I giardini storici della Città, patrimonio della Comunità
A colloquio con Vincenzo Cazzato, Presidente della neonata Associazione “Ville e Giardini di Puglia”.
Nel giardinaggio c’è qualcosa di simile alla presunzione e al piacere della creazione: si può plasmare un pezzetto di terra come si vuole, per l’estate ci si può procurare i frutti, i colori e i profumi che si preferiscono. Si può trasformare una piccola aiola, un paio di metri quadrati di nuda terra, in un mare di colori, in una delizia per gli occhi, in un angolo di paradiso. (Hermann Hesse)
L’estetica del giardino accompagna l’uomo dalla sua creazione, il paradeios, il luogo del sogno insegue ed origina l’armonia tra Uomo e Natura. Nel giardino l’equilibrio è intatto, non violato dalla prevalenza ma in equilibrio poetico: Ut Natura Poesis recita l’adagio oraziano. Il giardino non è mai identico perché riflette l’opera creatrice dell’uomo e il suo connubio con la natura. Dai favolosi giardini pensili di Babilonia, ai kèpoi greci, dove si svolgevano le meditazioni peripatetiche (solvitur ambulando), il giardino ha sempre occupato nella storia dell’architettura un posto privilegiato, luogo delle teofanie e giardino di delizie privilegiato dagli dei. I Romani avevano dato un posto d’onore agli Horti e ai giardini delle domus intorno a cui si organizzava la vita quotidiana e le ville suburbane erano un importante status symbol. Nel Medio Evo il monachesimo connotava religiosamente l’hortus inclusus e la cura delle piante era un inno a Dio; diversamente pdivenivano luogo di incontri galanti nel Giardino Cortese. Nel Rinascimento il giardinaggio divenne una vera e propria arte dove ambientare capolavori letterari come la Hypnerotomachia Poliphily, specchio di quell’armonia neoplatonica che divideva i parterre in elementi proporzionali e simmetrici. Ed è alla fine del ‘500 che nasce il paesaggismo, una vera e propria scienza del giardinaggio che cerca l’armonia tra l’arte l’architettura ed il paesaggio circostante. Nei secoli successivi i paesaggi seguono lo sviluppo del pensiero intellettuale, estetico e filosofico, con interpretazioni romantiche e pittoresche o alternativamente illuministe e razionali. Fino alle contaminazione in stile gardenesque, dove vengono mescolate suggestioni esotiche e innovative. Il XIX secolo enfatizza la presenza urbana del giardino nelle grandi aree metropolitane e una coscienza ecologica, piuttosto recente, ha attribuito al verde un valore ormai prevalente per il benessere olistico della persona. Da un anno è nata a Lecce l’associazione Ville e Giardini di Puglia, presieduta da Vincenzo Cazzato, coordinatore del Comitato nazionale per lo studio e la conservazione dei giardini storici, presidente del Comitato scientifico dell’Associazione Parchi e Giardini d’Italia, di cui fa parte l’associazione leccese, Presidente del Concorso nazionale “Il Parco più bello d’Italia”. Incontriamo il prof. Vincenzo Cazzato in una tersa mattina settembrina.
Che cos’è l’Associazione Ville e Giardini di Puglia?
L’Associazione Ville e Giardini di Puglia è un’Associazione senza scopo di lucro costituita da proprietari, sostenitori e appassionati di giardini della regione pugliese, nata con l’intento di sensibilizzare il pubblico sull’importanza di un patrimonio costituito da parchi e giardini – siano essi di pertinenza di ville, masserie, castelli, dimore nobiliari e altre residenze, ubicati in ambito urbano o rurale – nonché da porzioni di paesaggio che presentino i connotati di un “giardino storico”.
Come mai anche in Puglia una tale Associazione?
Perché, a dispetto di tanti luoghi comuni, la Puglia è una regione con un’ampia varietà di giardini che si differenziano notevolmente da quelli di altre regioni d’Italia: dai giardini annessi ai castelli e ai palazzi baronali, ai giardini di ville e masserie, alle ville comunali, per fare solo alcuni esempi. L’Associazione si propone di realizzare un censimento delle ville e dei giardini pugliesi; la pubblicizzazione dei beni oggetto di interesse dell’Associazione mediante uno specifico portale o altri strumenti e tecnologie informatiche; la diffusione di metodologie volte a ottimizzare la gestione delle ville e dei giardini pugliesi; iniziative didattiche, educative e di studio, nonché manifestazioni di richiamo turistico e culturale, prevalentemente nei siti di proprietà degli Associati.
Perché associarsi e quali i vantaggi?
Per il raggiungimento delle proprie finalità istituzionali l’Associazione si prefigge di favorire iniziative di interesse degli Associati e, più in generale, la conoscenza e la valorizzazione su scala nazionale e internazionale del patrimonio architettonico, artistico, culturale, storico, paesaggistico e botanico delle ville e dei giardini pugliesi. I proprietari dei giardini, in qualità di soci ordinari, possono usufruire di assistenza tecnica al fine di elaborare strategie per la salvaguardia, la conservazione, la valorizzazione e la gestione dei giardini; di convenzioni con vivai e garden center e della partecipazione gratuita ai corsi organizzati dall’Associazione; della promozione dei giardini per un turismo di amanti del verde e di studiosi. Gli appassionati di giardini poi, in qualità di soci aderenti, possono visitare i giardini a scelta tra quelli convenzionati con l’Associazione e partecipare alle attività dell’Associazione. Sul sito dell’Associazione VillegiardinidiPuglia.it è presente l’elenco di tutti i luoghi che aderiscono alla rete di valorizzazione dei “giardini storici”. Tra le iniziative segnalo la pubblicazione nel giugno 2015 di un testo di grande respiro a cura di V. Cazzato- A.Mantovano, Giardini di Puglia. Paesaggi storici tra natura e artificio tra utile e diletto. Congedo editore. In questi giorni in collaborazione con l’Associazione Rosso Pompeiano, nel cortile di palazzo Tamborino Cezzi (via Guglielmo Paladini 50), si sta svolgendo la rassegna “Cinema e giardini”, nell’ambito della quale sono stati selezionati quattro film la cui struttura e significanza è determinata dalla presenza di un giardino. Prossimo appuntamento mercoledì 30 settembre, alle ore 20.00, verrà proiettato il film del 1958 Mio zio (Mon oncle) scritto, diretto e interpretato da Jacques Tati, Oscar per miglior film straniero e Premio Speciale della Giuria all’11º Festival di Cannes.
Maria Agostinacchio
















