I Sindaci e il Messaggio/Tutti d’accordo con il Pastore
Giovanni Mazzotta – Vice Sindaco di Monteroni
HA PARLATO DA VESCOVO E DA PADRE ORA I POLITICI…
Il messaggio dell’Arcivescovo è stato un intervento di altissimo livello che ha toccato temi di un’attualità scottante, come le varie forme di povertà che coinvolgono, purtroppo, le nostre genti. Ho ascoltato, con interesse, i timori che trasparivano dal discorso di mons. D’Ambrosio sull’attuale, delicatissima situazione. Sì, c’è davvero tanta povertà… . Non è facile vivere un paradosso, come quello dell’Ilva di Taranto e questo il Vescovo lo ha evidenziato, si tratta di una crisi che sta attanagliando anche altre industrie del Meridione. È giusto e responsabile salvaguardare i posti di lavoro in questa grave crisi economica che imperversa ormai da qualche anno: è il minimo che si possa pretendere. Sono soddisfatto, pertanto, che l’Arcivescovo abbia dato risalto a questa vicenda, dimostrando di prenderla a cuore come un Padre, tuttavia diffido di coloro che da una parte o dall’altra non salvaguardano il posto di lavoro dopo una doverosa bonifica totale, poiché è vero che si può morire di fame ma è anche vero che già da tempo si muore di tumore nel Salento.
Antonio Caiaffa – Sindaco di Lequile
LA DENUNCIA PER UN FUTURO DIVERSO
Rilevo con piacere che Mons. D’Ambrosio non va in giro col viso coperto, anzi devo dire che guarda molto bene nella triste realtà economica e sociale in questo delicato periodo della storia leccese e salentina. Nella denunzia del Vescovo sulla “mancanza di pane quotidiano per molti di noi” siamo tutti coinvolti perché situazione inaccettabile e anche se Mons. D’Ambrosio non elenca le mancanze e le responsabilità della politica, non per questo, come Sindaco e come cittadino, mi sento esonerato da un approfondito esame di coscienza o non esortato a riconsiderare le ragioni e i risultati del progetto politico-amministrativo. Infine, il richiamo alla speranza è ancora attuale, o vale solo per i carcerati?…. È sostenibile l’uso politico di un valore religioso? Penso di sì, e questo sì vale per me, e può valere per tutti! Allora, tempo di povertà, tempo di sobrietà, ma anche di rinnovata speranza non generica, ma piena di contenuti condivisi per un futuro diverso e migliore.

















