Pubblicato in: Ven, Ott 5th, 2012

Il Card. Ennio Antonelli: La Famiglia cuore della Chiesa

GESÙ E IL LAVORO

Certamente. Gesù di Nazareth ci insegna che ogni lavoro, anche quello manuale e il più umile e il più stressante, ha dignità umana, in quanto rimanda alla persona coinvolta, in obbedienza alla volontà originaria del Creatore. Se dunque al centro deve stare la persona – prima ancora del ruolo, delle competenze esercitate o dei talenti posseduti – si rende necessario denunciare feno­meni quali ad esempio “le discriminazioni inac­cettabili nell’ambito della retribuzione economica e delle pensioni o “la precarietà” in cui i giovani si trovano a vivere in molte parti del mondo. Questo costituisce di fatto una pesante ipoteca sul futuro delle famiglie e, di riflesso, della società. Le cosiddette leggi del mercato non devono forse essere, loro stesse, regolate perché il mercato sia per l’uomo e non l’uomo per il mercato?

Pensare ad un mercato “dalla parte della fami­glia” significa, in primis, impegnarsi per creare occupazione, senza dimenticare che la questione non è solo economica, perché il lavoro è parteci­pazione responsabile, all’edificazione della città.

Il mercato del lavoro “formato famiglia” è quello che riesce a raggiungere “un’alleanza positiva, tra la vita di lavoro e la vita di famiglia” tenendo presente soprattutto l’universo femminile che porta il grosso peso della cura dei figli.

Un’economia dal volto umano non può ,infine, non interrogarsi sui costi sociali delle migrazioni, che toccano sia le famiglie migranti, sia l’esercito di badanti, colf, ecc.: “donne che hanno lascia­to marito e figli pur di riuscire a guadagnare il necessario”.Sarebbe opportuno, guardare per es. all’esperienza di Milano, dove il card. Tettaman­zi, nel Natale del2008 ha lanciato il Fondo fami­glia e lavoro per offrire una risposta alle persone più colpite dalla crisi. È necessario rilanciare la sfida per la solidarietà e i diritti, in un’ottica ne­cessariamente globale, perché “la vita e la salute di un operaio cinese valgono tanto quanto quelle di un italiano”. Questo obbliga gli imprenditori a “delocalizzazioni responsabili” delle aziende al di fuori dei confini nazionali. La solidarietà non è “un semplice e sia pur nobile sentimento etico”, ma un principio insostituibile anche per la crescita dell’economia di un paese.

Pages: 1 2 3 4 5 6 7 8

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti