Pubblicato in: Sab, Lug 11th, 2015

I bambini non leggono/La Scuola può fare molto… Un buon libro ancora di più

A colloquio con Ornella Castellano, Dirigente Scolastica e promotrice del progetto “Il Veliero Parlante”. 

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“L’idea di Veliero Parlante è quella di stimolare percorsi di studio sul modello della Ricerca- Azione. Ad ogni inizio d’anno scolastico i dirigenti ed i docenti organizzano momenti di formazione incontrando esperti con lo scopo di costruire itinerari didattici da sviluppare nelle scuole della rete”.  

castellano

Rivolgiamo alcune do­mande alla Dirigente Scolastica Ornella Ca­stellano sull’importan­za della lettura per bam­bini e ragazzi e sulle cause del crescente di­sinteresse che questa riscontra presso le giovani generazioni.

Prof.ssa Castellano, i sondaggi denunciano un disamore gene­ralizzato verso la lettura. In par­ticolare, la fascia più consisten­te di non lettori è costituita da ragazzi tra i 6 e i 17 anni. Quali sono, a suo parere, le cause di questo divorzio ragazzi-lettura considerata la sua lunga espe­rienza di docente prima e diri­gente ora , sempre a contatto con i bambini? Ci sono, delle responsabilità della scuola?

Si, purtroppo. La scuola ha le sue responsabilità precise. Innanzi tutto è importante distinguere la lettura fun­zionale, cioè la capacità meccanica di leggere dall’amore per la lettura che rimanda al piacere di leggere. Men­tre per il primo aspetto la scuola è certamente molto ben attrezzata, per il secondo aspetto lo è molto meno e spesso le azioni didattiche sono con­siderate eccezionali e collaterali. Di­rei che ancora si assiste a mancanza di intenzionalità in tal senso. Sono convinta che verso la lettura possa manifestarsi un vero e proprio inna­moramento che, in quanto tale, non è un evento controllabile. Nessuno può prevedere se e quando si innamorerà di qualcosa o di qualcuno, ma si pos­sono creare le condizioni favorevoli a questo personalissimo accadimen­to. La famiglia può molto ma la scuo­la, con la sua capacità di creare io multipli e di amplificare le situazioni esperienziali, può fare moltissimo. I percorsi in biblioteca, i laboratori di ascolto e di scrittura, la manipolazio­ne di storie e narrazioni, i giochi con e tra i libri, possono essere occasioni preziose per favorire la conquista del piacere di leggere.

È assodato che il buon o il cat­tivo rapporto con la lettura si determini durante l’infanzia: se i genitori leggono, i bambini giocano a leggere; se in casa ci sono libri è più facile che i ra­gazzi li leggano. Lei crede che i genitori siano sufficientemente consapevoli di questa respon­sabilità?

Si. Ormai è ben diffusa l’impor­tanza che l’approccio alla lettura av­venga in clima familiare il più presto possibile; quello che non tutti i ge­nitori conoscono è il modo corretto di leggere ai bambini e soprattutto è sottovalutata la necessità di sceglie­re buone letture. Rispetto al modo di leggere è importante che i tempi della lettura adulta rientrino in un rituale affettivo ben costruito: è bello legge­re la storia della nanna o quella del pisolino in un ambiente silenzioso o leggere sotto l’ombrellone; sono da evitare situazioni di lettura frettolo­sa e soggette ad interruzioni o a ru­morosi disturbi. Inoltre è importante leggere e non raccontare storie, e assecondare il piacere di risentire, risentire e risentire la stessa storia. Spesso il genitore che legge al figlio è un buon lettore e come tale gusta il piacere della lettura in sé, infatti la tendenza è quella di proporre sempre storie nuove al bambino. La funzione della lettura genitoriale nell’infan­zia, invece, deve intenzionalmente tendere a favorire il piacere dell’a­scolto e la ridondanza della lettura per il bambino è fattore tranquil­lizzante e piacevole. Occorre tener presente che di fronte ad una storia nuova, il bambino si pone in forma attenta e guardinga poiché le storie contengono elementi che rappre­sentano le ansie e le paure infantili e l’elaborazione delle stesse, che ne determina la naturale catarsi, può essere lenta e graduale. Inoltre, nel rituale affettivo della lettura, deve es­sere stabilito anche un tempo che non coincida necessariamente con l’ad­dormentamento del bimbo (l’ascolto non è un biberon di camomilla…); è utile lasciare il bimbo –gratificato dalla coccola della lettura- al tempo dell’addormentamento in solitudine per attivare, dolcemente, la capaci­tà riflessiva e meditativa. Ciò per­metterà di sviluppare gradualmente l’intelligenza intrapersonale, cioè la funzione introspettiva che tanta parte gioca nella costruzione corretta della condotta del bambino e dell’adulto. Rispetto a cosa leggere ai bambini: è importante scegliere libri d’autore e soprattutto attingere alla vasta let­teratura per l’infanzia con attenzione all’età del bambino. Non tutte le let­ture vanno bene per tutti, anzi! Una volta un genitore orgogliosamente mi disse che alla sua bambina di 7 anni leggeva Tolstoj; credo che la gradua­lità alla complessità della scrittura sia molto importante. Il consiglio ai genitori è quello di utilizzare un pre­zioso servizio offerto dall’AIB (As­sociazione Bibliotecari Italiani) che, nell’ambito del progettoNati Per Leggere.”, offre in rete gratuitamente, proposte di lettura da 6 mesi a 6 anni.

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A partire dal 2010 ogni anno nel mese di Maggio il castello di Copertino apre i suoi bellissimi spazi ad un evento unico nel suo genere “Il Veliero Parla…n.. te..”, una mostra di libri realiz­zati dalle scuole di ogni ordine e grado del Salento e non solo. Lei è stata ideatrice e anima della rassegna che quest’an­no ha raggiunto la VII edizione , cosa l’ ha spinto a creare un evento del genere?

