Pubblicato in: Ven, Set 25th, 2015

Il Castromediano Museo Nazionale… Un sogno possibile

Cambiando argomento, come ri­sulta il rapporto con il territorio negli ultimi anni rispetto al pas­sato? I cittadini si interessano all’arte?

La domanda è complessa ma pro­verò ugualmente a risponderle in ma­niera semplice, approfittandone anche per dare una risposta a chi, sempre più spesso negli ultimi tempi, si è ap­passionato all’idea di rivoluzionare i musei del Salento e trasformarli in al­trettanti, incredibili “attrattori turisti­ci” volani per lo sviluppo culturale del territorio, luccicanti biglietti da visita da esporre nei vari Expo in giro per il mondo, insomma di farne la soluzione di tutti i nostri mali finanziari. Le mo­tivazioni che spingono la gente comu­ne a entrare in un museo, e il Museo Provinciale non fa eccezione, possono e debbono essere tante e differenti. La gente entra nei musei innanzitutto per una esigenza di conoscenza e compren­sione. Per questo sono particolarmente attenti alla dimensione comunicativa del museo attraverso cui si veicola il processo di trasmissione delle cono­scenze. Se si considera poi che la gran parte delle visite è costituita da nuclei familiari quindi, presumibilmente, con presenza di bambini e adolescenti, se ne deduce che le attività di comunica­zione museale richiedono una attenzio­ne particolare, rivolgendosi a gruppi disomogenei per livello di conoscenze, modalità di apprendimento e capacità di concentrazione e attenzione. Ciò che abbiamo osservato, nel merito della relazione tra visitatori e museo provin­ciale, è una crescita rilevante di con­sapevolezza da parte del pubblico. In altri termini, i fruitori del nostro museo sanno cosa aspettarsi da noi oggi, mol­to più di ieri.

Lei crede che la tecnologia mo­derna possa essere un buon au­silio per la “riscoperta” dei mu­sei da parte dei visitatori?

Certo, un uso ben calibrato di grandi eventi, effetti speciali, rico­struzioni altamente tecnologiche può, senza dubbio, aiutare ad aumentare le presenze di visitatori nei musei; ma, per tutto questo occorrono risorse fi­nanziarie che non siamo in condizio­ni di reperire, un impegno economico che non possiamo permetterci in alcun modo. Comunque non ritengo condivi­sibile l’opzione di spettacolarizzare i musei all’unico scopo di accrescerne la “fruizione”. Tuttavia, credo che il pia­cere ed il divertimento siano ingredien­ti indispensabili per stimolare in modo sano la relazione pubblico/museo ed il gioco uno strumento straordinario per l’apprendimento dei nostri piccoli visitatori. Ed è su questi elementi che il Museo Provinciale si sta orientando negli ultimi anni.

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Il museo ha beneficiato del flus­so turistico estivo?

L’affluenza di pubblico nel museo, negli ultimi tempi, è cresciuta note­volmente, così come sono cresciute le competenze, i bisogni e le aspetta­tive. Sempre più persone decidono di dedicare il proprio tempo libero alla cultura, e Lecce e il Salento hanno be­neficiato ampiamente di questo straor­dinario trend positivo dei flussi turisti­ci. Il Museo provinciale, pur soffrendo di una carenza endemica di cartello­nistica esterna di riferimento e di una presenza sui social network tutt’altro che virale, ha avuto notevoli punte di presenze soprattutto internazionali (francesi e tedeschi su tutti) oltre che nazionali. Ma non va taciuto che il vero valore aggiunto di un museo è quello che consente di aprire una prospettiva interessante in relazione alla costitu­zione di un “rapporto stabile”, o se si preferisce di fidelizzazione, tra visi­tatore e museo. Una possibilità nuova turisti­ma concreta, impensabile anche solo un decennio fa. È emerso infatti, e l’ho constatato con la mia personale espe­rienza, un vasto e diffuso interesse per la possibilità di essere costantemente aggiornati circa le attività del nostro museo, in particolare attraverso Inter­net; interesse che le nostre statistiche riportano a oltre il 40% dei visitatori.

Esistono reperti di ultima sco­perta da poter visitare nel mu­seo? Recentemente sono stati effettuati restauri di opere d’arte o sono in procinto di essere ese­guiti lavori?

Al momento, l’ultimo, concreto ar­ricchimento del patrimonio museale consiste in oltre 200 pregevoli reperti archeologici di una collezione privata leccese, donati al museo provinciale ed esposti al piano terra, all’inter­no del percorso topografico e di uno straordinario Crocifisso attribuito a Vespasiano Genuino, restituito alla pubblica fruizione in Pinacoteca gra­zie al puntuale ed accurato intervento di restauro effettuato dai nostri tecnici all’interno del laboratorio di restauro del museo. Ben presto, però, e sono lieto di annunciarlo da queste pagine, consegneremo alle Suore Benedettine di Lecce una preziosissima tavola di­pinta del ‘500, sulla quale stiamo ese­guendo un laborioso e delicato lavoro di restauro, sotto l’alta sorveglianza della Soprintendenza alle Belle Arti. Ed infine, in stretta collaborazione con la Soprintendenza Archeologica della Puglia, riusciremo a portare al museo i corredi funerari di una incredibile necropoli messapica, appena venuti alla luce nel Giardino dell’ex Convitto Palmieri. I materiali saranno restaura­ti, catalogati ed esposti nella sezione “Dai Messapi ai Romani” del nuovo allestimento archeologico.

Ci sono in programma eventi educativo/didattici che coinvol­gano scuole o gruppi turistici?

Naturalmente, le attività didatti­che sono al centro dei nostri pensieri, consapevoli dell’enorme importanza che può avere un giusto approccio al museo per favorire la crescita cultu­rale delle nuove generazioni. Tante le iniziative in programma; a cominciare dal prossimo 4 ottobre con la “Terza Giornata Nazionale delle Famiglie al museo” dedicata in particolare alle famiglie con ragazzi di età compresa tra 3 e 14 anni. E poi laboratori, visi­te guidate sperimentali, compleanni al museo, ed altro. Di tutte queste attività sarà, naturalmente, data ampia comu­nicazione a tutte le scuole della Provin­cia e, come consuetudine sul sito web della Provincia di Lecce.

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