Pubblicato in: Ven, Giu 12th, 2015

Coraggio e Testimonianza per un Laboratorio di Pace

Casa della Carità/Pregnante incontro con un Musulmano Curdo, un Musulmano Palestinese e un Cristiano Siriano. 

Il 31 maggio, Domenica della SS. Trinità, accompagnati da don Attilio Mesagne, direttore della Caritas Diocesana, hanno pranza­to con mons. Domenico D’Am­brosio, presso la Casa della Carità, Hadi Ali Dlo, musulmano curdo, in attesa di permesso di soggiorno per la Germania, Kawasmi Yazan, musulmano palestinese, in attesa di permesso di soggiorno per la Svezia, e Yako Tone (Giacobbe Antonio), cristiano siriano perseguitato dall’I­SIS per motivi religiosi, fiero e con­vinto della sua fede in Cristo, che ha voluto proclamare con un tatuaggio sul braccio sinistro, raffigurante la Corona del Rosario e il Crocifisso. La circostanza ha permesso a mons. D’Ambrosio di conoscere conve­nientemente i tre giovani e di assi­curare loro immediatamente, a nome di tutta la comunità diocesana, acco­glienza, protezione e solidarietà. Colpito talmente dalla loro genuinità ed in particolare dalla difficile scelta di Tone, in occasione del Sacramento della Cresima celebrato nelle varie parrocchie, continua ad additarli agli adolescenti e a tutti come esempio di testimoni autentici.

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Inoltre, allo scopo di sottolineare la fede di Tone, che gli si è presentato esibendo il certificato di Battesi­mo in inglese e in arabo, vidimato dall’Arcidiocesi d’appartenenza, l’Arcivescovo ha rivelato la devozio­ne del giovane siriano per Sant’An­tonio da Padova e per Santa Rita da Cascia e il suo desiderio di visitare i santuari che ne custodiscono le spoglie. Insieme ai tanti altri giovani che in questi ultimi giorni sono sbarcati sul­le rive del Salento e hanno raggiunto Lecce, oggi Dlo, Yazan e Tone sono ospiti della Casa della Carità, dove sperimentano la comunione e la fra­ternità che rigenerano la speranza. La presenza tra noi di questi ragaz­zi, “colpevoli”, come precisa Papa Francesco, esclusivamente di scelte di fede libere e consapevoli, si pro­pone come occasione per verificare la nostra capacità di intervento disin­teressato ed efficace. Solo se opereremo per una società che cammini verso la pace, nella convivialità, nella collaborazione e nel rispetto delle coscienze di ciascun essere umano, sapremo ve­ramente contribuire alla creazione di “nuovi cieli e nuova terra”.

 Attilio Mesagne

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