Pubblicato in: Gio, Lug 4th, 2013

Feste Patronali…Riscoprirne il senso senza dimenticare i poveri della città

ATTO DI FEDE CHE SI RINNOVA OGNI ANNO

“La pietà popolare è la vera espressione dell’ani­ma di un popolo in quanto toccata dalla grazia e forgiata dall’incontro felice fra l’o­pera di evangelizzazione e la cultura locale” (Giovanni Paolo II).

Nell’Esortazio­ne apostolica “Evangelii nuntiandi”, Paolo VI indica la tradizione popolare anche come “pietà popolare” o come “religione del popo­lo”: “manifesta una sete di Dio che solo i semplici e i poveri possono conoscere; rende capaci di generosità e di sacrificio fino all’eroismo, quando si tratta di manifesta­re la fede; comporta un senso acuto degli attributi profondi di Dio: la paternità, la prov­videnza, la presenza amorosa e costante; genera atteggia­menti interiori raramente osservati altrove al medesimo grado: pazienza, senso della croce nella vita quotidiana, distacco apertura agli altri, devozione”.

Crocifisso Arnesano (5)

Queste parole riecheggiano nella prefazione alla seconda edizione del sussidio “Scintille d’Amore”, redatta dal compianto mons. Cosmo Francesco Ruppi. È proprio questa sete di Dio che si manifesta in occasione dei festeggiamenti in onore del SS. Crocifisso: una sete di speranza che ogni anno porta nella nostra Comunità tantissima gente, alla ricerca della fonte della salvezza, di quella fonte inesauribile d’Amore che è Cristo Croci­fisso e che non si risparmia mai a nessuno.

Sono tante e più disparate le richieste che i devoti pongono all’effigie miracolosa. Un forte senso di fede ed un clima di profonda preghiera avvolgono tutto in un’atmosfera di speranza e beatitudine al contempo. Ed è in questi momenti che si può davvero gustare la presenza amorosa e costante di Dio, che prende tutti per mano ed invita ad avere fede in Lui, perché è con noi e non ci lascerà mai soli. Un Amore che diventa reciproco e che accresce in tutti la speranza desiderata.

 Matteo De Nanni

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