Pubblicato in: Sab, Nov 7th, 2015

I giovani italiani sono felici se le relazioni li sostengono

Report sul benessere delle nuove generazioni… 

La strada per la felicità s’imbocca sulla via lastricata dalle reti di fiducia che so­stengono i giovani. I ragazzi tra i 18 e i 30 anni dichiara­no che la loro prima fonte di benes­sere sono le relazioni con gli amici, con il o la partner, con la famiglia. Lo rilevano alcune indicazioni tratte dai dati dell’Istituto Toniolo su un report intitolato: “Chiedimi se sono felice. Benessere soggettivo e sociale dei giovani italiani”. È significativo scoprire che nell’epo­ca del web 2.0 la generazione digitale dichiara di avere a cuore e contare soprattutto sui tradizionali rapporti intimi e personali. Una osservazione che ci dice che a prescindere delle trasformazioni dei mezzi per comuni­care e alla moltiplicazione dei luoghi di incontro, a tre dimensioni o su piattaforme informatiche, quello che conta è la sostanza delle relazioni. Alla faccia della crisi della genitoria­lità, madre e padre risultano le figure centrali e si confermano essenziali per la sicurezza dei giovani e dei ragazzi. La sociologa Rita Bichi osserva nel report che la fiducia nelle relazioni è uno degli elementi essenziali per valutare in modo positivo il pro­prio benessere. Così quando è stato chiesto in chi i giovani ripongono la propria fiducia emergono due elementi da tenere presenti: la parte del leone è esercitata dalla famiglia, in particolare la mamma in cui ripone molta fiducia l’84% degli intervista­ti, in seconda posizione si colloca il papà con il 73%; seguono altre per­sone vicine ai ragazzi: partner 65% e gli amici al 47%.

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Dall’altra parte si segnala la scarsa capacità di affidarsi alle istituzioni: nella Chiesa ripone molta fiducia il 12%, nell’Unione europea il 9%, nello Stato italiano il 2%. La prossimità sembra essere il metro di giudizio dei giovani: più si sente lontana una realtà e più la si rende impersonale, maggiormente perde la potenzialità di essere sicura. L’importanza della relazione perso­nale si conferma quando i giovani in­dicano motivazioni che incidono sul­la scelta di una figura di riferimento per confrontarsi su un problema: ascolto, disinteresse, comprensione e capacità d’indicare se si è in errore raccolgono le maggiori preferenze. Il ruolo della famiglia come facilitatri­ce nel raggiungimento della felicità nel report del Toniolo si conferma con la psicologa Elena Marta che evidenzia la sua importanza per dare forza ai progetti e ai desideri. Si segnala un compito delicato dei genitori che ruota tra autonomia, comunicazione e controllo. Scrive la psicologa: “Le relazioni familiari sono importanti nella percezione di benessere dei giovani, ma devono supportare e promuovere l’autono­mia. ‘Ci sono’ devono dire madre e padre, ma anche ‘ti lascio andare’. Questo tipo di messaggio aumenta nei figli la fiducia in sé e negli altri. E ricordiamo che la fiducia è il col­lante delle relazioni e delle società”.

Andrea Casavecchia

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