Pubblicato in: Sab, Ott 25th, 2014

Feste patronali, eventi di civiltà

In tre comunità della Diocesi continua il viaggio alla riscoperta delle usanze e delle devozioni locali. 

BORGAGNE/SANT’ANTONIO ALL’INIZIO DI AGOSTO

“A Borgagne, esiste un Comitato in nuce e si spera di ampliarlo a breve”. Esordisce Luigi Marullo, delegato Presidente. “Se tradizione è mantenere ciò che i nostri padri ci hanno tramandato, il rinnovamento è quanto attiene alle nuove generazioni, che purtroppo non sentono più il richiamo della banda, le luminarie. I giovani sono maggiormente attratti da altri gruppi musicali”. Il santo patrono è S. Antonio di Padova, che a Borgagne si festeggiava la prima domenica di settembre, in quanto i nativi del luogo, per motivi di lavoro, l’avevano procrastinata dal mese di giugno, in cui si miete. Per varie ragioni, poi, è stata spostata ai primi giorni di agosto. “Sono tante le difficoltà organizzative: reperire i fondi, programmare per le bande, le luminarie, coordinarsi durante la festa. Bisogna pianificare molto prima, anche per la tredicina, da un anno all’altro”.

borgagne

Pertanto, si sta cercando di riunire in Comitato altri volontari, perché se ne giunga alla costituzione di uno più corposo. Comunque, il rito civile si armonizza bene con quello religioso: per quanto concerne il primo si fa riferimento al Parroco, don Corrado Buttazzo, e, se si incespica in qualche difficoltà, bisogna amalgamare sacro e profano. Per reperire i fondi le persone offrono quanto possono alla Parrocchia, allertate, per tradizione, un mese prima. La festa è ridotta all’essenziale ed organizzarla è abbastanza oneroso, perché occorre sempre qualcuno che segua i lavori preparatori delle luminarie, delle giostre, vada in giro per propagandare, compili le domande. “Abbiamo contattato la pro loco di Borgagne per il futuro. Quest’anno, infatti, benché poca e piccolina, siamo riusciti ad organizzarla”.

TREPUZZI/IL CULT O A MARIA E A SAN RAFFAELE 

Sono una decina i componenti del Comitato di Trepuzzi. “Per noi è importante conservare la tradizione – dice Antonio Maggio, il Presidente – abbiamo cercato, inoltre, negli ultimi anni, di innovare attraverso una manifestazione parallela che si chiama “Bande a sud”, un festival di bande non solo tradizionali, ma anche moderne”. Tre sono le feste principali: la Madonna dei miracoli, venerata la settimana dopo Pasqua, la Madonna Assunta, festa patronale per eccellenza, e San Raffaele, celebrato la quarta domenica di ottobre. Animano i gruppi musicali di ottoni, con lo sfondo delle luminarie. “Prima sono feste religiose e poi anche civili. Cerchiamo di organizzare qualche evento collaterale ingaggiando artisti di risonanza recente per coinvolgere i giovani”. L’organizzazione è sempre la stessa: si contattano coloro che montano le luminarie, gruppi elettrogeni, bande e si cercano i fondi, andando in giro per il paese per reperirli dai commercianti, dagli industriali, dall’amministrazione comunale, ma è difficile recuperarli, soprattutto in questi ultimi anni, sia per la crisi, per cui la gente non è molto disposta a “mettere le mani in tasca”, ma anche per il fatto di avere tre feste, che si cumulano alle festicciole delle Parrocchie: San Sebastiano, Santi Medici, San Pio, Sant’Anna.

trepuzzi

E, così, questa parcellizzazione non aiuta a trovare i fondi necessari a far fronte alle spese delle feste maggiori. “ Riuscire a pareggiare i conti non è facile. L’ultima celebrazione del 15 agosto ci ha visto dover rinunciare ad una delle due bande, che solitamente si alternano sulla cassa armonica nel corso della festa, per limitare i costi”. Il Comitato è un’emanazione del Parroco, don Vincenzo Marinaci, che ne è il Presidente effettivo. Antonio Maggio è il Presidente incaricato da parte sua di gestire l’aspetto civile. Si nota, quindi, un connubio molto stretto tra rito civile e religioso: senza la festa religiosa non ci sarebbe quella civile. I facenti parte del Comitato sono: Antonio Maggio, Marcello Taurino, Giuseppe Leo, Luigi Miglietta, Carlo Stefanuto, Antonella Giovane, Valentina Giovane, Antonio Blasi, Antonio Perlangeli.

