Pubblicato in: Gio, Set 10th, 2015

Il Nuovo Anno/Tutti in classe. Si ricomincia

LA DIRIGENTE SCOLASTICA/UN ANNO DIFFICILE 

LA BUONA SCUOLA… IMPEGNO E AUSPICIO

Sicuramente questo nuovo anno scolastico è uno di quelli che ricorderemo tra i più “difficili”! È inutile nascondere che l’appli­cazione della Riforma scaturita dalla L. n. 107/15 meglio conosciuta con il nome di “Buona Scuola”, ha impe­gnato l’estate di molti dirigenti, nella lettura e direi anche, nell’interpreta­zione della stessa, al fine di progettare il nuovo anno scolastico nella scuola di titolarità. La legge 107/15 ha con­dizionato sicuramente l’avvio, e non solo, dell’anno scolastico soprattutto con la novità relativa all’assunzione in ruolo di un numero considerevole di insegnanti ripartiti sia sulle classi di concorso specifiche, che sul sostegno che ha impegnato gli Uffici Scolastici Regionali e Territoriali in maniera massiccia per consentire, già dal mese di agosto, di individuare, convocare ed assegnare centinaia e centinaia di cattedre. Le varie fasi, nel mentre scrivo queste righe, devono ancora concludersi, ma lodevole è stato il lavoro dell’Ufficio Scolastico Territo­riale che ha mantenuto i tempi previsti ed ha assegnato alle scuole i docenti attesi, anche con numerose deroghe, in particolare sul sostegno (nota non trascurabile, visto che negli anni pre­cedenti proprio questo ambito aveva sofferto maggiormente il problema dei tagli del personale). Sappiamo bene, però, che il problema delle risorse umane e professionali è solo uno degli aspetti rilevanti del sistema scolastico, ma non il solo. Far ripartire una scuola dopo il periodo estivo comporta per il Dirigente Sco­lastico un lavoro di organizzazione di tantissimi aspetti che non si fermano solo alla garanzia dell’insegnamento – apprendimento. Va tenuto in conto che alla luce del D.lvo n. 165/01 “Il diri­gente scolastico assicura la gestione unitaria dell’istituzione, ne ha la legale rappresentanza, è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati del servizio. Nel rispetto delle competenze degli organi collegiali scolastici, spettano al dirigente scolastico autonomi poteri di direzione, di coordinamento e di valorizzazione delle risorse umane. In particolare, il dirigente scolastico organizza l’attività scolastica secondo criteri di efficienza e di efficacia formative ed e’ titolare delle relazio­ni sindacali” art. 25 §2. Basterebbe questo comma per chiarire quali siano gli ambiti che quotidianamente siamo chiamati a promuovere nella scuola nel rispetto di quanto deliberato nei competenti organi collegiali e, soprat­tutto, rispetto alle attese delle famiglie e di tutti i portatori di interesse che ruotano intorno ad ogni istituzione scolastica. Vorrei solo soffermarmi su pochissimi aspetti dai quali non si può prescindere per fare dell’offerta formativa un’offerta di qualità. Primo fra tutti l’elaborazione del Rav (Rap­porto di Auto Valutazione di istituto). Passaggio obbligatorio da quest’anno, la stesura di questo documento ha impegnato un numero considerevole di docenti che per tutto il mese di luglio hanno lavorato sul documento evidenziando i punti di miglioramento dai quali la scuola dovrà ripartire per migliorare la qualità del servizio. Al Rav e al Pm (piano di miglioramento) è legata anche la stesura del Ptof che il Collegio dei Docenti sarà chiamato ad elaborare già dai prossimi giorni seguendo i criteri individuati dal Dm. Il Ptof, sostituisce in qualche maniera il vecchio Pof e rimane il documento identificativo della singola scuola. Avrà durata triennale, anche se sarà aggiornato annualmente in quelle parti che sono soggette a cambiamenti. Dal­la corretta elaborazione del Ptof e dal­la capacità di organizzare e pianificare tutta l’offerta formativa, scaturirà il fabbisogno di organico aggiuntivo che avrà il compito, una volta acquisito, di realizzare i progetti previsti dal Ptof.

scuola

È inutile sottolineare la delicatezza di questa fase progettuale che, come ben si intuisce, non può risolversi in una semplice elencazione di progetti, poiché sulla corretta pianificazione si gioca la capacità progettuale e strate­gica della scuola e del dirigente stesso. Strategica risulta, altresì, l’assegnazio­ne dei docenti alle classi,(altro punto fondamentale di inizio di anno) che non si riduce ad una mera esecuzione di un provvedimento di nomina, ma nelle mani del dirigente scolastico, diventa strumento attraverso il quale si esplicita la “vision” stessa della scuola più rispondente alle attese dell’utenza e ai bisogni degli alunni e a tutte quelle situazioni che rivesto­no il carattere della “particolarità” e passano attraverso la valutazione del dirigente stesso. Ma l’aspetto didattico non è il solo ad impegnare il dirigente scolastico nell’avvio dell’anno. A questo si aggiunge il problema legato alla sicurezza sui luoghi di lavoro cosi come previsto dal d.lvo 81/08 aspetto tanto delicato da togliere il sonno anche al più superficiale dei colle­ghi, semmai ce ne fossero. Garantire l’incolumità fisica di tutti all’interno dell’istituzione scolastica è un dovere imprescindibile, non solo perché pre­visto dalla legge, ma soprattutto per­ché rientra in quei compiti propri della scuola come luogo di benessere fisico, intellettivo e morale dell’alunno. E’ un aspetto molto critico, poiché non tutte le Amministrazioni ottemperano fino in fondo e con diligenza nel garantire i parametri minimi di tutela dell’inco­lumità fisica di studenti e lavoratori. Non sempre gli edifici scolastici appaiono sicuri o quanto meno deco­rosi per accogliere ogni giorno stuoli di ragazzi che ne vivranno con tutta la loro dinamicità, ogni ambiente! Molto si è fatto grazie alle azioni del governo con Scuole Sicure e Scuole Belle, ma non basta, non tutti gli edifi­ci scolastici hanno potuto usufruire di questi fondi. Siamo in attesa di vedere le ripartizioni dei nuovi fondi stanziati dal Governo per l’edilizia scolastica. Chissà che sia la volta buona! Eppure l’aspetto della sicurezza degli edifici scolastici dovrebbe avere priorità nelle previsioni di bilancio delle Ammini­strazioni civiche, che spesso fanno orecchio da mercante alle continue sollecitazioni che siamo costretti a sollevare quotidianamente. Altri nodi restano problematici e sono anche intuibili: scuole senza sedi idonee, classi numerose, collaboratori sco­lastici insufficienti per coprire plessi e succursali, inadeguatezza delle attrezzature tecnologiche e tanto altro ancora. Ma sono una giovane, solo per nomina, dirigente scolastico e porto ancora dentro l’entusiasmo e la con­vinzione che anche in situazioni dif­ficili si possono operare scelte degne di essere considerate e valutate. Se c’è un aspetto che la Buona Scuola ha risvegliato in molti di noi è proprio la capacità di credere che quel “Buona” è possibile solo se noi ci crediamo!

 Maria Rosaria Manca

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