Pubblicato in: Ven, Set 25th, 2015

I giardini storici della Città, patrimonio della Comunità

A colloquio con Vincenzo Cazzato, Presidente della neonata Associazione “Ville e Giardini di Puglia”.

Nel giardinaggio c’è qualcosa di simi­le alla presunzione e al piacere della creazione: si può plasmare un pezzetto di terra come si vuole, per l’estate ci si può procurare i frutti, i colori e i profumi che si preferiscono. Si può trasformare una piccola aiola, un paio di metri quadrati di nuda terra, in un mare di co­lori, in una delizia per gli occhi, in un angolo di paradiso. (Her­mann Hesse)

L’estetica del giardino ac­compagna l’uomo dalla sua creazione, il paradeios, il luo­go del sogno insegue ed origina l’armonia tra Uomo e Natura. Nel giardino l’equilibrio è in­tatto, non violato dalla preva­lenza ma in equilibrio poetico: Ut Natura Poesis recita l’ada­gio oraziano. Il giardino non è mai identico perché riflette l’opera creatrice dell’uomo e il suo connubio con la natura. Dai favolosi giardini pensili di Ba­bilonia, ai kèpoi greci, dove si svolgevano le meditazioni peri­patetiche (solvitur ambulando), il giardino ha sempre occupato nella storia dell’architettura un posto privilegiato, luogo delle teofanie e giardino di delizie privilegiato dagli dei. I Romani avevano dato un posto d’onore agli Horti e ai giardini delle do­mus intorno a cui si organizza­va la vita quotidiana e le ville suburbane erano un importante status symbol. Nel Medio Evo il monachesimo connotava religiosamente l’hortus inclu­sus e la cura delle piante era un inno a Dio; diversamente pdivenivano luogo di incontri galanti nel Giardino Cortese. Nel Rinascimento il giardinag­gio divenne una vera e propria arte dove ambientare capolavori letterari come la Hypneroto­machia Poliphily, specchio di quell’armonia neoplatonica che divideva i parterre in elementi proporzionali e simmetrici. Ed è alla fine del ‘500 che nasce il paesaggismo, una vera e propria scienza del giardinaggio che cerca l’armonia tra l’arte l’ar­chitettura ed il paesaggio cir­costante. Nei secoli successivi i paesaggi seguono lo sviluppo del pensiero intellettuale, este­tico e filosofico, con interpreta­zioni romantiche e pittoresche o alternativamente illuministe e razionali. Fino alle contamina­zione in stile gardenesque, dove vengono mescolate suggestioni esotiche e innovative. Il XIX se­colo enfatizza la presenza urba­na del giardino nelle grandi aree metropolitane e una coscienza ecologica, piuttosto recente, ha attribuito al verde un valore or­mai prevalente per il benessere olistico della persona. Da un anno è nata a Lecce l’as­sociazione Ville e Giardini di Puglia, presieduta da Vincenzo Cazzato, coordinatore del Co­mitato nazionale per lo studio e la conservazione dei giardini storici, presidente del Comita­to scientifico dell’Associazione Parchi e Giardini d’Italia, di cui fa parte l’associazione lec­cese, Presidente del Concorso nazionale “Il Parco più bello d’Italia”. Incontriamo il prof. Vincenzo Cazzato in una tersa mattina settembrina.

Che cos’è l’Associazione Ville e Giardini di Puglia?

L’Associazione Ville e Giardini di Puglia è un’Asso­ciazione senza scopo di lucro costituita da proprietari, soste­nitori e appassionati di giardi­ni della regione pugliese, nata con l’intento di sensibilizzare il pubblico sull’importanza di un patrimonio costituito da parchi e giardini – siano essi di perti­nenza di ville, masserie, castel­li, dimore nobiliari e altre resi­denze, ubicati in ambito urbano o rurale – nonché da porzioni di paesaggio che presentino i con­notati di un “giardino storico”.

villa

Come mai anche in Puglia una tale Associazione?

Perché, a dispetto di tanti luoghi comuni, la Puglia è una regione con un’ampia varietà di giardini che si differenziano notevolmente da quelli di altre regioni d’Italia: dai giardini annessi ai castelli e ai palazzi baronali, ai giardini di ville e masserie, alle ville comuna­li, per fare solo alcuni esempi. L’Associazione si propone di realizzare un censimento del­le ville e dei giardini pugliesi; la pubblicizzazione dei beni oggetto di interesse dell’Asso­ciazione mediante uno speci­fico portale o altri strumenti e tecnologie informatiche; la diffusione di metodologie volte a ottimizzare la gestione delle ville e dei giardini pugliesi; ini­ziative didattiche, educative e di studio, nonché manifestazio­ni di richiamo turistico e cultu­rale, prevalentemente nei siti di proprietà degli Associati.

Perché associarsi e quali i vantaggi?

Per il raggiungimento del­le proprie finalità istituzionali l’Associazione si prefigge di favorire iniziative di interesse degli Associati e, più in gene­rale, la conoscenza e la valo­rizzazione su scala nazionale e internazionale del patrimo­nio architettonico, artistico, culturale, storico, paesaggisti­co e botanico delle ville e dei giardini pugliesi. I proprietari dei giardini, in qualità di soci ordinari, possono usufruire di assistenza tecnica al fine di elaborare strategie per la sal­vaguardia, la conservazione, la valorizzazione e la gestione dei giardini; di convenzioni con vivai e garden center e della partecipazione gratuita ai corsi organizzati dall’Associazione; della promozione dei giardini per un turismo di amanti del verde e di studiosi. Gli appas­sionati di giardini poi, in qua­lità di soci aderenti, possono visitare i giardini a scelta tra quelli convenzionati con l’As­sociazione e partecipare alle attività dell’Associazione. Sul sito dell’Associazione VillegiardinidiPuglia.it è pre­sente l’elenco di tutti i luoghi che aderiscono alla rete di valo­rizzazione dei “giardini storici”. Tra le iniziative segnalo la pubblicazione nel giugno 2015 di un testo di grande respiro a cura di V. Cazzato- A.Mantovano, Giardini di Pu­glia. Paesaggi storici tra natu­ra e artificio tra utile e diletto. Congedo editore. In questi giorni in colla­borazione con l’Associazione Rosso Pompeiano, nel cortile di palazzo Tamborino Cezzi (via Guglielmo Paladini 50), si sta svolgendo la rassegna “Ci­nema e giardini”, nell’ambito della quale sono stati seleziona­ti quattro film la cui struttura e significanza è determinata dalla presenza di un giardino. Prossi­mo appuntamento mercoledì 30 settembre, alle ore 20.00, verrà proiettato il film del 1958 Mio zio (Mon oncle) scritto, diretto e interpretato da Jacques Tati, Oscar per miglior film straniero e Premio Speciale della Giuria all’11º Festival di Cannes.

Maria Agostinacchio

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