Pubblicato in: Sab, Giu 14th, 2014

Dura Lex… Siamo troppi ma lavoriamo in pochi

IL PRATICANTE/LA CONOSCENZA VALORE AGGIUNTO

QUANT’È DIFFICILE EMERGERE

“Molte professioni possono farsi col cervello e non col cuore ma l ‘avvocato no. L’avvocato non può essere un puro logico, né un ironico scettico, l’avvocato deve essere prima di tutto un cuore: un altruista, uno che sappia comprendere gli altri uomini e farli vivere in sé, assumere su di sé i loro dolori e sentire come sue le loro ambasce. L’avvocatura è una professione di com­prensione, di dedizione e carità”. In questi termini il grande giurista Piero Calamandrei descriveva questa professione e non posso non esordire la mia riflessione con siffatto eccellente pensiero. Scrivo da giovane donna che si accinge al mondo dell’avvocatura, ed in particolare dell’avvocato penalista, figu­ra mistica e affascinante, che inquieta e paca al tempo stesso, l’oratore per eccellenza, la figura che silenziosamente incombe nelle aule di Tribunale: una professione tanto antica quanto attuale. Una professione che nell’attuale momento storico ri­sulta essere svilita, privata di quel significato autentico, per una serie di circostanze, ad iniziare dalle problematiche nazionali (costi altissimi per gli utenti, abrogazione dei minimi tariffari, prima, e delle tariffe, dopo), a tanto si aggiunga la moltitudine di riforme in atto e a divenire nei prossimi mesi: obbligatorietà della Pec e della tenuta del Pos, processo civile telematico, fatturazione digitale; per finire alla situazione che concerne prettamente il Foro di Lecce con oltre cinquemila avvocati iscritti – che supera abbondantemente la già elevata media nazionale.

toghe

Per non declamare l’incalzante numero di praticanti che come me si trovano alle porte di questa professione. Questo clima di malcontento è stato evidenziato dalla procla­mazione di un’astensione dalle attività di udienza indetta dal Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lecce, iniziata il 18 febbraio 2014 e terminata il 3 giugno 2014, salvo preannuncia­te ulteriori astensioni a scacchiera per fine anno. Tutto questo non entusiasma certo noi giovani praticanti, avvinti da una latente insoddisfazione generale. Nonostante tutto però, credo che qualcosa possa cambiare la realtà odierna in cui il mercato è oramai saturo, dove la possibilità di emergere è minima. Invero, condivido l’acuto pensiero di Stefano Rodotà, noto giurista italiano, il quale afferma vivamente che “la conoscen­za è la via non solo per acquisire valore aggiunto sul mercato, bensì è in primo luogo la libera costruzione della personalità di ciascuno di noi”. Orbene, è la preparazione fattiva, lo studio intenso, la voglia di realizzarsi, di far sempre meglio che ci potranno permettere di emergere e, citando il mio Dominus, “non si nasce bravi ma si diventa con ore, giorni, anni di studio e pratica”. I pochi anni di pratica, pertanto, mi ha permesso di maturare una sola convinzione, ovverosia la consapevolezza di voler svolgere vivamente questa professione poiché credo in­condizionatamente nella figura professionale dell’Avvocato e ciò nonostante tutte le avversità che sono a corollario di questa difficile realtà. Concludo consapevole di essere custode di una immane forza di volontà, che alimenta profondamente il mio unico obiettivo: svolgere la professione di Avvocato.

 Ramona De Matteis

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