Pubblicato in: Gio, Lug 3rd, 2014

Il Caso Salento/Identità frantumata?

Riforme in cambio di flessibilità: è il senso dell’accordo europeo raggiunto a Bruxelles la scorsa settimana. Una possibile boccata d’ossigeno per l’Italia o aria fritta? Sul punto i giudizi sono contrastanti, ma c’è la sensazione che una flessibilità limita­ta e condizionata dall’occhialuto controllo tedesco, non è la ricetta migliore per lenire i mali del Belpaese. Cinque anni di recessione ci consegnano una realtà segnata dal peg­gioramento di tutti i parametri economici. Il debito è al 135% del Pil (oltre 2.120 miliardi) e le previsioni di crescita per il 2014 (0,2%)

non lasciano intuire nulla di buono. Una fase negativa che nel Mezzogiorno tiene la popolazione in bilico tra povertà e mancan­za di lavoro, e i giovani nell’inferno della disperazione. Domanda: in un’economia debole, ha senso condizionare gli interventi di stimolo alla crescita – che servono subito – ad una sorta di riformismo compulsivo dalle ricadute incerte?

taglio-riforme

Oggi si parla di Spending Review e di attacco alla spesa pubblica e ai costi della politica. Si tratta di punti delicati che andreb­bero meglio circoscritti per evitare che spinte demagogiche possano investire presidi quali la democrazia rappresentativa e gli Istituti attraverso i quali si realizza; organismi e uffici che rafforzano l’identità dei territori e li fanno funzionare; e, infine, il sistema di protezione sociale.

Il caso del Salento, che vede frantumarsi un patrimonio di Istituti pubblici intorno ai quali si è storicamente costruita e cresciuta la sua identità, desta preoccupazione. La Pro­vincia svuotata; Tar, Camera di Commercio, Sovrintendenza ed altri Presidi amministrativi in via di smantellamento, sono la risposta sbagliata all’esigenza di limitare burocrazia e spesa pubblica. Sono decisioni che pesano su una realtà, come la Terra d’Otranto, im­pegnata negli ultimi decenni a costruire una prospettiva di sviluppo e che ora vede il percorso di rinascita dissemi­nato di ostacoli. L’Italia ha bisogno di riforme avve­dute, ma soprattutto di una cura shock per la crescita fatta di investimenti nei settori strategici, taglio delle tasse, rilancio dei consumi e Piano straordinario per il lavoro. È il solo modo virtuoso ed efficace per attacca­re la montagna di debito pubblico al quale è incatenato il Paese. 

Adelmo Gaetani

Lascia un commento

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

 

Gli articoli più letti