Signore, un’amici­zia grande costruita sulla benevolenza. Un’amicizia che dura nel tempo, perché benevola, ci fa condividere con l’amico progetti e ideali, ci permette di risolvere le sue difficoltà, ci impegna insieme con lui a realizzare un mondo migliore. Gesù, amico fedele che ci ha scelti, che ci conosce fino in fondo, che ci ama come Lui sa fare, che ci colma di infinite attenzioni, spesso non avvertite, stabilisce con ciascuno di noi un rapporto di amicizia. Risuoni, allora, nel nostro cuor la chiamata di Gesù ad essere suoi “amici” e a dare la risposta con gratitudine.

Rosa Fiorentino

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