Feste Patronali…Riscoprirne il senso senza dimenticare i poveri della città
La “Discesa della Croce” il momento più suggestivo. I sacerdoti che la portano a spalla, una grande testimonianza.
ARNESANO CELEBRA IL “SUO” CROCIFISSO
La solennità di Gesù Crocifisso è il centro e il culmine della vita di fede della parrocchia matrice di Arnesano. Tutto il paese la prima domenica di luglio si stringe attorno al crocifisso miracoloso che nel lontano (ma neanche tanto!) 1848 liberò il borgo dalla peste petecchiale. Il ricordo di quell’evento è così nitido e ricco di devozione genuina che è convinzione unanime che le richieste di miracoli al Crocifisso troveranno esaudimento.
Durante tutto l’anno, soprattutto nella quiete e nel silenzio della mattina, tanti, di ogni età, si avvicinano all’altare di Gesù Crocifisso e, guardando quel volto sofferente, chiedono, in punta di piedi, grazie e miracoli per sé e i propri cari; tanti poi, si recano davanti al Crocifisso per ringraziare per un prodigio avvenuto anche molti anni addietro. Nella mia veste di parroco, ho raccolto spesso le testimonianze di tali eventi e, soprattutto, ho letto negli occhi e nella commozione della voce, lo stupore di chi ha sentito la mano del Signore nella propria vita.
La fede e la gioia esplodono in occasione della festa “de lu Signore”, che tradizionalmente si svolge la prima domenica di luglio e che viene preceduta, la sera del sabato precedente, dalla cosiddetta “discesa della Croce”, il momento più coinvolgente della festa. Al termine della santa messa, il crocifisso viene rimosso dalla teca in cui è conservato e portato a spalla dai sacerdoti in processione all’interno della chiesa e poi posto sull’altare principale per la venerazione dei fedeli. Durante la processione i fedeli cantano “l’inno a Gesù Crocifisso” e piangono per l’emozione aprendosi al passaggio del Crocifisso.
Al termine, il Crocifisso viene intronizzato sul presbiterio, “tra il tripudio del popolo”. La sera successiva, poi, il Crocifisso, viene portato in processione per le vie del paese. È il segno visibile di Gesù che soffre e che vuole passare per le stesse strade che ogni giorno percorriamo, fermarsi davanti alle nostre case, visitare i luoghi in cui viviamo e che più amiamo, entrare nella nostra vita. La festa di Gesù Crocifisso da oltre centocinquant’anni, anima e motiva la vita religiosa e spirituale dei fedeli di Arnesano, ricordando il desiderio del Signore di condividere con tutti gli uomini le vicende della vita, soprattutto i momenti più difficili, nei quali pensiamo di essere soli e senza alcuna speranza.
Antonio Sozzo
















