Pubblicato in: Mar, Apr 22nd, 2014

I dati di Confartigianato… Occorre curare di più l’immagine

ANTONIO COLÌ: OCCORRE CURARE DI PIÙ L’IMMAGINE 

La tradizione artigianale della famiglia Colì di Cutrofiano è molto an­tica. Risale addirittura al 1650, anno del pri­mo documento ufficia­le sulla famiglia, dove si legge che Pascale Colì esercita il mestiere di “codimaro” , termine dialet­tale che indica l’artigiano che produce vasi di creta.

Colì

Oggi l’a­zienda dei Fra­telli Colì è spe­cializzata nella progettazione, produzione e commercializ­zazione di ma­ioliche e terre­cotte e vanta una lunga esperienza nella personalizzazione dei propri prodotti. Uno dei titolari è Antonio Donato Colì, Presidente della Cate­goria “Artigianato artistico, tradi­zionale e di qualità” di Confartigia­nato Imprese Lecce.

Come sta affrontando la reces­sione economica?

Come tutti, stiamo attraversando un momento difficilissimo. La crisi ci ha colpito duramente e sono crol­lati gli ordinativi. Il nostro settore, come tanti altri, non è rimasto in­denne dalla congiuntura che, appa­rentemente, sembrava fosse di breve periodo, ma in realtà dura da oltre cinque anni.

Quali sono i limiti dell’artigia­nato?

L’artigianato salentino, in gene­rale, è caratterizzato da fortissime potenzialità dal punto di vista quali­tativo e produttivo. I nostri artigiani sono all’avanguardia ed esperti nel proprio settore. Quello che manca, però, è l’aspettativa commerciale. L’artigiano dovrebbe essere più ca­pace a vendere il proprio prodotto. Possiamo dire che siamo dei bravi produttori ma spesso cattivi com­mercianti. Dovremmo iniziare a comprendere cosa realmente vuole il mercato di oggi, ormai sempre più globalizzato.

Come pensa che si possa su­perare questo momento?

Dovremmo investire di più nel­le attività collaborative, attraverso consorzi, organizzazioni fra impre­se, in grado di superare le proble­matiche di carattere commerciale e finanziario. Inoltre bisognerebbe utilizzare i nuovi strumenti per ven­dere anche a prezzi bassi: internet, ad esempio, è una strada facile, in­tuitiva e con bassi costi di investi­mento. Bisogna imparare a valoriz­zare i propri prodotti, attraverso una maggiore cura dell’immagine. L’ef­fetto avrà ricadute anche sulla figu­ra dell’imprenditore stesso che non sarà più l’artigiano, ma l’imprendi­tore che fa prodotti artigianali.

Gli imprenditori locali sono pronti a questo cambiamento?

A mio avviso sì, soprattutto le nuove generazioni. È necessario in­nanzitutto credere nel proprio pro­dotto ed avere il coraggio di fare investimenti a lungo termine.

Pagine a cura di Davide Stasi

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