CORPUS DOMINI… MISTERO D’AMORE
L’Arcivescovo: una grande preghiera per i profughi che chiedono accoglienza.
UNA SUBLIME REALTÀ
Anche questa sera, Signore Gesù, nel gesto che ci appartiene come discepoli, ancora una volta non abbiamo fatto altro che accogliere il tuo invito: Seguitemi! Lo abbiamo fatto non solo come discepoli che hanno da imparare dal Maestro, siamo stati anche i tuoi adoratori: Ti abbiamo pregato e invocato, Signore, credendo che ciò che appare nel segno del pane nasconde nel mistero una realtà sublime. Non vediamo non comprendiamo ma la fede ci conferma: il pane, il nostro povero pane, la tua Parola e il tuo amore lo trasformano: sei tu, Pane vivo che dà la vita, pane dei pellegrini, vero pane che sazia la fame di tutti noi. Così ti abbiamo riconosciuto, invocato e adorato. Ma oggi aumenta sempre più in molti di noi la fatica del credere nella forza che viene da questo Pane di vita che deve essere spezzato e condiviso.
NO ALLA DISGREGAZIONE
Papa Francesco, richiamando un testo della liturgia di questo giorno solenne, ci ha messo in guardia da un pericolo che è in agguato e da una minaccia che ci sovrasta: disgregarci, svilirci. Sono sue parole: “ci disgreghiamo quando non siamo docili alle sue parole, quando gareggiamo per occupare i primi posti,- gli arrampicatori -, quando non troviamo il coraggio di testimoniare la carità, quando non siamo capaci di offrire speranza”. La storia di oggi, come quella di ieri, è piena di arrampicatori che non disdegnano di depredare il bene comune con il fiume in piena della corruzione a danno delle fasce più deboli e indifese della società. Oltre alla disgregazione c’è il pericolo dello ‘svilirci’. Sono ancora parole del Papa: “annacquare la nostra dignità cristiana, significa lasciarci intaccare dalle idolatrie del nostro tempo: l’apparire, il consumare, l’io al centro di tutto; ma anche l’essere competitivi, l’arroganza come atteggiamento vincente, il non dover mai ammettere di avere sbagliato e di avere bisogno. Tutto questo ci svilisce, ci rende cristiani mediocri, tiepidi , insipidi, pagani”. Ma c’è un terzo pericolo: oggi aumenta sempre più la sfiducia e la disaffezione alla partecipazione e promozione del bene comune. Le ultime vicende del nostro Paese lo evidenziano a dismisura: stanchi e delusi di promesse fantasma, di povertà sempre più conclamate, di attentati alla giusta, equa e onesta distribuzione dei beni per tutti, “siamo chiamati in nome di una autentica sensibilità ecclesiale a non avere paura, a non essere timidi e irrilevanti nello sconfessare e sconfiggere una diffusa mentalità di corruzione pubblica e privata che è riuscita a impoverire, senza alcuna vergogna, famiglie, pensionati, onesti lavoratori, comunità cristiane, scartando i giovani, sistematicamente privati di ogni speranza sul loro futuro, e soprattutto emarginando i deboli e i bisognosi “ ( Papa Francesco ). La forza del pane del cammino che sei Tu, Signore, ci liberi dalla paura della denuncia e della sconfessione di questa barbarie insana e fraudolenta.
NEL NOME DELLA FRATERNITÀ
Non possiamo non aggiungere a questa richiesta di aiuto e di liberazione dalle paure che ci rendono molto spesso muti e acquiescenti, una grande preghiera per le migliaia di profughi che attraversano il nostro Mediterraneo e, sempre più numerosi, laddove riescono a sopravvivere, domandano a noi accoglienza, solidarietà, sostegno, condivisione per il pane di ogni giorno da spezzare e condividere.
Un’ultima invocazione: oggi abbiamo pubblicamente e liberamente professato ed espresso la nostra fede in te, Signore Gesù:
– vogliamo sentirci in comunione con tanti nostri fratelli di fede che sono privati della libertà di esprimere con noi e come noi la fede in Te.
– Stupiti, ammiriamo e ringraziamo quanti sono esposti al sacrificio della loro vita perché confessano e credono in Te. Alcuni di questi nostri fratelli li abbiamo con noi, forse hanno partecipato con noi a questa pubblica adorazione del tuo santo mistero.
– “Veneriamo nel nostro cuore – è l’invito del Papa – quei fratelli e sorelle ai quali è stato chiesto il sacrificio della vita per fedeltà a Te, Signore: il loro sangue unito al tuo, sia pegno di pace e di riconciliazione per il mondo intero”.

















