IL ROSACEO DELLA GIOIA INTERIORE
Liturgie/I Segni della Quaresima: Il linguaggio del Colore…
Come vediamo in questo tempo di quaresima, per esempio con il linguaggio del colore, vi sono nella liturgia, tante forme di linguaggio che fanno di essa un formidabile luogo di comunicazione… Oltre al linguaggio verbale, cioè le parole, esiste infatti il canto, il suono, il silenzio… il linguaggio gestuale… Dicono gli esperti di comunicazione e psicologia, che il linguaggio non verbale incide nella comunicazione per il 60% mentre quello verbale soltanto per il 10%.
Possiamo subito vedere come il solo parlare impoverisca il messaggio. Di qui l’importanza di curare tutto il complesso linguaggio liturgico e porre ogni impegno nel curare i linguaggi non verbali. In quaresima dunque, il colore delle vesti, che domenica prossima, potendo, sarà rosaceo ad indicare come una sosta in quaresima ma soprattutto a fare memoria della letizia che deve comunque accompagnare l’impegno austero della quaresima sempre rischiarato dalla gioia interiore dalla pace con Dio con se tessi e il mondo; domenica prossima sarà permessa anche una sobria elegante e bella presenza di fiori. In questo tempo il suono è contenuto e presente soltanto per sostenere il canto, non c’è l’Alleuia…
Se dovessimo fare l’elenco del gesto non verbale ne avremmo un lungo elenco, ci basti questo cenno ad averne cura poiché nulla è indifferente e innoquo … e nulla va trascurato, improvvisato, lasciato al caso Le opere della Quaresima: veri atti di culto. Approfittando di questo tempo, vorrei riflettere sull’atto di culto che è la propria vita e perciò considerare le opere che rendono veri i riti della liturgia nostra in questo tempo di quaresima: il digiuno, l’elemosina, la preghiera. Il culto non è solo quello che rendiamo a Dio in Chiesa ma anche nelle case e ovunque perché si tratta della vita concreta, è di essa che noi facciamo un atto di culto a Dio. Digiunare! Perché digiunare? Il Vangelo dice poi che lo deve sapere soltanto il Padre quando lo facciamo…
Digiuniamo dal pane per dire che non si vive solo di pane ma della Parola di Dio, questa ci è più necessaria del pane … e di altre cose che noi riteniamo indispensabili alla nostra vita: il cellulare, il computer, internet, l’automobile … il fumo o l’alcool, la TV, spettacoli, divertimento, droga. Molte di queste cose sono utili, ne abbiamo bisogno quando ce ne priviamo o ne limitiamo l’uso lo facciamo per proclamare che però non sono padroni della nostra vita e che Dio solo ci è davvero necessario. Quando ci cibiamo noi manifestiamo una nostra necessità e povertà: non abbiamo l’origine della vita in noi, l’alimento ci viene da fuori, dai doni di Dio… quando digiuniamo proclamiamo che pur essendo il cibo necessario esso non è per noi importante e indispensabile come Dio.
Sr. Cristina Cruciani
















