Il Castromediano Museo Nazionale… Un sogno possibile
Cambiando argomento, come risulta il rapporto con il territorio negli ultimi anni rispetto al passato? I cittadini si interessano all’arte?
La domanda è complessa ma proverò ugualmente a risponderle in maniera semplice, approfittandone anche per dare una risposta a chi, sempre più spesso negli ultimi tempi, si è appassionato all’idea di rivoluzionare i musei del Salento e trasformarli in altrettanti, incredibili “attrattori turistici” volani per lo sviluppo culturale del territorio, luccicanti biglietti da visita da esporre nei vari Expo in giro per il mondo, insomma di farne la soluzione di tutti i nostri mali finanziari. Le motivazioni che spingono la gente comune a entrare in un museo, e il Museo Provinciale non fa eccezione, possono e debbono essere tante e differenti. La gente entra nei musei innanzitutto per una esigenza di conoscenza e comprensione. Per questo sono particolarmente attenti alla dimensione comunicativa del museo attraverso cui si veicola il processo di trasmissione delle conoscenze. Se si considera poi che la gran parte delle visite è costituita da nuclei familiari quindi, presumibilmente, con presenza di bambini e adolescenti, se ne deduce che le attività di comunicazione museale richiedono una attenzione particolare, rivolgendosi a gruppi disomogenei per livello di conoscenze, modalità di apprendimento e capacità di concentrazione e attenzione. Ciò che abbiamo osservato, nel merito della relazione tra visitatori e museo provinciale, è una crescita rilevante di consapevolezza da parte del pubblico. In altri termini, i fruitori del nostro museo sanno cosa aspettarsi da noi oggi, molto più di ieri.
Lei crede che la tecnologia moderna possa essere un buon ausilio per la “riscoperta” dei musei da parte dei visitatori?
Certo, un uso ben calibrato di grandi eventi, effetti speciali, ricostruzioni altamente tecnologiche può, senza dubbio, aiutare ad aumentare le presenze di visitatori nei musei; ma, per tutto questo occorrono risorse finanziarie che non siamo in condizioni di reperire, un impegno economico che non possiamo permetterci in alcun modo. Comunque non ritengo condivisibile l’opzione di spettacolarizzare i musei all’unico scopo di accrescerne la “fruizione”. Tuttavia, credo che il piacere ed il divertimento siano ingredienti indispensabili per stimolare in modo sano la relazione pubblico/museo ed il gioco uno strumento straordinario per l’apprendimento dei nostri piccoli visitatori. Ed è su questi elementi che il Museo Provinciale si sta orientando negli ultimi anni.
Il museo ha beneficiato del flusso turistico estivo?
L’affluenza di pubblico nel museo, negli ultimi tempi, è cresciuta notevolmente, così come sono cresciute le competenze, i bisogni e le aspettative. Sempre più persone decidono di dedicare il proprio tempo libero alla cultura, e Lecce e il Salento hanno beneficiato ampiamente di questo straordinario trend positivo dei flussi turistici. Il Museo provinciale, pur soffrendo di una carenza endemica di cartellonistica esterna di riferimento e di una presenza sui social network tutt’altro che virale, ha avuto notevoli punte di presenze soprattutto internazionali (francesi e tedeschi su tutti) oltre che nazionali. Ma non va taciuto che il vero valore aggiunto di un museo è quello che consente di aprire una prospettiva interessante in relazione alla costituzione di un “rapporto stabile”, o se si preferisce di fidelizzazione, tra visitatore e museo. Una possibilità nuova turistima concreta, impensabile anche solo un decennio fa. È emerso infatti, e l’ho constatato con la mia personale esperienza, un vasto e diffuso interesse per la possibilità di essere costantemente aggiornati circa le attività del nostro museo, in particolare attraverso Internet; interesse che le nostre statistiche riportano a oltre il 40% dei visitatori.
Esistono reperti di ultima scoperta da poter visitare nel museo? Recentemente sono stati effettuati restauri di opere d’arte o sono in procinto di essere eseguiti lavori?
Al momento, l’ultimo, concreto arricchimento del patrimonio museale consiste in oltre 200 pregevoli reperti archeologici di una collezione privata leccese, donati al museo provinciale ed esposti al piano terra, all’interno del percorso topografico e di uno straordinario Crocifisso attribuito a Vespasiano Genuino, restituito alla pubblica fruizione in Pinacoteca grazie al puntuale ed accurato intervento di restauro effettuato dai nostri tecnici all’interno del laboratorio di restauro del museo. Ben presto, però, e sono lieto di annunciarlo da queste pagine, consegneremo alle Suore Benedettine di Lecce una preziosissima tavola dipinta del ‘500, sulla quale stiamo eseguendo un laborioso e delicato lavoro di restauro, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza alle Belle Arti. Ed infine, in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologica della Puglia, riusciremo a portare al museo i corredi funerari di una incredibile necropoli messapica, appena venuti alla luce nel Giardino dell’ex Convitto Palmieri. I materiali saranno restaurati, catalogati ed esposti nella sezione “Dai Messapi ai Romani” del nuovo allestimento archeologico.
Ci sono in programma eventi educativo/didattici che coinvolgano scuole o gruppi turistici?
Naturalmente, le attività didattiche sono al centro dei nostri pensieri, consapevoli dell’enorme importanza che può avere un giusto approccio al museo per favorire la crescita culturale delle nuove generazioni. Tante le iniziative in programma; a cominciare dal prossimo 4 ottobre con la “Terza Giornata Nazionale delle Famiglie al museo” dedicata in particolare alle famiglie con ragazzi di età compresa tra 3 e 14 anni. E poi laboratori, visite guidate sperimentali, compleanni al museo, ed altro. Di tutte queste attività sarà, naturalmente, data ampia comunicazione a tutte le scuole della Provincia e, come consuetudine sul sito web della Provincia di Lecce.

















