I dati di Confartigianato… Occorre curare di più l’immagine
ANTONIO COLÌ: OCCORRE CURARE DI PIÙ L’IMMAGINE
La tradizione artigianale della famiglia Colì di Cutrofiano è molto antica. Risale addirittura al 1650, anno del primo documento ufficiale sulla famiglia, dove si legge che Pascale Colì esercita il mestiere di “codimaro” , termine dialettale che indica l’artigiano che produce vasi di creta.
Oggi l’azienda dei Fratelli Colì è specializzata nella progettazione, produzione e commercializzazione di maioliche e terrecotte e vanta una lunga esperienza nella personalizzazione dei propri prodotti. Uno dei titolari è Antonio Donato Colì, Presidente della Categoria “Artigianato artistico, tradizionale e di qualità” di Confartigianato Imprese Lecce.
Come sta affrontando la recessione economica?
Come tutti, stiamo attraversando un momento difficilissimo. La crisi ci ha colpito duramente e sono crollati gli ordinativi. Il nostro settore, come tanti altri, non è rimasto indenne dalla congiuntura che, apparentemente, sembrava fosse di breve periodo, ma in realtà dura da oltre cinque anni.
Quali sono i limiti dell’artigianato?
L’artigianato salentino, in generale, è caratterizzato da fortissime potenzialità dal punto di vista qualitativo e produttivo. I nostri artigiani sono all’avanguardia ed esperti nel proprio settore. Quello che manca, però, è l’aspettativa commerciale. L’artigiano dovrebbe essere più capace a vendere il proprio prodotto. Possiamo dire che siamo dei bravi produttori ma spesso cattivi commercianti. Dovremmo iniziare a comprendere cosa realmente vuole il mercato di oggi, ormai sempre più globalizzato.
Come pensa che si possa superare questo momento?
Dovremmo investire di più nelle attività collaborative, attraverso consorzi, organizzazioni fra imprese, in grado di superare le problematiche di carattere commerciale e finanziario. Inoltre bisognerebbe utilizzare i nuovi strumenti per vendere anche a prezzi bassi: internet, ad esempio, è una strada facile, intuitiva e con bassi costi di investimento. Bisogna imparare a valorizzare i propri prodotti, attraverso una maggiore cura dell’immagine. L’effetto avrà ricadute anche sulla figura dell’imprenditore stesso che non sarà più l’artigiano, ma l’imprenditore che fa prodotti artigianali.
Gli imprenditori locali sono pronti a questo cambiamento?
A mio avviso sì, soprattutto le nuove generazioni. È necessario innanzitutto credere nel proprio prodotto ed avere il coraggio di fare investimenti a lungo termine.
Pagine a cura di Davide Stasi
















