Pubblicato in: Ven, Nov 14th, 2014

Il Requiem di Mozart… Per non dimenticare la Grande Guerra

Intervista esclusiva/A colloquio con il Direttore Salvatore Stefanelli. 

“GRATI A TITO SCHIPA LA SUA MEMORIA CONTINUA NEL NOSTRO IMPEGNO” 

“Mi piacerebbe lasciare un’incisiva traccia editoriale e discografica dell’impegno quotidianamente profuso dalle professionalità interne all’Istituto sia nel campo della ricerca scientifica che della produzione artistica”. 

In occasione del Concerto Inaugu­rale del nuovo anno accademico, “L’Ora del Salento” ha intervi­stato, in esclusiva, il direttore del Conservatorio di Lecce il maestro Salvatore Stefanelli.

Si è alla vigilia della seconda Sta­gione di Concerti promossa dal Conservatorio di Lecce. Può fare un bilancio del primo ciclo in ter­mini di risposta e di gradimento del pubblico?

In occasione del concerto inau­gurale dello scorso anno, dedicato al bicentenario verdiano, abbiamo regi­strato una grande partecipazione di pubblico al Teatro Politeama Greco di Lecce. Lo stesso concerto è stato poi replicato al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi con un autentico pienone. Anche gli altri concerti in cartello­ne che si sono tenuti nei vari luoghi culturali della città e del territorio, dalla Biblioteca Caracciolo al Tea­tro Antoniano di Lecce, alla saletta dell’ex Convento Santa Chiara di Brindisi, hanno tutti registrato un grande seguito, con un gradimento e un’attenzione del pubblico che ci ha molto gratificato.

Come lo scorso anno è previsto un concerto in memoria di Tito Schi­pa. Che valore ha per lei, quale direttore di un’Istituzione come il Conservatorio di Lecce a lui intito­lato, l’omaggio a questo straordi­nario artista?

Tutti noi musicisti leccesi siamo particolarmente legati alla figura di Tito Schipa. A parte l’ammirazione nei confronti di un grande di cui an­diamo orgogliosi in Italia e nel mon­do sul piano propriamente artistico, il Conservatorio gli è molto grato perché deve la propria esistenza a una sua idea e a un concreto contri­buto in denaro da lui offerto per la nascita dell’allora Liceo Musicale. Quell’idea iniziale ci ha consenti­to di crescere e di diventare ciò che siamo oggi: un’importante Istituzio­ne che vanta circa mille allievi. Da parte nostra la riconoscenza a Schi­pa è sempre molto viva e si manifesta all’esterno attraverso la programma­zione di concerti-omaggio che per­sonalmente intendo rinnovare lungo l’intero corso del mio incarico. Tutti i concerti del cartellone 2015 sono dedicati a Schipa, del quale il pros­simo anno ricorre il 50° anniversario della morte e, oltre alla specifica se­rata-concerto in suo onore, pensiamo di realizzare anche altre iniziative in sua memoria.

Quali funzioni o quali ricadute può avere sul territorio e per l’Istituzio­ne che lei dirige l’inaugurazione di un nuovo anno accademico?

Intendiamo questo concerto inau­gurale come un omaggio a tutto il territorio salentino: un abbraccio corale con il pubblico appassionato della buona musica, al quale inten­diamo offrire, con l’intera stagione di concerti programmati, serate musicali di vario genere affidate alle cure delle migliori risorse e professiona­lità artistiche interne, tra docenti e allievi più meritevoli. È, inoltre, un momento di condivisione di un’idea culturale anche con rappresentanti istituzionali del territorio nazionale. Le ricadute sono in termini di grande visibilità di un Conservatorio che si presenta vivo e capace di produrre sempre nuove idee artistiche. In pro­spettiva, queste iniziative concorrono a stimolare sempre più la passione per la musica e a invogliare nuove iscrizioni ai nostri corsi.

ingresso

Quali le novità, se ve ne sono, rispet­to allo scorso anno, nella program­mazione dei concerti per il 2015?

La formula dello scorso anno, che andava dalla musica antica alla contemporanea, dalla lirica al jazz, dalla cameristica alla musica per i grandi insiemi orchestrali, ci è parsa vincente. Perciò, abbiamo mantenuto il format iniziale, ma abbiamo rinno­vato le proposte artistiche lavorando su programmi sempre più rispondenti alle importanti celebrazioni che ri­corrono nel corso del nuovo anno, come ad esempio il concerto inau­gurale in memoria delle vittime del­la Grande Guerra, in occasione del centenario. Inoltre, abbiamo ideato un premio alla carriera: l’“Orfeo d’oro”.

Quali valori intende premiare l’“Orfeo d’oro”?

Per la prima volta nella sua sto­ria il Conservatorio di Lecce intende gratificare con questo premio le ec­cellenze del territorio che nel corso della loro carriera hanno portato alto il nome del Salento nel campo delle arti, in genere, e della musica, in particolare. La scelta del Consi­glio Accademico di assegnare per quest’anno l’“Orfeo d’oro” al com­positore gallipolino Ivan Fedele non ha bisogno di grandi spiegazioni. Con la sua attività artistica, in linea con i principi cui s’ispira il nostro premio alla carriera, questo musi­cista rappresenta egregiamente la Puglia e il Salento nel mondo. Nella serata inaugurale conferiremo una pregevole statuetta in bronzo realiz­zata dal maestro Antonio Miglietta dell’Accademia di Belle Arti di Lec­ce. La statuetta raffigura il mitico cantore Orfeo, simbolo del potere della musica.

Secondo quali criteri si sono sele­zionate le diverse sedi dei concerti?

Ovviamente, la selezione scaturi­sce da esigenze di tipo acustico e di gestione artistica degli spazi. Dalla piccola sala al massimo contenitore teatrale cittadino i luoghi sono stati scelti in base al repertorio di ciascun concerto, alle esigenze di rappresen­tazione dell’evento stesso, alle neces­sità in termini di accoglienza del po­tenziale pubblico. Comunque si tratta di contenitori culturali che da sempre promuovono iniziative artistiche di rilievo.

Auspici per il futuro del Conserva­torio di Lecce?

Mi piacerebbe lasciare un’incisi­va traccia editoriale e discografica dell’impegno quotidianamente profu­so dalle professionalità interne all’I­stituto sia nel campo della ricerca scientifica che della produzione ar­tistica. Vorrei potenziare gli scambi Erasmus. Vorrei allargare sempre più l’offerta formativa, in modo da poter offrire ai nostri allievi l’opportunità di trovare sul territorio tutti gli inse­gnamenti desiderati per evitare che emigrino altrove. Auspico che il Miur approvi quanto prima la pianta or­ganica della sede staccata di Ceglie Messapica. 

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