Dal 1690 a Napoli l’obbligo di almeno 3 bolli/Autenticità dell’Argento
L’attuale collezionismo di argenti antichi ci pone di fronte al problema della loro autenticità. Coloro che si avvicinano a questa tipologia di collezionismo hanno dei validi strumenti per riconoscere gli elementi essenziali per comprendere il valore dell’oggetto preso in esame. La conoscenza dei sistemi di punzonatura e dei relativi punzoni, infatti, consente di giungere a una precisa individuazione di ogni singolo oggetto nell’epoca.
Bollo NAP a lettere maiuscole staccate con corona, 1694
Non basta osservare lo stile di un oggetto d’argento per determinare la data della sua fabbricazione; il manufatto può essere stato prodotto in un piccolo centro lontano dalle grandi città e quindi in ritardo sui gusti e le mode. In tutti gli oggetti in argento, specialmente quelli antichi, sono riconoscibili almeno tre elementi essenziali: il titolo, la paternità e il saggiatore che certificò la qualità dell’argento.
Bollo NAPL a lettere maiuscole staccate con corona, 1662
Il Punzone è lo strumento che imprime sui metalli preziosi un contrassegno di riconoscimento detto marchio, il quale garantisce la qualità del metallo e può indicare il titolo, la città di provenienza, la bottega di origine. Nel Quattrocento cominciarono a nascere le prime corporazioni delle arti e mestieri, tese a difendere gli interessi comuni e rivendicare una professionalità ormai riconosciuta.
Esempi di bolli di garanzia napoletani
Apparve così la punzonatura, che in Europa fu utilizzata per la prima volta in Francia nel XIII secolo. Con la prammatica del 19 agosto 1690, emanata in Napoli dal Vicerè Conte di Sant’Esteban per gli argentieri del regno, si disciplinò la punzonatura degli argenti napoletani; il Vicerè, in pratica, ordinò obbligatoriamente l’uso di almeno tre bolli per garantire la qualità del metallo.


















