Pubblicato in: Ven, Ott 2nd, 2015

Focolarini/Un anno di attività sui temi dell’unità

L’Opera di Maria o Movimen­to dei Focolari ogni anno è impegnata ad approfon­dire un tema che fa da filo conduttore per le attività e la vita, di tutti coloro che ne fanno parte, in qualunque parte del mondo si trovino. Da qualche anno abbiamo cominciato ad approfondire i punti della Spiritualità del Movimento, cioè i capisaldi su cui essa si fonda. Dopo aver, negli anni passa­ti, approfondito i punti di: Dio amore, la volontà di Dio, la Parola, Gesù nel fratello, l’amore reciproco e l’Eucaristia, quest’anno il tema sarà quello dell’Unità. E l’impegno quest’anno dovrebbe addi­rittura moltiplicarsi perché se è vero che si tratta di uno dei punti (in totale sono 12) è anche vero che quello dell’Unità è un punto fondamentale e caratterizzante la nostra spiritualità in quanto comuni­taria. In esso è presente quel “di più” del nostro modo di vivere il Vangelo. E ciò perché, a differenza delle spiritualità prevalentemente individuali, la nostra che è comunitaria esige di tendere, come a cosa essenziale, tanto all’unità con Dio quanto all’unità con i fratelli. L’unità dunque esige il “di più” perché presup­pone almeno due in comunione, e questo non è sempre facile in quanto significa amare l’altro oltre ogni misura, perdendo il giudizio proprio, la propria volontà, i propri desideri, fino alla misura con cui Gesù ci ha amato, cioè fino a dare la vita per l’altro, se dovesse esserci chiesto.

chiara

Alle origini di questa esperienza, Chiara Lubich, fondatrice del Movimento, insieme alle sue prime compagne, si sentì folgorata dalle parole di Gesù: “… per­ché siano una cosa sola come noi (Padre) siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me” (Gv 17,22-23), e sentì che per quelle parole erano nate, che quelle parole avrebbero dovuto mettere in luce, nella Chiesa e nel mondo, con la loro vita. Una chiamata all’unità che non era “chiudersi”, ma “aprirsi” evangelicamen­te; è Chiara stessa che scrive: “Facciamo dell’Unità fra noi, che ci dona la pienez­za del gaudio, della pace, della forza, il trampolino per correre ovunque non c’è unità e farla”. Oggi più di allora dunque fare unità tra noi per essere lievito e fer­mento di comunione ovunque e in tutte quelle situazioni (e sono davvero tante!) in cui ci sono disunità e discordie. Alla luce della Parola di Dio e aiutati dagli scritti di Chiara Lubich, anche quest’an­no saremo impegnati tutti, dai più pic­coli agli anziani, a tutti i livelli, in ogni ambiente ecclesiale o sociale e in ogni parte del mondo in cui siamo presenti, ad approfondire, meditare e soprattutto vivere l’Unità per comprendere ancora di più qual è oggi la nostra vocazione e in che modo noi oggi possiamo attualizzarla e incarnarla per farne dono alla Chiesa e al mondo.

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