Pubblicato in: Gio, Gen 8th, 2015

I Sacerdoti, preziosi collaboratori

Il Volto della Chiesa reso luminoso dalla condivisione delle ansie dei Pastori.

ultima cena

Dobbiamo riconoscere che l’attuale momento del percorso storico non è solo caratterizzato da gravi difficol­tà che investono ogni settore della società, ma è anche attraversato e sospinto in modo straordinario dal vento dello Spirito. Ci sono segni sempre più evidenti di una sincera aspirazione a vivere in modo au­tentico la propria umanità, a ritrovare le sorgenti di una relazione costruttiva con gli altri ed anche a riallacciare il dialogo con Dio. In questo eccezionale tempo di grazia la Chiesa, particolarmente attenta agli interro­gativi dell’uomo, sta spronando, attraverso il magistero di Papa Francesco, ogni bat­tezzato a ritrovare la freschezza del primo incontro con il Signore e a cooperare con generosità e creatività alla diffusione del Regno di Cristo. È un compito arduo perché proprio in noi credenti sono più forti le resistenze ad un rinnovamento del modo di pensare e ad un vaglio critico del comportamento alla luce della radicalità del messaggio evangelico. Ma questo è l’imperativo dell’ora a cui rispon­dere senza indugio. La sollecitazione, nella Chiesa locale, ci viene dallo zelo pastorale del Vescovo e dei presbiteri. Il Vescovo, consa­pevole di non aver né desiderato né cercato il ministero episcopale, è esempio di umiltà e di abbandono fiducioso alla volontà del Signore facendosi orientare in tutto dalla carità alimen­tate da una intensa vita di preghiera. L’impegno apostolico del Vescovo è portato innanzi con la preziosa collaborazione dei “suoi” preti inviati nei diversi contesti della diocesi ad annunciare che non c’è che un Vangelo e che la salvezza viene soltanto dalla Croce di Cristo.

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Ci chiediamo: quale dimensione può rendere oggi più agevole il cammino di chi vuole sco­prire o riscoprire la gioia di credere? Come ac­cogliere la pioggia di grazia perché risani ogni aspetto del nostro vivere? Certamente a ciascuno di noi è chiesto anzi­tutto di intensificare l’ascolto interiore per ri­trovare il senso delle cose, di noi stessi e delle relazioni con gli altri. Ma la docilità allo Spirito cogliere la pioggia di grazia perché risani ogni aspetto del nostro vivere? Certamente a ciascuno di noi è chiesto anzi­tutto di intensificare l’ascolto interiore per ri­trovare il senso delle cose, di noi stessi e delle relazioni con gli altri. Ma la docilità allo implica anche che prestiamo attenzione alle indicazioni di rotta dateci da chi è posto a guida del popolo di Dio. È vero, tuttavia, che abbiamo bisogno di ve­dere incarnata la verità del Vangelo e ciò av­viene quando incontriamo testimoni che con la loro vita semplice, sobria, incarnata sulla Parola e aperta all’accoglienza del prossimo, mostrano che è possibile diventare uomini nuovi. Queste testimonianze restano incise nell’animo tanto più se ad offrirle sono mini­stri di Dio. Ciò che attrae ed è fonte di spe­ranza è constatare che il volto della Chiesa non è sfigurato da divisioni o antagonismi di vario tipo, ma è reso luminoso da una piena condivisione delle ansie dei pastori. Assecondando l’azione dello Spirito, che sa amalgamare doni diversi, ogni disarmonia da pellegrini solitari sarà superata dalla aspira­zione condivisa ad esprimere la forza profon­da del popolo di Dio cioè una perfetta unione delle menti e dei cuori.

 Lilia Fiorillo

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