MELENDUGNO/A MAGGIO LA MADONNA DI ROCA E A SETTEMBRE SAN NICETA

“Il Comitato di Melendugno è formato da circa 20 persone – asserisce il Presidente Walter Pisanò – La tradizione è qualcosa per noi che solitamente ci identifica, specie nel periodo estivo, quando vengono i turisti. è bello mantenere le consuetudini, anche se ci rendiamo conto che i giovani guardano interessati sempre ad altre iniziative”. Ormai, banda è proprio ciò che stacca tra il vecchio ed il nuovo. Le luminarie ed i fuochi sono ben accettati da loro, ma la banda li rende lontani dalla festa patronale. “Anche se la sua musica, di mattina soprattutto, porta gioia, in quanto fa il giro del paese e, quindi, il risveglio per i ragazzi è più piacevole e bello”. Però, di sera, preferirebbero qualcosa di innovativo, che ad oggi, nella realtà, è difficile avere, perché molto costoso, non proponibile né alla portata. “Le tradizioni, dalle quali noi ci discostiamo pochissimo, ci sono inculcate dagli avi nella loro bellezza ancestrale. Abbiamo due cerimonie: una a maggio ed una a settembre”. Ovviamente, si parte sempre dall’aspetto religioso, che caratterizza la festa; il civile viene in un secondo momento. Non si può fare una festa civile se non ce n’è prima una religiosa. La festa della Madonna di Roca ricorre il secondo sabato di maggio: vige una regola, cioè l’ultimo sabato di aprile la si festeggia a Vernole, il primo sabato di maggio a Calimera, il secondo sabato di maggio a Melendugno, il terzo sabato di maggio a Borgagne. Prima erano coinvolti altri paesi, adesso dissociati. Il 15 e 16 settembre cade la festa del santo patrono, S. Niceta, il cui corpo è custodito nella chiesa San Nicolò dei Mennicoli di Venezia. “Noi a Melendugno ne custodiamo, invece, una reliquia: l’avambraccio sinistro.

madonna

Per la solennità, incontriamo moltissime inconvenienti organizzativi: ad esempio, quest’anno abbiamo avuto problemi nella collocazione delle luminarie, solitamente installate per tutto il perimetro della piazza”. Poi, bisogna fronteggiare la crisi, le famiglie, soprattutto la gente, che è molto diffidente. “Nonostante ciò, ritengo che ogni anno conseguiamo un buon risultato – prosegue il sig. Pisanò – noi, preciso, siamo un’associazione, la Pro Civitate Melendunei: siamo autonomi per certi aspetti, per altri collaboriamo molto strettamente con il Parroco, don Leonardo Giannone, che ogni anno ci delega e da l’autorizzazione per svolgere l’attività per le feste patronali”. Così come ci aiuta l’Amministrazione Comunale, perché occorre l’autorizzazione del Parroco per la festa religiosa, invece, per la raccolta fondi, necessita un’autorizzazione civile dal Sindaco, di rimando al Comandante della Polizia Municipale. L’anno solare delle feste patronali comincia a gennaio con la festa di S. Niceta e si conclude con quella dei Santi Medici, il 26 settembre. “Avendo un buon feeling con il parroco, da noi il connubio tra rito civile e religioso è positivo. Infatti, al di là delle piccole divergenze che possono insorgere, noi con don Leonardo siamo in ottimi rapporti nel rispetto reciproco: ci si viene incontro da ambo le parti”. Quando si concorda qualche iniziativa a livello civile è il parroco che decide, ma chiede sempre una consultazione del Comitato per eventuali difficoltà , che, realmente, quasi mai si pongono. I facenti parte del comitato sono: Walter Pisanò, Antonio Durante, Sergio Ramundo, Francesco Trecca, Salvatore Sindaco, Antonio Candido, Antonio De Gaetani, Angela Amato, Silena Amato, Francesco Trecca, Luigi Carrozzo, Claudio Candido, Vittoria Marchello, Maria Grazia Filippi, Wilma Petrachi, Lucia Durante, Immacolata Piconese, Maria Michela Galati, Luca Marullo, Tommasa Cisternino.

A cura di Sonia Marulli

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