DON TONINO INEDITO… NELLA TERRA DEI SUOI SOGNI
LE FRONTIERE DELLA PACE
La terza sezione riguarda gli scritti del periodo che va dal 1977 al 1982. Tra gli argomenti, poniamo all’attenzione del lettore il problema della pace per la quale don Tonino profuse le sue migliori energie convinto com’era che la pace non è “un dado”, ma una conquista, non un bene di consumo ma il prodotto di un impegno. La pace richiede lotte, sacrificio e tenacia. Esige alti costi di incomprensione di cui lo stesso don Tonino fu vittima da parte di avversari occasionali, di giornalisti e di uomini politici per la posizione assunta contro l’istallazione di missili americani sul suolo italiano. Non ammainò la bandiera della pace dinanzi alle minacce, non si piegò a ricatti e a malvessazioni ma, guardando lontano, e forte delle sue convinzioni continuò la sua battaglia tesa al raggiungimento di un ideale che ponesse fine a rivendicazioni di tipo territoriale da parte di alcuni Stati. Nessuna titubanza nelle sue scelte e nei suoi propositi, nessuna deviazione di comodo, nessuna paura ,ma solo barlumi di speranza e aspettative”.
Non si costruisce la pace equilibrando le paure “scrive don Tonino, ma cercando nuovi strumenti di convivenza tra i popoli e nuovi rapporti di solidarietà internazionale suggeriti dalla giustizia”. Fu un portatore di pace don Tonino, che non cessò di predicare con coraggio profetico e con un realismo d’azione incoraggiando organizzazioni di ispirazione cristiana e tutti gli uomini di buona volontà. Altri argomenti arricchiscono questa terza sezione. Sono interventi in riunioni assembleari, relazioni, lettere ed articoli pubblicati su “Comunità”, foglio di informazione parrocchiale della Natività della Beata Vergine Maria. Gli scritti pubblicati nel testo “La terra dei miei sogni” completano l’Opera Omnia di don Tonino e confermano l’idea che nella sua vita non c’è stato “un prima e un poi”, ma una sostanziale continuità di prospettive e di ideali nel vivere il Vangelo senza sconti e svolte innovative che ne minano la freschezza e l’autenticità.
VENERDÌ 12 AGOSTO
Uno scirocco afoso ha dominato quest’oggi sulla scogliera e sul mare. Abbiamo fatto il bagno in sette, è stata drammatica l’uscita dall’acqua, mentre le onde si fracassavano sulla scogliera tagliente. Stamane, all’improvviso, è giunto il Vescovo. Gli abbiamo espresso i nostri sentimenti con canti e con versi; e lui, dopo averci rimproverati perché non gli abbiamo mai scritto in tanti giorni di assenza, ci ha ringraziati con parole fraterne. Stasera in chiesa ho dettato un pensiero sulla Madonna: ho parlato della divina maternità di Maria. (dal Diario del 1960)
GIOVEDÌ 29 MARZO
È venuta la mamma: mi ha portato tanta roba buona che ho molto gradito. Era preoccupata per la mia salute: interpretando in chiave peggiorativa alcune espressioni che avevo usato nella lettera a Trifone, pensava che stessi a letto. I ragazzi avevano chiesto al Rettore di andare al campo, ma io mi sono opposto e si è fatta invece una lunghissima e memorabile passeggiata verso largo Gigli. Stasera non mi sento bene: è tutt’oggi che accuso un dolorino allo stomaco: penso che dipenda dal digiuno della mattina, per cui domani farò una piccola colazione. (dal Diario del 1962)

















