Il Nuovo Anno/Tutti in classe. Si ricomincia
IL DOCENTE/FUORI DAL SILENZIO MA NON MINE VAGANTI
FINALMENTE ANCHE NOI UNA CATEGORIA
Non sarà certamente un anno scolastico facile quello che si sta aprendo. Visto che il precedente si era chiuso con un quasi totale blocco degli scrutini. È l’anno della nuova scuola voluta dai tempi nuovi e scritta a parole loro da Giannini-Faraone & C. Era molto difficile fare peggio rispetto al tifone Gelmini abbattutosi sulla scuola qualche anno fa, ma a detta di molti degli addetti ai lavori sembra che ci sia riusciti in pieno. Dal governo Renzi un obiettivo di certo è stato raggiunto, anche rispetto a quanto fatto dal governo Berlusconi, visto che è riuscito a svegliare i docenti e farli sentire “una” categoria.
Infatti tentando di dividerli tra bravi e cattivi, secondo la quasi insindacabile valutazione del Dirigente scolastico, scelto su insindacabile valutazione del Direttore regionale, scelto a quasi insindacabile volontà del Ministero o da chi ne fa le veci, è riuscito ad unirli contro quello che viene descritto come uno tsunami. Tanti docenti sono usciti, forse tardivamente dal proprio silenzio, anche perché in molti casi quelli che adesso vengono visti come “devastanti novità” antidemocratiche e “mine vaganti” contro la libertà di insegnamento, in realtà erano “silenti realtà” all’interno del corpo della scuola solo che si era concentrati su altro. È pur vero che molto ancora deve essere scritto. I primi articoli della riforma hanno un discreto soggetto, la sceneggiatura resta una grande incognita. Un banco di prova sarà rappresentato dalla riduzione delle classi-pollaio.
Tonio Rollo
LETTERA DI UNA MAMMA
Ciao ragazzi! sono la mamma di un alunno, positiva e speranzosa, che, come tutte le mamme, crede fortemente nell’importanza basilare dell’istruzione e della cultura per la vostra vita. Mi preme esprimervi e comunicarvi che è lontano dalle mie intenzioni il voler riempire le vostre teste di “prediche” riguardo all’“obbligo” di andare a scuola, come credo che lo sia per le vostre mamme; al contrario sono qui per dimostrarvi che noi crediamo nella vostra intelligenza e sosteniamo i vostri sentimenti e le vostre esigenze. Vi auguro perciò di saper riconoscere nel vostro percorso che andare a scuola significa dare modo alle vostre capacità e alla vostra creatività di svilupparsi oltre che di essere degli uomini e delle donne migliori, che siano in grado di navigare nelle acque tortuose ma fantastiche della vita!
Mariapia Scalzo
LETTERA DI UN’ALUNNA
“L’estate sta finendo e un anno se ne va”, ogni anno dal 1985, in questo periodo, ritorna in mente questo motivetto dei Righeira, specialmente tra i ragazzi che si preparano a ricominciare la scuola. Ciò vuol dire infatti, che se un anno sta finendo, un altro sta per incominciare. A pochi giorni dal rientro tra i banchi di scuola cerchiamo di capire quali sono le sensazioni, le speranze e le aspettative per ragazzi di età diversa che si avvicinano ad un altro primo giorno di scuola. Maddalena con i suoi 13 anni e la licenza media appena conquistata ha risposto così alla domanda “Cosa ti aspetti dal tuo primo anno al liceo?”: “Molti mi hanno detto che sarà dura e che dovrò impegnarmi molto più di quanto non ho fatto fino ad ora, e infatti sono un po’ spaventata. Per fortuna però mio fratello mi ha detto che saranno i cinque anni più belli della mia vita, e sinceramente spero che abbia ragione lui”. Giacomo, 15 anni, non è del tutto entusiasta di ricominciare, e infatti sono queste le sue parole: “Durante quest’estate ho avuto modo di distrarmi e ho dimenticato completamente la scuola. Non credo di essere pronto a passare altri nove mesi in una classe. È più carica, invece, Anna di 17 anni: “Sono pronta a ricominciare, mi manca stare in classe con i miei compagni, anche se quest’estate sono stata bene. Serviva staccare la spina”. C’è poi chi, come Maria di 18 anni, si sta avvicinando al suo ultimo primo giorno di scuola guardando già al futuro, e la pensa così “Sono carica per affrontare la maturità, anche se fa paura. Ma voglio anche godermi questi ultimi mesi nella mia classe, perché sono sicura che mi mancherà molto. Forse quello che verrà dopo spaventa anche più dell’esame di stato”.
Maria Mangiullo
















