Pubblicato in: Dom, Giu 2nd, 2013

Dopo il Referendum di Bologna…

La qualità nella scuola non è solo l’affinamento di buone pratiche didattiche, miranti alla co­struzione di competenze per la vita, ma anche il clima relazionale, il grado di condivisione del progetto educativo, un bilancio sociale positivo attraverso il radicamento della scuola nel territorio.

È questo ciò che cercano un padre e una madre, in qualunque situazione esistenziale si trovino, ed è questo che uno stato laico e plu­ralista dovrebbe favorire, cercando di superare steccati ideologici e perseguendo invece il bene comune e quello di ogni singola persona. Eliminando le sovvenzioni alle scuole pa­ritarie, come afferma F. Belletti, Presidente del Forum delle Associazioni familiari: “…le famiglie più penalizzate sarebbero quelle meno abbienti che non potrebbero pagare l’aumento automatico dei costi, mentre quelle più ricche non avrebbero difficoltà”.

D’altro canto “Le scuole paritarie -afferma il ministro- coprono una parte degli studenti italiani e offrono un servizio pubblico. Se togliessimo questi soldi metteremmo in grave difficoltà queste scuole e molti bambini non avrebbero accesso alla scuola. Sarebbe un disastro.”

E’ auspicabile dunque che si abbandonino slogan e divisioni ideologiche che alimentano solo “guerre tra poveri” cercando invece di concentrare gli sforzi sull’impegno di tutti per costruire una buona scuola pubblica per tutti, statale e paritaria. 

Assunta Corsini

Genitore

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