Convegno Regionale/Una spiritualità per gli uomini di oggi
Verso il Rinnovamento dell’Apostolato della Preghiera…
Si è tenuto, il 7 giugno, presso il Santuario dei Santi Cosma e Damiano in Ostuni, il 2° convegno regionale dell’Apostolato della Preghiera: per tutte le diocesi di Puglia un momento privilegiato d’incontro, di riflessione, di preghiera vissuto in un clima di gioia e accoglienza. Al saluto del Rettore del Santuario e del Promotore Regionale è seguita la magistrale relazione di padre Tommaso Guadagno s.j., direttore nazionale del movimento. “Viviamo una stagione di rinnovamento dell’Adp in un periodo favorevole per la popolarità del Papa; siamo una rete mondiale di preghiera che prega le intenzioni universali ed evangelizzatrici del Santo Padre; viviamo un processo di ricreazione del nostro movimento e ne attendiamo l’approvazione da parte del papa; è un processo di ricreazione, lanciato a livello nazionale e internazionale, che tende non a sconvolgere il modo di pregare ma a coinvolgere gli uomini in un servizio, secondo le esigenze dei tempi, alla parrocchia, alla diocesi, alla Chiesa.
Anche i ragazzi e i giovani possono trovare nel Movimento Eucaristico Giovanile proposte e intenzioni di preghiera adeguate alle diverse fasce d’età. Nell’ambito del processo di ricreazione l’Adp si interpella e si propone di trasmettere alle nuove e future generazioni la propria spiritualità attraverso l’uso degli mediatici che diventano strumenti apostolici e strumenti di dialogo; con il rinvigorire dei legami con l’Adp giovanile, il Meg; attraverso la “via del cuore”, un itinerario di fede, di speranza, di vita che parte da ciascuno di noi e si esprime nel servizio a Dio e al prossimo. Può sembrare un progetto ambizioso, considerando la povertà delle nostre persone e dei mezzi a nostra disposizione ma è anche una chiamata alla fede, alla persona, alla conversione. Soprattutto è un atto d’amore per noi stessi e può essere un atto d’amore per le persone disorientate e scoraggiate, in particolare per i più giovani che hanno il compito difficile ma entusiasmante di cercare e scegliere la via giusta per la loro vita.
LA VIA DEL CUORE AL SERVIZIO DEL MONDO
La “via del cuore” non ha nulla delle pratiche tradizionali dell’Adp ma le affianca nella fedeltà all’ispirazione originaria: avere gli stessi sentimenti di Cristo Gesù. Parlare di “cuore” e di “via del cuore” può suscitare una certa negatività, può essere considerato un tentativo di rinchiudere tutto in una religione intimistica, disincarnata. Eppure il cuore è l’unità biologica e psichica della persona; nel cuore viene seminata la Parola; nel cuore Dio agisce; nel cuore siamo noi stessi; nel cuore c’è l’apertura verso la vita e il mondo. Il cuore, però, nell’autosufficienza, può chiudersi agli altri e a Dio; di fronte alle incertezze della vita si affanna e cerca sicurezza nel possesso e nell’accumulo di beni materiali che, pure, necessità primarie, ingombrano e appesantiscono l’esistenza, e allora si allontana da Dio e dimentica di cercarlo. Dio ha un suo stile, un suo modo di comportarsi nei confronti dell’uomo e del mondo, la sua via, che si esprime nell’amore e nella fedeltà. Anche l’uomo ha le sue vie, che si contrappongono tra di loro, e che è libero di scegliere secondo responsabilità. Dove ci porta la via del cuore? Ci fa tornare in noi stessi per farci, poi, uscire da noi stessi; l’uomo si trova con sé quando vive la propria autenticità.
Ogni essere umano elabora un processo di nascondimento per fuggire le proprie responsabilità: avverte, però, una voce che, appena percettibile da lui, lo cerca restare in se stessi, fare silenzio dentro di sé consente di ascoltare questa voce. Spetta a ciascuno, allora, scoprire la propria vita e percorrerla; e partendo e avanzando sulla via del cuore si trova la pace e si diventa operatori di pace, si superano le tensioni e i conflitti che, già, stanno dentro di noi e ci pongono contro gli altri. La via del cuore è una via da percorrere “insieme”: è un cammino di solidarietà e di condivisione in amicizia con il Signore, un’amicizia grande costruita sulla benevolenza. Un’amicizia che dura nel tempo, perché benevola, ci fa condividere con l’amico progetti e ideali, ci permette di risolvere le sue difficoltà, ci impegna insieme con lui a realizzare un mondo migliore. Gesù, amico fedele che ci ha scelti, che ci conosce fino in fondo, che ci ama come Lui sa fare, che ci colma di infinite attenzioni, spesso non avvertite, stabilisce con ciascuno di noi un rapporto di amicizia. Risuoni, allora, nel nostro cuor la chiamata di Gesù ad essere suoi “amici” e a dare la risposta con gratitudine.
Rosa Fiorentino


















