Pubblicato in: Gio, Feb 19th, 2015

Da Quale Pulpito… “L’omelia giusta: niente oratoria, zero rimproveri”

L’ESPERTO/LA RICERCA EVIDENZIA COME PARTECIPARE AD UN’ATTIVITÀ NOIOSA PRODUCE UNA RIDUZIONE DELL’ATTENZIONE 

COME INCIDERE SULLA CAPACITÀ DI ASCOLTO

Gli esperti della comunicazione stabi­liscono che non si può non comu­nicare e che anche il tempo in cui siamo in silenzio è foriero di infor­mazioni; nonostante ciò l’attenzione prestata in ogni relazione assume solitamente un calo definito “cascata della comunicazio­ne”, pertanto volendo comunicare il 100% di ciò che pensiamo, ne riusciamo ad esprimere verbalmente solo il 70%, di cui solo il 40% viene ascoltato, il 20% compreso veramente e il 10% ricordato. Ciò che diviene fondamentale è quindi la qualità dell’ascolto ed il tempo che si dedica a concentrarsi sulle informazioni che provengono dall’ambiente e dagli altri. Quante volte capita di percorrere il tragitto casa-lavoro e di non ricordare nulla sul tempo impiegato, sul traffico o sugli ostacoli incontrati, mentre tutti i pensieri attivati fino al raggiungimento della meta sono chiari e nitidi alla mente? Molte attività come queste sono diventate automatiche e non consapevoli nonostante il notevole impegno profuso inizialmente per appren­derle (leggere, andare in bicicletta, allacciarsi le scarpe, guidare…). Altre volte invece i comportamenti sono volontariamente controllati e consapevoli, basati sull’intenziona­lità di raggiungere un determinato scopo ed implicano, pertanto, uno sforzo attentivo. L’attenzione è, quindi, uno stato di percezione intensa o concentrata diretta su sezioni dello spazio percettivo, su specifici oggetti, persone ed eventi, su speci­fici canali sensoriali e percettivi ed anche su specifiche caratteristiche dell’ambiente al fine di manipolare le informazioni ricevute a livello cosciente.

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Diversi studi hanno dimostrato che quanto più un oggetto è ricco di informazioni e di interesse, tanto più a lungo e frequentemente viene fissato. Altri studi si sono soffermati su cosa attira l’attenzione di un individuo ed han­no sottolineato come ciò che attira l’interesse siano le informazioni nuove che vengono prefe­rite, mentre quelle familiari vengono ignorate, creando un’abitudine all’attenzione ed all’inte­resse. Nel momento in cui le informazioni che provengono dall’ambiente non risultano, quindi, più esaustive diviene necessario modificare l’attenzione che viene indirizzata sia attraverso l’analisi sistematica dell’ambiente circostante sia su quanto già precedentemente notato sia in maniera causale. In tal modo si attiva un vero e proprio comportamento di ricerca volontario di stimoli. La ricerca ha inoltre evidenziato come partecipare ad un’attività noiosa produce una riduzione dell’attenzione e un calo del rendi­mento, mentre esiste un livello ottimale in cui le prestazioni sono elevate e la capacità di concen­trazione, ossia la capacità di fissare l’attenzione su un solo dato, diviene più intensa. In media la durata della concentrazione varia tra i 20 ed i 40 minuti ed il picco di massima concentra­zione si raggiunge dopo 20-25 minuti, pertanto è necessario effettuare una pausa di 10 minuti prima di concentrarsi nuovamente in un’attività. Inoltre la riduzione della capacità di riportare alla memoria quanto ascoltato si aggira intorno al 25% durante le prime ventiquattro ore fino a stabilizzarsi intorno al 10% dopo due giorni.

Manuela Settimo

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