Pubblicato in: Gio, Giu 26th, 2014

CORPUS DOMINI… SIGNORE, DOVE TROVEREMO TUTTO IL PANE?

La Preghiera dell’Arcivescovo di Lecce al termine della processione in Piazza Duomo. 

DSC_8

NESSUNA PAURA. TU CAMMINAVI CON NOI

DSC_0

Signore Gesù,

questa sera ho visto

la bellezza di un popolo in cammino,

che vedeva rischiarati e rasserenati

i suoi passi

per il dono della tua pre­senza

che ha reso meno incerto ed esitante

il suo cammino.

Nessuna paura, nessun timore

perché Tu camminavi con noi,

incuriosito e preoccupato

per il nostro passo

che si è fatto stanco e pesante

a causa delle zone d’om­bra:

la violenza, gli egoismi, le disperazioni,

il futuro e non quello so­gnato,

la mancanza di pane ma­teriale

e di speranza di luce e di novità di attese,

del lavoro cercato e ne­gato,

dell’aumento di richieste

e della povertà di risposte dovute.

DSC_4

DATE LORO VOI STESSI DA MANGIARE 

Una domanda sale a Te

con una tale insistenza

da renderla quasi noiosa:

Signore,

dove troveremo il pane neces­sario

per sfamare tanta, troppa gente?

E la Tua riposta da duemila anni

è sempre la stessa:

è quella che hai dato ai tuoi discepoli

davanti alle cinquemila perso­ne affamate,

lì sui declivi che degradano

verso il lago di Galilea:

Date loro voi stessi da man­giare!

 DSC_5

LE NOSTRE RISERVE SONO AGLI SGOCCIOLI 

Signore, te ne sarai accorto anche tu:

le nostre riserve sono agli sgoccioli!

Sono rimasti solo cinque pani!

Perché anche la ricchezza

di un continente, il nostro

che sperpera e vuole mettere in sicurezza

il molto che ha,

si è impadronita anche dei frammenti:

non ce li fa raccogliere

e ha inventato una strana combinazione

il cui meccanismo è noto

solo a chi ha la possibilità di avere di più

e condizionare in negativo

la povertà che allarga la sua piovra.

 DSC_6

NULLA ANDRÀ PERDUTO. NEMMENO GLI AVANZI

Signore Gesù,

noi continueremo, come la vedova di Elia,

a condividere il mucchio di farina e il poco olio

che ci è rimasto,

ma tu, pane vivo, disceso dal cielo

che dà la vita al mondo, abbatti i nostri egoismi,

frustra le nostre resistenze,

dacci l’inventiva e la capacità

di raccogliere, quando ce lo permettono,

anche i pochi avanzi

perché nulla vada perduto.

Allora: che i cinque pani spezzati

dalla generosità non egoista

sazino i morsi degli affamati.

 DSC_7

VERREMO DA TE E TU NON CI METTERAI ALLA PORTA

DSC_09

E quando

non riusciremo a donare

quello che ci viene chiesto

dai molti che bussano alle nostre porte

perché non lo abbiamo,

che non venga meno

l’amore, la solidarietà, l’accoglienza, l’ascolto.

E quando

le porte dei ricchi

saranno sbarrate e rese inaccessibili,

e le istituzioni, come Pilato,

se ne laveranno le mani,

o rimanderanno a mani vuote

i nuovi indigenti:

disoccupati, cassintegrati,

giovani in cerca di occupazione, licenziati,

con la solita filastrocca:

siamo in un momento di crisi,

noi continueremo a venire a Te,

certi di non essere messi alla porta,

e nel gesto dell’adorazione

che ora ci vede in ginocchio davanti a Te,

invocheremo:

Tu che tutto sai e puoi,

che ci nutri sulla terra,

conduci i tuoi fratelli

alla tavola del Cielo

che il tuo amore preparerà per noi

già qui, sulla terra.

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti