Mons. Francesco Mannarini… La Chiesa prima di tutto
FIGURE PRESBITERALI…
La ricchezza del Sacerdozio, vissuto nella sua pienezza da mons. Franco Mannarini, si è rivelato vivo ed efficace nel suo lungo, coerente e fedele servizio alla Chiesa locale nella molteplicità delle funzioni e degli incarichi a lui assegnati dai Pastori e, in particolare, nel suo servizio come Vicario Generale dell’Arcivescovo Ruppi. Un significativo contributo alla conoscenza del cammino della nostra Diocesi è offerto da don Franco nella pubblicazione di una sua ricerca su “La Chiesa di Lecce sulla via del Concilio Vaticani II”, che si configura come un excursus storico-pastorale del periodo 1944- 1988, di cui egli è stato non solo attento e partecipe osservatore, ma anche protagonista.
Gli aspetti presi in considerazione sono i più rilevanti del passaggio dal pre al post Concilio. In questo quadro complesso emerge l’attenzione ai laici che, per l’intero periodo della sua attività pastorale, sono stati al centro del suo servizio. Il discorso su questo aspetto si avvia col riferimento agli Organi conciliari di partecipazione come luoghi permanenti di incontro e di dialogo tra Vescovo, presbiteri, religiosi e laici, con particolare riferimento al Consiglio Pastorale che, istituito in Diocesi nel 1966, affronta subito il compito di programmazione, costituendo le Commissioni studio per settori pastorali. Nella loro composizione esse sono uno specchio fedele del laicato operante nell’ambito della società nei vari campi del servizio laicale, al fine di dare un originale contributo in rapporto al loro “vissuto” secolare nei “mondi vitali” della famiglia, del lavoro, della cultura. Don Franco rileva però, un limite relativo al difficile passaggio dalle proposte al progetto di una pastorale organica. La necessità di dare più pronta attuazione alle indicazioni pastorali induce all’istituzione di Uffici esecutivi, con la conseguenza che i laici, salvo alcune eccezioni, tornano ad essere destinatari e non protagonisti.
Altro elemento innovativo è la promozione della ministerialità laicale sia a livello liturgico sia a livello parrocchiale con la costituzione dei vari gruppi di servizio. Anche in quest’ambito emergono, però, dei limiti, nel senso che la ministerialità liturgica si configura solo come rituale e quella dei gruppi rimane entro i confini di un servizio intra-ecclesiale con scarso respiro missionario di presenza nel territorio. In queste ed in successive esperienze di partecipazione laicale, don Franco individua, nella carente risposta alle aspettative, un clericalismo, sempre “in agguato” che non valorizza la presenza dei laici ed emargina, tacitamente, quelli più “attrezzati”, considerati scomodi perché critici. L’attenzione ai laici, nella fase avanzata del cammino post-conciliare, si manifesta nel momento più impegnativo della vita della Diocesi, quella del Sinodo, caratterizzato da una larga e qualificata rappresentanza laicale. Don Franco, in modo diretto, segue e sollecita la traduzione dei risultati del Sinodo nella loro traduzione nel Progetto pastorale della “Nuova evangelizzazione”.
Un Progetto che, grazie a lui, si configura come comunitario sia nella fase della sua definizione, negli Organi collegiali, sia nella sua realizzazione nelle diverse comunità parrocchiali, considerate e sollecitate ad essere “antenne sensibili” a cogliere le condizioni, i bisogni e le risorse del territorio. Ho seguito, passo per passo, come segretario del Consiglio pastorale, l’elaborazione organica del Progetto sulla base delle articolate proposte di don Franco, frutto della sua riflessione e della sua costante attenzione a promuovere di fatto l’esperienza dello stile sinodale, facendo maturare la disponibilità e la capacità di camminare insieme. Un cammino segnato da alcuni impegnativi passaggi: da una pastorale statica ed introversa, propria di una Chiesa ripiegata su se stessa, ad una pastorale dinamica ed estroversa, propria di una Chiesa aperta a coloro che sono fuori del recinto, da una pastorale clericale ad una pastorale pienamente ecclesiale in cui sia favorita la partecipazione dei laici. A tale scopo, nelle frequenti riunioni del Consiglio, ha affidato a piccoli gruppi il compito di studiare qualche aspetto dando un contributo alla riflessione comune. Un cammino nella comunione, vissuta come faticosa e difficile, perché, considera don Franco, essa è come “uno spartito di cui non sappiamo riconoscere le note”, per cui le varie identità e i diversi carismi non riescono a produrre armonia.
Una comunione, invece, proposta non come un sogno o vago proposito, ma come tensione da vivere nella quotidianità dell’impegno personale nella trama delle relazioni fraterne. Nella pubblicazione, prima citata, don Franco mette in evidenza, nel clima fervido del dibattito post-conciliare, l’apporto dell’Azione Cattolica, della Fuci, della Gioventù studentesca, del Movimento Laureati, dei Comitati civici, alla promozione dei valori cristiani sul piano sociale con varie iniziative tra cui il Quindicinale “L’Ora del Salento”, nato del 1967, come strumento di comunicazione e di animazione cristiana, con un’attenzione particolare al territorio e alle sue problematiche. Un’esperienza significativa ed efficace di laici impegnati sul piano culturale e sociale, che, rispetto ad altre iniziative, ha messo radici ed ha continuato nel tempo a dare i suoi frutti. mons. Franco Mannarini, una grande testimonianza di amore e di servizio alla Chiesa di Lecce, con un’attenzione particolare ai laici.
Reno Sacquegna



















