I Sacerdoti, preziosi collaboratori
Il Volto della Chiesa reso luminoso dalla condivisione delle ansie dei Pastori.
Dobbiamo riconoscere che l’attuale momento del percorso storico non è solo caratterizzato da gravi difficoltà che investono ogni settore della società, ma è anche attraversato e sospinto in modo straordinario dal vento dello Spirito. Ci sono segni sempre più evidenti di una sincera aspirazione a vivere in modo autentico la propria umanità, a ritrovare le sorgenti di una relazione costruttiva con gli altri ed anche a riallacciare il dialogo con Dio. In questo eccezionale tempo di grazia la Chiesa, particolarmente attenta agli interrogativi dell’uomo, sta spronando, attraverso il magistero di Papa Francesco, ogni battezzato a ritrovare la freschezza del primo incontro con il Signore e a cooperare con generosità e creatività alla diffusione del Regno di Cristo. È un compito arduo perché proprio in noi credenti sono più forti le resistenze ad un rinnovamento del modo di pensare e ad un vaglio critico del comportamento alla luce della radicalità del messaggio evangelico. Ma questo è l’imperativo dell’ora a cui rispondere senza indugio. La sollecitazione, nella Chiesa locale, ci viene dallo zelo pastorale del Vescovo e dei presbiteri. Il Vescovo, consapevole di non aver né desiderato né cercato il ministero episcopale, è esempio di umiltà e di abbandono fiducioso alla volontà del Signore facendosi orientare in tutto dalla carità alimentate da una intensa vita di preghiera. L’impegno apostolico del Vescovo è portato innanzi con la preziosa collaborazione dei “suoi” preti inviati nei diversi contesti della diocesi ad annunciare che non c’è che un Vangelo e che la salvezza viene soltanto dalla Croce di Cristo.
Ci chiediamo: quale dimensione può rendere oggi più agevole il cammino di chi vuole scoprire o riscoprire la gioia di credere? Come accogliere la pioggia di grazia perché risani ogni aspetto del nostro vivere? Certamente a ciascuno di noi è chiesto anzitutto di intensificare l’ascolto interiore per ritrovare il senso delle cose, di noi stessi e delle relazioni con gli altri. Ma la docilità allo Spirito cogliere la pioggia di grazia perché risani ogni aspetto del nostro vivere? Certamente a ciascuno di noi è chiesto anzitutto di intensificare l’ascolto interiore per ritrovare il senso delle cose, di noi stessi e delle relazioni con gli altri. Ma la docilità allo implica anche che prestiamo attenzione alle indicazioni di rotta dateci da chi è posto a guida del popolo di Dio. È vero, tuttavia, che abbiamo bisogno di vedere incarnata la verità del Vangelo e ciò avviene quando incontriamo testimoni che con la loro vita semplice, sobria, incarnata sulla Parola e aperta all’accoglienza del prossimo, mostrano che è possibile diventare uomini nuovi. Queste testimonianze restano incise nell’animo tanto più se ad offrirle sono ministri di Dio. Ciò che attrae ed è fonte di speranza è constatare che il volto della Chiesa non è sfigurato da divisioni o antagonismi di vario tipo, ma è reso luminoso da una piena condivisione delle ansie dei pastori. Assecondando l’azione dello Spirito, che sa amalgamare doni diversi, ogni disarmonia da pellegrini solitari sarà superata dalla aspirazione condivisa ad esprimere la forza profonda del popolo di Dio cioè una perfetta unione delle menti e dei cuori.
Lilia Fiorillo

