‘Il Veliero Parla…N…Te’ è la 6^ mostra dei libri prodotti dalle scuo­le organizzata dalla omonima Rete regionale di 30 scuole pugliesi. Ha come obiettivi la promozione della lettura e della creatività. Con Veliero Parlante si mira a creare un momen­to magico di riflessione sulla ineludi­bilità della lettura. Le scuole, in rete dal 2008, elaborano itinerari proget­tuali volti a costruire ambienti di ap­prendimento ad alto potenziale moti­vazionale per favorire negli alunni lo sviluppo della competenze di base: in lingua italiana e nelle lingue europee, in scienze, matematica, arte, musica. Il nostro modello di studente è quello di una Persona orientata e critica che interpreta il mondo e si costruisce un progetto di vita che preveda, quale strumento di lavoro, la conoscenza dei saperi e il loro utilizzo originale. Il modello didattico proposto è quello del laboratorio nel quale si realizza­no progetti intorno a precisi compiti di realtà; in ogni laboratorio noi por­tiamo a termine un prodotto. Per que­sto ci definiamo La rete delle scuole che fanno i libri, intendendo per libro ogni prodotto finito: libri di carta, e-book, libri oggetto, giocattoli, bal­letti, video, film, esperienze scientifi­che, canti, concerti, ecc. Ci interessa rendere i nostri studenti consapevoli della funzione dello studio e per far questo li accompagniamo in lavori complessi e innovativi che superano la sola fase di ricerca-documenta­zione-produzione che sta al modello classico della scuola, per affrontare la fase del labor lime del testo, l’ edi­ting, la pubblicazione del prodotto con tecniche artistiche; infatti i nostri prodotti si presentano sotto forma di manufatti artistici in opera unica che compongono la mostra allestita nel castello di Copertino la terza dome­nica di maggio. Veliero è una situa­zione bellissima e coinvolgente; per tutta la settimana si tengono spetta­coli teatrali, musicali, mostre a tema, laboratori; vengono premiati i lavori migliori e si crea uno splendida oc­casione di incontro e stimolo. Ma lo scopo formativo autentico della par­tecipazione alla mostra e alla rete di scuole è la costruzione del modello di valutazione che ancora avvertiamo lacunoso nell’atteggiamento dell’ita­liano medio per il quale vige ancora imperante la regola dell’autoreferen­zialità vs la il confronto e il miglio­ramento continuo. Poiché la funzione della Scuola è quella di formare uo­mini e cittadini e risulta determinan­te, a questo fine, avviare processi di costruzione di habitus comportamen­tali corretti, allora esporre i lavori e partecipare ai concorsi significa al­lenarsi al confronto e accettare la lo­gica della valutazione come modello di corretto sviluppo da contrapporre a logiche di sterile autocelebrazio­ne. Ci piace utilizzare la metafora del viaggio e della navigazione per raccontare il nostro percorso; da la­boriosi marinai accudiamo al nostro quotidiano con lo sguardo verso il Futuro che intercettiamo dalla cima dell’albero maestro, guardando il più lontano possibile; alle bonacce si alternano burrasche e marosi; allo splendere del sole rovente si susse­guono piogge e grandinate… A bor­do del Veliero, il simbolo della Scuo­la di Stato, della scuola vera, che dobbiamo ai grandi Padri costituenti che avevano capito che nella scuola per tutti sta la crescita del popolo, noi umili marinai, lavoriamo per in­nalzare il capitale umano e offrire una scuola per tutti si, ma soprattutto per ciascuno, con attenzioni ad ogni aspetto della Persona, ad ogni stile cognitivo e ad ogni forma di intelli­genza dei nostri alunni. Perché per la crescita della Società e la rinascita dell’Italia c’è bisogno del contributo di tutti e di ciascuno e non possiamo, quindi, perderne nessuno nel mare dell’indifferenza e della stupidità.

I lavori “editoriali” che ven­gono esposti durante la mani­festazione sono il risultato di percorsi didattici inseriti in un lavoro di rete e collaborazione tra le diverse scuole che si con­frontano su nuove strategie di insegnamento. È anche questo un modo nuovo per accostarsi ai libri e alla lettura ; quali sono i tuoi obiettivi in tal senso?

L’idea di Veliero Parlante è quel­la di stimolare percorsi di studio sul modello della Ricerca-Azione nelle varie scuole della rete. Ad ogni inizio d’anno scolastico, infatti, i dirigenti ed i docenti delle scuole in rete orga­nizzano interessanti momenti di for­mazione incontrando esperti e tecni­ci; lo scopo di questi momenti di ri­flessione è la costruzione di itinerari didattici originali che si sviluppano nell’intero anno scolastico nei labo­ratori delle scuole. I percorsi di stu­dio sono condotti con i grandi part­ner che collaborano con le scuole del Veliero Parlante: LIBERA, Centro Studi Paolo Borsellino, Fondazione Falcone, Gioventù per i Diritti Uma­ni per i laboratori di Cittadinanza; Enea, Città della Scienza e Univer­sità del Salento per la didattica delle scienze e della matematica; Società di Storia Patria, Associazione Biblio­tecari Italiani e Presidi del Libro; Unicef, Ambarabà, Admo, Fidas, Triacorda, Alessia Pallara, ForLife, Tolbà, per i laboratori di attenzione all’altro, donazione e intercultura; Masserie Didattiche, Regione Pu­glia, Italia Nostra per i laboratori sull’ Ambiente; il Coni e l’Università per l’area dello sport, sana alimenta­zione, stili di vita corretti. 

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