Festa dei Giornalisti… “Cultori della parola”
Dopo la Celebrazione in Cattedrale l’incontro con l’Arcivescovo in Episcopio.
L’11 gennaio scorso, alla presenza dell’Arcivescovo Domenico D’Ambrosio si è svolta, come ogni anno, la Festa dei Giornalisti. Tutti gli operatori della comunicazione sociale si sono ritrovati in Cattedrale dove, durante la celebrazione eucaristica per la ricorrenza del Battesimo di Gesù, il Presule ha incentrato la sua riflessione omiletica sull’importanza di difendere ogni forma di comunicazione dalla trappola dell’ambiguità e della menzogna. Esaltando il valore della libertà e del servizio, egli ha rimarcato: “I giornalisti sono i cultori della parola e in quanto tali hanno l’impegno di servire, onorare e proporre sempre l’autentico messaggio della verità. Oggi, noi contempliamo la stessa Parola con cui Dio ha creato il mondo e l’uomo, essere a sua immagine e somiglianza: una Parola grande che si fa piccola, una Parola alta che sceglie di abbassarsi per innalzare l’uomo”.
Sembra quasi di assistere alla dinamica dello Zenit e del Nadir. Basti pensare alla stella che dall’alto guidò i Magi alla capanna di Betlem e al Battesimo di Gesù nel Giordano che avvenne nella depressione più bassa della Terra: “Così, Cristo è sprofondato nella nostra miseria, ha assunto la condizione di schiavo per permetterci di risalire, per ricreare il Regno di Dio, riflettendo nell’uomo la sua immagine, cancellando ciò che la deturpava. Questa Parola coinvolge tutti: ‘Tu sei il Figlio mio, l’amato; in te ho posto il mio compiacimento’. E quanti la ascoltano restano cristificati. Il Verbum, pertanto, non può e non deve essere puro suono, ma rigenerazione nella dimensione della verità”. Successivamente, nella Casa del Vescovo, si è svolto un incontro con mons. D’Ambrosio, al quale gli operatori della comunicazione sociale hanno rivolto l’augurio per il XXV Anniversario Episcopale.
A nome del folto gruppo di colleghi presenti con le famiglie, il Consigliere nazionale dell’Ordine dei Giornalisti Adelmo Gaetani ha rivolto un caloroso saluto e un ringraziamento al presule in un momento in cui la categoria si sente messa a dura prova. Da studioso ed esperto comunicatore, egli ha rilevato che, se il giornalista si dimostra ricattabile economicamente, è meno libero di esprimere il proprio punto di vista e svolgere il proprio compito secondo l’etica e i vari criteri deontologici che ispirano la professione. In tale contesto, l’art. 21 della Costituzione può essere considerato sinonimo di libertà e di democrazia. Proprio perché non c’è democrazia, se manca la libertà di stampa. Per parte loro, i giornalisti hanno l’obbligo di rispettare la verità, le norme e la persona.
Loredana Di Cuonzo, giornalista e educatrice impegnata nel mondo della scuola e della cultura, ha poi evidenziato l’importanza della scelta di essere persone che operino con obiettività e propongano fedelmente ed efficacemente la Parola, al fine di servire in modo autentico la Verità. A conclusione dell’incontro, promosso dall’Ufficio diocesano delle comunicazioni sociali, mons. D’Ambrosio ha espresso riconoscenza per la dedizione, che anima l’opera dei giornalisti: “Voi educate alla passione più meritoria che è la Verità in un mondo in cui tanti pensano in vari modi di distorcerla. Continuate a coltivare la passione del Vangelo come Gesù. Siate, pertanto, testimoni della Parola, che Egli ha annunciato, affascinante perché veritiera, capace di raggiungere il cuore. Cercate di fare altrettanto. Oggi bisogna avere il coraggio dell’aletheia. La croce è di un uomo che ha seguito la Verità per restituire a ognuno la bellezza del suo essere. Tale è il compito del vostro mezzo che facilita la trasmissione di messaggi, parole, proposte nuove per far crescere la dignità della persona”.
Sonia Marulli



















