Dopo il Referendum di Bologna…
La qualità nella scuola non è solo l’affinamento di buone pratiche didattiche, miranti alla costruzione di competenze per la vita, ma anche il clima relazionale, il grado di condivisione del progetto educativo, un bilancio sociale positivo attraverso il radicamento della scuola nel territorio.
È questo ciò che cercano un padre e una madre, in qualunque situazione esistenziale si trovino, ed è questo che uno stato laico e pluralista dovrebbe favorire, cercando di superare steccati ideologici e perseguendo invece il bene comune e quello di ogni singola persona. Eliminando le sovvenzioni alle scuole paritarie, come afferma F. Belletti, Presidente del Forum delle Associazioni familiari: “…le famiglie più penalizzate sarebbero quelle meno abbienti che non potrebbero pagare l’aumento automatico dei costi, mentre quelle più ricche non avrebbero difficoltà”.
D’altro canto “Le scuole paritarie -afferma il ministro- coprono una parte degli studenti italiani e offrono un servizio pubblico. Se togliessimo questi soldi metteremmo in grave difficoltà queste scuole e molti bambini non avrebbero accesso alla scuola. Sarebbe un disastro.”
E’ auspicabile dunque che si abbandonino slogan e divisioni ideologiche che alimentano solo “guerre tra poveri” cercando invece di concentrare gli sforzi sull’impegno di tutti per costruire una buona scuola pubblica per tutti, statale e paritaria.
Assunta Corsini
Genitore














