Il Requiem di Mozart… Per non dimenticare la Grande Guerra
Intervista esclusiva/A colloquio con il Direttore Salvatore Stefanelli.
“GRATI A TITO SCHIPA LA SUA MEMORIA CONTINUA NEL NOSTRO IMPEGNO”
“Mi piacerebbe lasciare un’incisiva traccia editoriale e discografica dell’impegno quotidianamente profuso dalle professionalità interne all’Istituto sia nel campo della ricerca scientifica che della produzione artistica”.
In occasione del Concerto Inaugurale del nuovo anno accademico, “L’Ora del Salento” ha intervistato, in esclusiva, il direttore del Conservatorio di Lecce il maestro Salvatore Stefanelli.
Si è alla vigilia della seconda Stagione di Concerti promossa dal Conservatorio di Lecce. Può fare un bilancio del primo ciclo in termini di risposta e di gradimento del pubblico?
In occasione del concerto inaugurale dello scorso anno, dedicato al bicentenario verdiano, abbiamo registrato una grande partecipazione di pubblico al Teatro Politeama Greco di Lecce. Lo stesso concerto è stato poi replicato al Nuovo Teatro Verdi di Brindisi con un autentico pienone. Anche gli altri concerti in cartellone che si sono tenuti nei vari luoghi culturali della città e del territorio, dalla Biblioteca Caracciolo al Teatro Antoniano di Lecce, alla saletta dell’ex Convento Santa Chiara di Brindisi, hanno tutti registrato un grande seguito, con un gradimento e un’attenzione del pubblico che ci ha molto gratificato.
Come lo scorso anno è previsto un concerto in memoria di Tito Schipa. Che valore ha per lei, quale direttore di un’Istituzione come il Conservatorio di Lecce a lui intitolato, l’omaggio a questo straordinario artista?
Tutti noi musicisti leccesi siamo particolarmente legati alla figura di Tito Schipa. A parte l’ammirazione nei confronti di un grande di cui andiamo orgogliosi in Italia e nel mondo sul piano propriamente artistico, il Conservatorio gli è molto grato perché deve la propria esistenza a una sua idea e a un concreto contributo in denaro da lui offerto per la nascita dell’allora Liceo Musicale. Quell’idea iniziale ci ha consentito di crescere e di diventare ciò che siamo oggi: un’importante Istituzione che vanta circa mille allievi. Da parte nostra la riconoscenza a Schipa è sempre molto viva e si manifesta all’esterno attraverso la programmazione di concerti-omaggio che personalmente intendo rinnovare lungo l’intero corso del mio incarico. Tutti i concerti del cartellone 2015 sono dedicati a Schipa, del quale il prossimo anno ricorre il 50° anniversario della morte e, oltre alla specifica serata-concerto in suo onore, pensiamo di realizzare anche altre iniziative in sua memoria.
Quali funzioni o quali ricadute può avere sul territorio e per l’Istituzione che lei dirige l’inaugurazione di un nuovo anno accademico?
Intendiamo questo concerto inaugurale come un omaggio a tutto il territorio salentino: un abbraccio corale con il pubblico appassionato della buona musica, al quale intendiamo offrire, con l’intera stagione di concerti programmati, serate musicali di vario genere affidate alle cure delle migliori risorse e professionalità artistiche interne, tra docenti e allievi più meritevoli. È, inoltre, un momento di condivisione di un’idea culturale anche con rappresentanti istituzionali del territorio nazionale. Le ricadute sono in termini di grande visibilità di un Conservatorio che si presenta vivo e capace di produrre sempre nuove idee artistiche. In prospettiva, queste iniziative concorrono a stimolare sempre più la passione per la musica e a invogliare nuove iscrizioni ai nostri corsi.
Quali le novità, se ve ne sono, rispetto allo scorso anno, nella programmazione dei concerti per il 2015?
La formula dello scorso anno, che andava dalla musica antica alla contemporanea, dalla lirica al jazz, dalla cameristica alla musica per i grandi insiemi orchestrali, ci è parsa vincente. Perciò, abbiamo mantenuto il format iniziale, ma abbiamo rinnovato le proposte artistiche lavorando su programmi sempre più rispondenti alle importanti celebrazioni che ricorrono nel corso del nuovo anno, come ad esempio il concerto inaugurale in memoria delle vittime della Grande Guerra, in occasione del centenario. Inoltre, abbiamo ideato un premio alla carriera: l’“Orfeo d’oro”.
Quali valori intende premiare l’“Orfeo d’oro”?
Per la prima volta nella sua storia il Conservatorio di Lecce intende gratificare con questo premio le eccellenze del territorio che nel corso della loro carriera hanno portato alto il nome del Salento nel campo delle arti, in genere, e della musica, in particolare. La scelta del Consiglio Accademico di assegnare per quest’anno l’“Orfeo d’oro” al compositore gallipolino Ivan Fedele non ha bisogno di grandi spiegazioni. Con la sua attività artistica, in linea con i principi cui s’ispira il nostro premio alla carriera, questo musicista rappresenta egregiamente la Puglia e il Salento nel mondo. Nella serata inaugurale conferiremo una pregevole statuetta in bronzo realizzata dal maestro Antonio Miglietta dell’Accademia di Belle Arti di Lecce. La statuetta raffigura il mitico cantore Orfeo, simbolo del potere della musica.
Secondo quali criteri si sono selezionate le diverse sedi dei concerti?
Ovviamente, la selezione scaturisce da esigenze di tipo acustico e di gestione artistica degli spazi. Dalla piccola sala al massimo contenitore teatrale cittadino i luoghi sono stati scelti in base al repertorio di ciascun concerto, alle esigenze di rappresentazione dell’evento stesso, alle necessità in termini di accoglienza del potenziale pubblico. Comunque si tratta di contenitori culturali che da sempre promuovono iniziative artistiche di rilievo.
Auspici per il futuro del Conservatorio di Lecce?
Mi piacerebbe lasciare un’incisiva traccia editoriale e discografica dell’impegno quotidianamente profuso dalle professionalità interne all’Istituto sia nel campo della ricerca scientifica che della produzione artistica. Vorrei potenziare gli scambi Erasmus. Vorrei allargare sempre più l’offerta formativa, in modo da poter offrire ai nostri allievi l’opportunità di trovare sul territorio tutti gli insegnamenti desiderati per evitare che emigrino altrove. Auspico che il Miur approvi quanto prima la pianta organica della sede staccata di Ceglie Messapica.
















